Programma di lavoro della Commissione 2016: cosa c’è in tavola?

Articolo pubblicato il 01 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 01 dicembre 2015

Ogni anno, la Commissione europea attua un programma di lavoro stabilendo una lista di misure urgenti da adottare nei 12 mesi successivi. Queste misure includono impegni politici presentando nuove iniziative, rifiutando proposte in sospeso e rivalutando l’attuale legislazione dell'UE.

La Commissione europea ha recentemente presentato il Programma di lavoro 2016, il secondo da quando Juncker è Presidente. «Il motto di quest’anno del nostro programma di lavoro è no time for business as usual,» ha detto il Vicepresidente Timmermans. «Tutte le misure che proponiamo sono sostenute dal nostro programma "Legiferare meglio". Ci assicureremo che quando l'UE interviene, essa garantisca i risultati,» ha continuato il Vicepresidente.

Sotto i riflettori 

Il programma è formato da 23 iniziative inserite all’interno di 10 priorità politiche, anche se l'attenzione rimane praticamente la stessa. Seguendo il normale protocollo, la Commissione decide quali proposte vengono rifiutate e quali vengono presentate basandosi sulle priorità e le prospettive future. In generale, l'organo esecutivo UE darà maggiore enfasi al Mercato Digitale e Interno, Unione dell’Energia, Commercio, Difesa e Sicurezza e, infine, Migrazione. Se guardiamo al panorama economico e politico attuale in Europa, riprendendosi da una crisi grave e affrontando il flusso di migliaia di migranti in fuga dalla guerra e povertà, ci siamo rapidamente accorti che viviamo in tempi critici. Alcune politiche sulla migrazione saranno prese in considerazione, mentre molte diverse priorità riguardo all'Unione bancaria e al commercio sono in discussione. Nel complesso, il messaggio generale inviato dal Programma di lavoro 2016 ha come l'obiettivo di attrarre investimenti esteri e di rinnovare la credibilità dell'Europa verso i mercati esteri.

Commercio

Malgrado il controverso accordo transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) ècontestato su entrambi i lati dell'Atlantico, la Commissione lo ritiene una priorità assoluta per il 2016. Per molti la promessa di posti di lavoro, investimenti e crescita sembra essere un regalo avvelenato, dal momento che uno degli elementi più controversi del TTIP sarebbe la creazione di un nuovo Tribunale internazionale, la risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS), dando agli investitori stranieri la facoltà di citare in giudizio i governi, o l'Unione europea, su qualsiasi legge o regolamento che potrebbe ostacolare la loro attività. Tuttavia, gli accordi commerciali con la regione Asia-Pacifico, attraverso l'accordo di libero scambio UE-Giappone (ALS), regioni come Australia e Nuova Zelanda, Africa e Caraibi sono anche nel mirino. Guardare all'Europa come un rinforzato protagonista mondiale è l’ultimo obiettivo e di conseguenza la globalizzazione è il frutto principale di questi traffici finanziari. Infatti, dato che il filosofo ed economista Adam Smith ha pubblicato La ricchezza delle Nazioni nel 1776, è stato accettato comunemente che il libero scambio in generale migliora la prosperità economica. La libera circolazione di persone e delle merci è senza dubbio uno dei più grandi successi dell'UE, tuttavia, la corruzione e la mancanza di trasparenza spesso ostacolano quello che potrebbe essere un affare equo. 

Ambiente e salute 

Con un mondo sempre più connesso, viene la preoccupazione ambientale. I leader europei stanno lavorando su politiche ambientali per esempio: ridurre emissioni di gas a effetto serra di almeno del 40% entro il 2030, adattare i mercati dell'energia elettrica per nuove forme di produzione di energia, riformare il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE e realizzare un progetto di economia circolare.

In vista del cosiddetto summit decisivo a Parigi (COP21), dove i leader mondiali si riuniranno per discutere la futura realizzazione di politiche ambientali, la promessa ambientale dell’UE invia un chiaro segnale dei pragmatismo al mondo. Tuttavia, per quanto riguarda la sicurezza alimentare e gli OGM (Organismo Geneticamente Modificato), l'UE, per conto di un secondo rifiuto da parte del Parlamento sta in qualche modo deludendo i suoi cittadini i quali si sono riuniti in innumerevoli manifestazioni chiedendo l'eradicazione dei OGM dai loro territori nazionali, inutilmente. Questo scenario solleva la questione di come sia rappresentativa la nostra democrazia europea, considerando i paesi più intervistati che si sono dichiarati contro l'uso di OGM.

Migrazione e sicurezza 

In seguito alla più grande crisi umanitaria dalla seconda guerra mondiale, la Commissione ha adottato nel mese di maggio l'Agenda europea sulla migrazione, che stabilisce una serie di misure per affrontare l’arrivo di massa del migrante nell'UE. Adesso, con l'adozione del nuovo Programma di lavoro, questa priorità è stata rafforzata. Cooperazione umanitaria ed economica con paesi terzi (Libano, Jordan, Iraq, Turchia ed Egitto) che danno una nuova forma al sistema di Dublino e fortificano l’operazione Frontex Joint è un processo già in corso. Inoltre, due piani di emergenza sono in funzione per assistere 160.000 persone. In più, i finanziamenti di emergenza per assistere gli Stati membri più deboli è stato raddoppiato a 50 milioni di euro.

Sul livello del mare, la minaccia posta dai contrabbandieri nel Mediterraneo ha suggerito Operazione navale UE EUNAVFOR (rinominata "Operazione Sophia"). Laciata nel giugno 2015, la missione è parte di tattiche più ampie dell’UE per affrontare sia le cause e sintomi come le guerre, la povertà, il cambiamento climatico e persecuzioni. Secondo il Consiglio, l’operazione navale UE contro i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo sarà in grado di «imbarcarsi, ispezionare, sequestrare e dirottare navi sospette ad essere usate per il traffico di essere umani o di commercio illegale in alto mare» conforme al diritto internazionale. Verso la fine dell’anno, la Commissione presenterà dei suggerimenti per una frontiera europea e guardia costale, così come un primo approccio sull’immigrazione legale con lo scopo di migliorare la Carta Blu

Questo articolo è stato pubblicato originalmente su Cafébabel Brussels, e rientra nella collaborazione che Cafébabel Torino ha instaurato con la redazione della capitale europea.