Può l'Europa esistere senza veri media europei?

Articolo pubblicato il 27 maggio 2002
Selezionato dalla redazione
Articolo pubblicato il 27 maggio 2002
Democrazia, opinione pubblica e identità collettiva a livello europeo.

Le istituzioni europee sono state spesso il bersaglio di attacchi riguardanti l'assenza di trasparenza, ed ancor più i loro tratti non democratici e la loro opacità. La questione della democratizzazione dell'UE è uno dei problemi che bisognerà risolvere per fare dell'Unione una vera struttura politica, capace di assicurare una gestione di affari pubblici che rispondano agli standard del continente europeo. Oppure, se ammettiamo che questa democratizzazione passa per una maggiore trasparenza all'interno stesso delle strutture istituzionali, insieme ad una migliore comunicazione, una maggiore leggibilità delle azioni ed una maggiore legittimazione del processo decisionale (ruolo accresciuto per esempio dal Parlamento) già in corso di realizzazione, essa passa anche per la creazione di uno spazio pubblico davvero europeo.

Tuttavia è proprio la realizzazione di questo spazio pubblico che sembra la più difficile da portare avanti. In effetti, un tale spazio pubblico non dovrebbe, al pari delle riforme interne all'Unione, esser costruito solamente con trattati e riforme istituzionali. Si tratta di sviluppare un vero spazio di dibattito, che s'interessi insime di questioni politiche, economiche, culturali. Si tratta, di fronte agli spazi pubblici nazionali, di predisporre, a livello europeo, una sfera pubblica autonoma, che disponga di istituzioni certe (e questo già esiste), ma anche di una sua classe politica, dei suoi propri dibattiti, di suoi propri interessi specifici, differenti dalla proiezione degli interessi nazionali a livello europeo. E' sviluppando un tale spazio che si potrà introdurre il conivolgimento democratico a livello europeo.

In quest'ottica, l'esistenza dei media europei, ovvero i media che hanno come campo d'indagine lo spazio pubblico europeo (così come esiste una stampa locale ed una nazionale), appare come uno degli elementi essenziali del problema. Se si vuol vedere emergere uno spazio pubblico europeo autonomo, bisognerà aggiungere ai media, dei sistemi d'informazione europei capaci di riferire, di spiegare e di trasmettere alle popolazioni europee gli interessi dell'UE, e di migliorarne la leggibilità.

La conseguenza logica dell'esistenza dei media europei è dunque la costituzione progressiva di un'opinione pubblica europea. In effetti, per le popolazioni europee, la possibilità d'esser informate sulle azioni e i dibattiti europei, così come le spiegazioni fornite dai media sono i fermenti d'una presa di coscienza collettiva, di una materializzazione dello spazio europeo e del suo proprio spazio pubblico.

Inoltre, una tale opinione pubblica europea assicurerebbe il carattere democratico dello spazio pubblico, nella misura in cui essa rappresenti il peso del numero e che disegni gli orientamenti ideologici degli elettori europei. Il ruolo dei media è dunque determinante poiché permette di plasmare questa opinione pubblica europea e di favorire le sue emergenze.

Andando ancor più lontano, e ispirandosi ancora una volta al modello di costruzione dell'identità collettiva a livello pubblico nazionale, si può sperare che la diffusione dei media europei, oltre a contribuire alla creazione di uno spazio pubblico democratico e quindi di un'opinione pubblica, permetta di far suscitare un sentimento comune di appartenenza, di una identità europea. I media europei saranno non solo i rilevatori dell'opinione pubblica europea, ma anche uno dei mezzi (come del resto quello pur importante dell'istruzione) volti a creare una vera identità collettiva europea, che faccia in modo che da Stettin a Trieste, il sentimento di un comune destino unisca gli europei.