Proteste in Francia: l'insurrezione si avvicina

Articolo pubblicato il 30 maggio 2016
Articolo pubblicato il 30 maggio 2016

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I manifestanti che si oppongono alla nuova riforma del  lavoro in Francia  non placano le loro proteste. Decine di migliaia di persone sono scese per le strade giovedì, mentre gli scioperi delle centrali nucleari del traffico ferroviario e aereo paralizzano il paese.  Gli editorialisti dei paesi vicini accolgono tanto l'insurrezione dei cittadini quanto la fermezza del presidente.

Il Times ( Regno Unito): riforma ad ogni costo

La Francia deve urgentemente mettere in pratica le riforme in materia di economia e mercato  del lavoro e adottarne delle altre, afferma il  Times : « Il presidente ed il governo di  Manuel Valls dovranno essere irremovibili nel rivedere le norme che ostacolano l'attività economica.(…)Bisogna far passare le riforme attuali ed andare ancora più lontano: rivedere i contratti collettivi e stringere sulle norme che regolano l'indennità di disoccupazione. Ridurre l'impiego nel settore pubblico e aumentare l'età pensionabile sarebbero due ottime misure per comprimere il deficit pubblico. Il presidente, ovviamente, si rifiuta di prendere il toro per le corna, per paura di fermare la sua campagna elettorale prevista per l'anno prossimo.(...) E ha adottato una linea pericolosa e disastrosa.  (Articolo del  26/05/2016)

 Neue Zürcher Zeitung ( Svizzera): le fiamme del male

La mobilitazione massiccia e crescente contro la riforma sul lavoro, che prevede tra le altre cose la soppressione delle 35 ore settimanali, provoca danni a tutti, scrive il  Neue Zürcher Zeitung : « Finora i francesi  non hanno fornito la prova che le 35 ore settimanali siano un buon modello da seguire. La loro competitività è nettamente inferiore a quella di altri paesi europei. Il problema della disoccupazione è lungi dall'essere superato, dato che ampie fasce della popolazione sono intrappolate nella povertà. La logica di guadagnare di più lavorando di meno non è poi così tanto convincente. La controversa riforma del lavoro , se entrerà in vigore, ha poche possibilità di dare al paese la spinta attesa. I costi delle barricate andranno ad incidere senza dubbio sulla conginutura economica e vi saranno solo dei perdenti. La lotta in Francia è assurda. » (Articolo del 26/05/2016)

Taz ( Germania) : tutto questo per cosa? 

La  sinistra tedesca è fuorviata ,e quasi impallidisce  davanti all'ampiezza delle contestazioni in Francia, scrive il quotidiano di sinistra taz : « Hanno coraggio, i francesi. E se i tedeschi avessero avuto un pò più di coraggio, noi saremmo stati meglio, e tutta l' Europa lo sarebbe stata. C'è del vero in questo, ma è solo una mezza verità. (…) In Germania le riforme del mercato del lavoro, che vanno sotto il nome di Hartz IV, hanno visto dele contestazioni, ma molto meno radicali di quelle che stano avvenendo in Francia.I sindacati tedeschi avevanoo paura di andare sopra le righe. (...) Ma sono stati questi stessi sindacati che in seguito sono riusciti ad imporre qualche modifica alle riforme, imponendo il salario minimo. Il salario minimo è stato a lungo tema ricorrente in Francia, come d'altronde le rivendicazioni sociali radicali. Pertanto il salariato medio francese non sta sicuramente meglio di quello tedesco, anzi avviene il contrario. Cercare di preservare questa situazione non è certamente l'ideale per la Francia. » (Articolo del 26/05/2016)

Il video di una macchina della polizia incendiata è diventato il simbolo dell'escalation di violenza  durante le recenti manifestazioni contro la riforma del lavoro. 

 ABC( Spagna) : dove è l' Hollande spagnolo ?

Impressionato dal costante impegno per la riforma dimostrato dai socialisti francesi, il quotidiano conservatore ABC spera da parte sua che i cugini spagnoli del PSOE( Partido Socialista Obrero d'Espana) ne seguano le tracce: « Il PSOE  dovrebbe seguire l'esempio di Hollande e prendere le distanze dalla sinistra radicale, privilegiando il bene dello Stato e le proposte che farebbero bene all'intero paese.Da alcuni giorni la Francia è scossa da un'ondata di proteste violente che contestano e rigettano categoricamente la riforma del lavoro prevista dal governo Hollande. Ma invece di cedere al ricatto delle manifestazioni in strada, i socialisti francesi mantengono con fermezza il loro progetto di legge. Questa rappresenta una preziosa lezione dalla quale i socialisti spagnoli dovrebbero prendere spunto. » (Articolo del 26/05/2016)

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