Puó una  squadra di calcio  ispirare una Francia diversa?

Articolo pubblicato il 22 luglio 2016
Articolo pubblicato il 22 luglio 2016

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La nazionale di calcio francese, proprio come la sua bandiera, ha tre colori.; a volte descritti come “black, blanc, beur” – nero, bianco e arabo. Ma questo gruppo eterogeneo di giocatori é davvero la prova di una societá francese multiculturale, o resta solo un sogno irraggiungibile?

Il memorabile Europeo 2016 svoltosi in  Francia  é finito, ma é stata data poca importanza alla particolare formazione multietnica della squadra francese. Mentre il  Front National (FN) e gruppi radicali come il sedicente Stato Islamico (IS) sono assolutamente contro la mescolanza di culture, l'unitá dei "les Bleus" ( nome dato alla nazionale francesevanno contro la loro retorica.  Il Tricolore razziale fornisce in qualche modo un messaggio di speranza per una convivenza del 21esimo secolo. [una societá in cui tutti vivono insieme senza distinzioni di razza o relgione, Ed.]  sia in Francia che nell'Europa intera. 

L'idea che i musulmani e i cristiani non possano vivere insieme è un mantra condiviso sia dal FN che dall'IS.  Il fatto che una squadra eterogenea, come la nazionale francese, giochi così bene insieme minaccia tutta la loro ideologia. Nonostante si tratti solo di una squadra di calcio, i francesi in questo  ci mostrano ciò che una società civile  dovrebbe fare, non essendo influenzata e limitata da pregiudizi razziali e religiosi. Come ha scritto d'altronde Tony Karon, editore di Al Jazeera English, "l'abbraccio di una convivenza multiculturale francese è un anatema per l'IS ".

Potrebbe sembrare una forzatura affermare che il calcio rispecchi realmente l'identità di una comunità.Eppure, nelle competizioni internazionali, le squadre diventano legate alla loro identità nazionale.Colori, inni, e divise stereotipate  si trasformano in una questione di orgoglio. Quando mai potreste sentire François Hollande che fa il tifo per uomini chiamati Sissoko, Umtiti e Pogba?

Alla luce dei recenti attacchi in Europa, il particolare mix di successo dei "les Bleus" offre una speranza in piú per un'integrazione di successo , ma sfida anche il nuovo atteggiamento della Francia nei confronti degli stranieri.Mentre gli appassionati di calcio potranno celebrare ogni vittoria gloriosa, le istituzioni  dovranno lavorare sodo per rendere il lavoro di integrazione migliore sia fuori dal campo,che nello stesso. 

“Noi amiamo la Francia e tutto ció che sia Francia,”  diceva al  Guardian Mamadou Sako nel 2013. “La Francia é composta da culture arabe, bianche , dell'Africa nera e  dell'India occidentale e noi siamo una squadra che riflette il multiculturalismo.” Sakho e il suo team hanno continuato a festeggiare cantando la Marsigliese in campo, ridicolizzando le dichiarazioni fatte da Marine le Pen, che ha detto che la squadra non era "abbastanza francese" per avere successo.

Non tutti accettano questa nuova Francia. Sia i nazionalisti francesi che i radicali come l'IS vedono un'Europa divisa in sezioni razziali e religiose  e bloccata in un  perenne conflitto. Come sostiene Karon, l'IS non colpí accidentalmente lo  Stade de France durante gli attentati del 15 Novembre. Quando hanno inviato lí un kamikaze, la squadra francese aveva cinque giocatori musulmani, mentre altri quattro facevano parte della squadra tedesca. IS ha più volte esortato i suoi seguaci a commettere atti di violenza per dividere la società occidentale. Per loro, non c'è più grande nemico che un musulmano come Sakho che  canta la Marsigliese.

French and English players sing the Marseillaise together after the Paris attacks in November.

Diciotto anni fa, durante la Coppa del Mondo 1998, l'allora nuova costruzione dello  Stade de France divenne un simbolo di divisione razziale. Jean-Marie Le Pen, ex capo del FN e padre di Marine Le Pen, è stato il primo a dichiarare  che la nazionale– in cui vi erano giocatori come  Zinedine Zidane, Lilian Thuram and Thierry Henry – “non fosse abbastanza francese ”. Ora sono nomi familiari, eroi che hanno vinto la Coppa del Mondo per il loro paese. La loro vittoria conió la frase “black, blanc, beur” e mostró ai tifosi che una Francia moderna poteva essere possibile.

La Marsigliese divenne rapidamente un simbolo della squadra  stabilí l'identità di ogni giocatore come parte della nazione francese. E 'profondamente emblematico come tutta la squadra, e tutti i loro tifosi, cantassero insieme l'inno prima di ogni partita durante l'Europeo del 2016. Questo atteggiamento rispecchiava la volontà nel paese di un sentimento di unità, che è stato seriamente compromesso per mesi vivendo in uno stato di emergenza in seguito agli attentati a Parigi di novembre.

Tuttavia, l'inno francese svolse anche un significato agrodolce, come l'ottimismo cosmopolita del “black, blanc, beur” dopo  Euro 2000 rapidamente scomparso  durante gli episodi di  violenza nelle  banlieues parigine  nel 2005. E ricordó ai tifosi la dura realtà al di là dei giocatori eccezionali in TV. Come risultato di questa agitazione, e la successiva brutalità della polizia, qualche giocatore francese decise di non cantare la Marsigliese nel corso degli anni seguenti per dare un significato alla loro lotta con la propria identità.

Un dato certo é che vi sono, in Francia,persone che non vedono l'Islam come parte integrante dell'identitá nazionale, ma vogliono ancora beneficicare dei contributi dei figli dei musulmani francesi; è altrettanto certo che ci sono quelli che preferiscono vedere un paese diviso dominato dalla paura, schiacciando ogni possibilità di una società aperta. Ci vorrá molto di piú del calcio per cambiare la loro retorica, ma grazie alla squadra francese si sono fatti dei piccoli passi in avanti.Quando  l'immagine di una squadra diversa di giocatori verrá impressa nei loro occhi, sará solo una questione di tempo prima che l'idea di una Francia multiculturale diventi la normalitá.