Properazzi, i paparazzi dell'immobiliare europeo

Articolo pubblicato il 04 maggio 2007
Articolo pubblicato il 04 maggio 2007

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Con un milione e ottocento offerte, il sito properazzi.com si vuole il Google di chi cerca casa in tutt’Europa.

Fondatore di properazzi.com è Yannick Laclau, un franco-brasiliano di 33 anni, cresciuto negli Stati Uniti. Dopo essersi trasferito a Barcellona, questo businessman giramondo ha deciso di lanciare lo scorso marzo il portale Properazzi.com, il primo motore di ricerca immobiliare paneuropeo. L’obiettivo: riunire on-line tutte le offerte immobiliari di compravendita del vecchio continente in diverse lingue.

Come mai la scelta della capitale catalana per il lancio di properazzi.com?

Cercavo una città che non fosse cara come Londra, ma che al tempo stesso fosse così cosmopolita e legata al mercato immobiliare. In Spagna finora è stato questo il motore dell’economia.

Che aria si respira nella vostra sede?

Il nostro team è costituito da una ventina di persone di 13 nazionalità diverse. Sin dal lancio io volevo una struttura internazionale poiché credo fermamente nella diversità. Tra di noi la lingua veicolare è l’inglese ma spesso si sente parlare francese, spagnolo, finnico o catalano…

Ma, nella vita quotidiana, la diversità può costituire una barriera?

Finora no. Ma può darsi che sia anche perché noi siamo un piccolo gruppo e non una multinazionale. Pranziamo insieme, spesso usciamo a bere qualcosa anche…

Come hai avuto l’idea di creare Properazzi?

Realizzavo dei siti per agenzie immobiliari e mi è venuta l’idea di costruire un portale che le riunisse tutte, ma queste agenzie tergiversavano a inserire i propri annunci, per mancanza di tempo. Ho allora pensato di creare uno script (un programma ndr) capace di monitorare automaticamente i loro siti onde estrarne tutte le informazioni rilevanti: prezzo, descrizione, immagini… Una volta fatto questo, mi è sembrato logico allargare il sistema a tutto il territorio europeo. Al giorno d’oggi, chi vive in Arizona può facilmente avere accesso al mercato immobiliare di New York: perché non offrire le stesse opportunità al pubblico europeo?

Perché questo nome?

Properazzi è la contrazione della parola inglese property che significa «immobiliare» e “paparazzi”. Questi ultimi possono spesso risultare fastidiosi ma sono di certo pronti a tutto per cercare le informazioni sulle star…

Il vostro sito ha un equivalente negli Usa?

Esiste trulia.com... ma la somiglianza è solo grossolana. In Europa c’è troppa gente che cerca di copiare quello che si fa altrove. È triste. Bisogna innovare, creare valore: siamo capaci di farlo, altrimenti resteremo solo imitatori.

Il «.com» al posto del «.eu» è segno di un’apertura ad altre zone del mondo?

In realtà non ci siamo posti troppe domande. Un allargamento di properazzi al resto del mondo è possibile ma per adesso rimaniamo concentrati sul continente europeo, dal Portogallo alla Russia…

...fino a Vladivostok, allora ?

Se ci sono delle offerte, sì.

Avete dei mercati prioritari?

Sì, la Russia ad esempio: i russi comprano molto all’estero. Anche gli inglesi, certamente.

Non bisogna poi dimenticare la Spagna: dopo che il boom immobiliare si è calmato, molti investitori cercano di comprare all’estero: Berlino, Praga, la Bulgaria…

Qual è il vostro obiettivo sulle offerte recensite

Il sito conta oggi un milione e ottocento annunci, ma noi vorremmo assicurare la copertura totale del mercato europeo entro la fine del 2007: nessuno conosce la quantità esatta, ma noi stimiamo che vi siano 4-5 milioni di offerte.

Qual è il vostro modello sul piano economico?

Vorremmo sposare sia il modello gratuito che quello a pagamento. Quello gratuito è necessario perché noi siamo un motore di ricerca e come tale miriamo a fornire un massimo di informazioni. In compenso le agenzie che volessero far risaltare le proprie offerte dovranno pagare.

Chi sono i vostri concorrenti?

A livello nazionale, è ovvio che esistono molti motori di ricerca immobiliari on-line. Ma, per quanto ne sappia, nessuno è paneuropeo. Potremmo dunque dire che il nostro principale concorrente è ancora Google…

...Properazzi contro Google... Davide contro Golia?

In un certo senso sì, in un piccolo settore verticale come quello immobiliare… quello che vogliamo, è che uno spagnolo che sta cercando di acquistare a Praga, anziché passare per Google senza avere risultati precisi, possa trovare in noi uno strumento unico di informazioni sicure.

Anche se non ha mai vissuto in questo paese, lei è nato in Francia ed è francese. Qual è la sua opinione sul legame tra la campagna elettorale presidenziale e Internet?

Ségolène Royal è presente in Second Life (una sorta di mondo virtuale ndr) e Sarkozy fa un ampio uso di podcast (documenti video o audio scaricabili su I-Pod ndr) sul suo sito. Sono dati incoraggianti, ma i candidati non hanno ancora capito Internet. Io a 33 anni sono al limite: l’ho scoperto all’università, non al liceo. Dovremo aspettare ancora quindici anni perché la gente che è cresciuta con Internet arrivi in politica e lo integri nelle proprie campagne come elemento cruciale.