Protestanti di Minsk, l'ortodossia infranta

Articolo pubblicato il 15 ottobre 2012
Articolo pubblicato il 15 ottobre 2012
Nel 2002 la Bielorussia ha introdotto una nuova legislazione riguardante la religione. Tra le istruzioni, complesse e bizantine, appariva chiaramente un messaggio: è necessario il permesso dello stato per celebrare cerimonie religiose in edifici che non sono religiosi.
Per i protestanti, che storicamente hanno a disposizione poche chiese tradizionali, questa decisione significa essere posti direttamente sotto il tiro del governo. Dieci anni dopo, qual è la situazione della libertà di culto a Minsk, sotto il suo presidente Lukashenko, che si è auto-definito "ateo ortodosso"?

Con la sua facciata burrosa e il rosso vivace del tetto, la cattedrale di San Pietro e Paolo (o 'chiesa gialla') proietta una goffa sensazione di pace nell’ammasso degli elevati e grigi edifici residenziali che si erigono nelle sue vicinanze, conosciuti a Minsk con il nome di “formicai”. Molta gente, in questa città abitata da più di 1.800 anime, la considera un’ isola tranquilla, ma la sua storia è ben diversa. Costruita nel 1611, il che la rende la chiesa più antica della capitale, fu saccheggiata dai Cosacchi dopo poco meno di un secolo, mentre subì una radicale ristrutturazione nel 1871.

la 'chiesa gialla'

Oggi, durante la messa del Venerdì sera, il prete attraversa la chiesa in lungo e in largo, facendo oscillare l’incenso attorno alla folla lì in piedi. Negli anni ’20 un altro aroma proveniva dall’altare, dopo che i sovietici chiusero la chiesa e la trasformarono in un deposito per il pesce. Altri utilizzi della chiesa, durante questo periodo della storia di Minsk, includono palestre, cinema, mercati e, in una occasione, anche una prigione. Ma tutto questo avvenne molti anni fa. Ora, la chiesa ortodossa gode di legami notevolmente più cordiali con il regime politico al potere.

New Life

La New Life Protestant Church ha evitato la tattica sovietica del pesce, ma la sua attuale organizzazione possiede di certo un aroma di campagna. Nel 2002, i suoi membri comprarono un granaio spazioso e moderno, alla periferia di Minsk, nella speranza di trasformarlo in un luogo di culto adatto ai loro 1.500 e più fedeli. Senza perdere nemmeno un’occasione per impedire la riunione pacifica dei propri cittadini, il governo sostenne che la proprietà non era altro che una stalla e che doveva essere usata a tale scopo (trascurando il fatto che la proprietà sorgeva ora in un'area residenziale e perciò sarebbe stato illegale). Negli ultimi dieci anni, le autorità hanno emesso innumerevoli condanne, multe per centinaia di migliaia di dollari e ordini di arresto, intrappolando la chiesa in un circolo vizioso di soprusi legali inventati e offuscamento.

Da stalla a salone

Come assistente legale, Sergey Lukanin, ha rappresentato la chiesa nelle sue 33 cause fino a oggi (tutte perse dalla chiesa). Sotto una pressione così intensa, si potrebbe anche perdonare ai seguaci di New Life di cedere di fronte al potere, ma loro hanno sempre resistito ai tentativi del governo di farli chiudere e di mandarli in bancarotta. La loro campagna mediatica ha attirato l’attenzione dei governi stranieri. Alcuni membri hanno addirittura partecipato ad uno sciopero della fame quando la chiesa rischiava il sequestro da parte dello stato. "Il governo non ci ha rivolto delle critiche esplicite, forse grazie all’ aumento dell’attenzione da parte dei media nei nostri confronti", afferma Sergey Lukanin. "Siamo stati aiutati dalla generosità dei nostri fedeli e sostenitori, sia in Bielorussia che nel resto del mondo. Il ventiquattresimo giorno dello sciopero della fame, dieci diverse auto che trasportavano gli ambasciatori di dieci diversi stati hanno raggiunto la chiesa per manifestare la propria solidarietà. In seguito a questo episodio il governo ha accettato di sospendere i tentativi di sgombero nei nostri confronti per tre anni. Ovviamente, tre anni dopo hanno ripristinato le accuse". 

