Progetto coccodrillo: disegni contro il sessismo quotidiano

Articolo pubblicato il 07 settembre 2014
Articolo pubblicato il 07 settembre 2014

« Se ti vesti così è sicuramente perché vuoi che ti s**** ». La ragazza a cui è diretta questa frase si allontana, mentre delle gocce di sudore le cadono dalla fronte. L'affondo proviene da un coccodrillo che se la ride sotto i baffi. Benvenuti nel Progetto Coccodrillo, o l’universo del sessismo quotidiano, disegnato da Thomas Mathieu.

« Loro hanno tutta un'altra storia da raccontarmi »

Thomas Matthieu ha 29 anni e ha studiato a Bruxelles per diventare fumettista. Prima del "Progetto Coccodrillo" aveva gia affrontato l'argomento dei rapporti tra uomo e donna attraverso la sua opera "Drague misère", dove raccontava le sue storie e quelle dei compagni in materia di seduzione. In seguito si è molto interessato al tema della molestia: « Ne ho discusso con le mie amiche, mia sorella, la mia fidanzata. È stato impressionante, loro raccontavano tutta un'altra storia ». Così, tramite il suo blog, comincia a chiedere a tutte le sue lettrici di contribuire inviando le proprie storie personali che ispireranno i suoi disegni. « Il progetto é esploso solo quando Madmoizelle [magazine femminile, ndlr] ha parlato del blog e ha aggiunto il link. Io restavo meravigliato dietro a ogni storia ».

Adesso tutte le donne vittime di molestie possono inviare una mail à Thomas. « Io invio sempre una bozza della storia prima di pubblicarla, per cambiare eventualmente i dettagli ed essere il più possibile vicino alla realtà. » Nelle sue storie, gli uomini sono disegnati come dei coccodrilli. « Graficamente funziona. E soprattutto ricorda l'immagine del predatore che ritroviamo nell'universo del "piacione" e dell'aggressione. Ma si può vedere i miei coccodrilli hanno tratti infantili per non sembrare troppo spaventosi. Non volevo che sembrasse una sentenza di condanna e nemmeno farli diventare una caricatura della malvagità, sarebbe stato troppo facile. »

« Così va bene! »

Non fargliela passare liscia, questo è il motto di "Progetto Coccodrillo" (Projet Crocodiles). Per le donne che inviano le loro storie è sia una catarsi che una testimonianza. « Sono in tante a dirmi: si, così va bene. » Per il disegnatore di contro si tratta di un modo per allontanarsi dagli stereotipi del sessismo e della molestia. « Il progetto mi ha permesso di comprendere il fenomeno. Allo inizio era solo una questione stile. rimanevo infatti nel genere umoristico. »

E le donne coinvolte hanno reagito al progetto con molto entusiasmo. Gli uomini, al contrario, si sono divisi. Alcuni sostengono il progetto, « altri mi accusano di essere un traditore del fronte maschile! Reagiscono sostenendo: "Io non sono così, quindi non riguarda personalmente" ». A tal proposito un'aspra polemica si é scatenata su jeuvideo.com a seguito della proposta da parte di un utente di creare una parodia al fine di ridicolizzare il progetto. Alcuni lo hanno addirittura accusato di misantropia, altri ne hanno approfittato per gettare fango sulle femministe e specialmente su http://harcelementderue.tumblr.com, un altro blog che racconta le molestie in strada.

Ma il progetto affronta tante altre tematiche. Oltre alle molestie di strada anche quelle sul lavoro, o ancora i problemi di comunicazione tra uomini e donne, strategie di reazione quando ci si trova di fronte ad una provocazione, slut-shaming (falso perbenismo ndt) e i privilegi machili. « Non per fare una prova di macismo, ma ci sono delle differenze sostanziali. Io non mi faccio fischiare per il mio fisico. Quando rientro a casa la sera, posso temere di essere aggredito, non violentato. È questo il privilegio maschile e non mi ero mai interessato a ciò prima ».