Il protestantesimo è stato vittima anche di discriminazioni istituzionalizzate, intellettuali e poliziotti sono stati rimossi dai loro incarichi a causa delle loro convinzioni. "In alcuni testi scolastici, chiesa ortodossa e cattolicesimo vengono definite come “religioni”, mentre ci si riferisce al protestantesimo come ad una 'setta'", aggiunge Lukanin. I nostri tassisti collezionano simboli ortodossi, santi e pupazzetti, che appesi allo specchietto retrovisore rimbalzano qua e là in modo irrefrenabile. Alla messa della Domenica mattina nella “stalla” della New Life Church, fedeli euforici con le braccia protese cantano e ondeggiano al suono delle chitarre elettriche e dei sassofoni. A prima vista, risulta impossibile individuare una qualsiasi azione che possa costituire una minaccia per il governo, anche se di recente il presidente Alexander Lukashenko ha licenziato i suoi generali per aver lasciato indifesi i cieli della Bielorussia da un bombardamento aereo di orsacchiotti. "La parola pericolo ha assunto un nuovo significato".

Solidarietà e sciopero della fame

Tra quelli che hanno partecipato allo sciopero della fame del 2006 alla chiesa della vita nuova, c’è il filosofo e commentatore politico Uladzimir Matskevich. "L’obiettivo non era soltanto quello di salvare la chiesa, ma anche di accrescere la consapevolezza del declino della libertà religiosa in Bielorussia", ci spiega. "Per 23 giorni non abbiamo toccato cibo e abbiamo bevuto solamente acqua. Per evitare che ci accusassero di qualunque imbroglio, un medico era costantemente accanto a noi per monitorare il nostro stato di salute". Uladzimir sembra avere quasi settant’anni. Come ha fatto a resistere? Lui sorride e indica verso l’alto. "Certi giorni sono stati molto dolorosi, ma l’atmosfera fatta di sofferenze condivise e di speranza ci ha dato la forza. Sono venute tante persone a farci visita e a manifestare il loro sostegno, anche membri della chiesa cattolica e ortodossa. Una tale unità si vede raramente in Bielorussia! Nel Regno Unito la regina è il capo della chiesa anglicana, ma questo non vuol dire che altre fedi non siano permesse – in Bielorussia è semplicemente impossibile. La chiesa ortodossa ed il governo sono fortemente connessi. Alcuni la chiamano simbiosi, io la chiamo sinfonia. La chiave del progresso sta nella scissione di questo rapporto".

"Il KGB controlla ogni chiesa in Bielorussia. Un giorno, abbiamo scoperto un agente nella nostra chiesa, non fu difficile trovarlo".

A volte, le autorità bielorusse impiegano tattiche molto più pesanti. L’ attivista cristiano Andrei Kim racconta di un incontro, a febbraio, a casa di Antoni Bokun, pastore della chiesa pentecostale di Giovanni Battista. "Una squadra della polizia antisommossa irruppe dalle finestre con indosso passamontagna e brandendo manganelli, ordinando a tutti, anche ai bambini, di mettersi contro il muro", ricorda. La reazione della polizia si era basata su delle voci di un ‘laboratorio segreto di droga’ gestito nella casa del pastore: non fu data nessuna spiegazione ufficiale. Un altro dei pastori di Andrei, Jaroslaw Lukasik, venne deportato nel 2007 con la motivazione di aver svolto ‘attività finalizzate a danneggiare la sicurezza nazionale della Repubblica di Bielorussia nell’ ambito delle relazioni interconfessionali.’ Andrei Kim continua: "in Bielorussia il Protestantesimo è un piccolo movimento, ma siamo totalmente indipendenti dallo stato. Questo spaventa le autorità. Dopo le elezioni del 2010, molti dei miei amici cattolici e ortodossi erano depressi poiché alcuni dei loro pastori non avevano condannato le elezioni truccate e l’imprigionamento dell’opposizione. Il nostro pastore ha criticato pubblicamente questi avvenimenti. È una cosa molto pericolosa da fare, dato che il KGB controlla tutte le chiese della Bielorussia. Una volta abbiamo sorpreso un agente nella nostra chiesa – è stato facile riconoscerlo’. In quanto ex prigioniero politico, in carcere Andrei ha avuto molto tempo per leggere la letteratura inglese, da cui ne è chiaramente influenzato. "In Bielorussia, tutte le chiese sono uguali, ma alcune sono più uguali di altre".

Questo articolo è stato pubblicato con il supporto del Ministero degli Esteri lituano, all'interno del progetto "Made in Belarus". 

Immagini: (cc) Paval Hadzinski/ flickr/hadzinski.livejournal.com - soldati, cattedrale di San Pietro e Paolo, processione del corpo di cristo a Minsk/ sciopero della fame e vecchie imagini della stalla New Life church