«Presto il cittadino turco-germano-europeo»

Articolo pubblicato il 29 settembre 2005
Articolo pubblicato il 29 settembre 2005

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«Islam e democrazia possono convivere», spiega Cem Özdemir, eurodeputato verde d’origine turca.

Cem Özdemir, un verde d’origine turca e dall’accento svevo è favorevole all’imminente adesione della Turchia all’Unione Europea. L’integrazione di questo paese sarebbe fondamentale soprattutto per i quattro milioni di immigrati turchi residenti nell’Ue. Ma all’interno della comunità non tutti appoggiano le trattative dell’adesione: alcune organizzazioni nazionaliste turche in Germania criticano questa svolta della Turchia.

Per quali motivi i turchi sono ancora relativamente poco integrati nella società tedesca?

Le responsabilità vanno ricercate da ambo le parti, nella società tedesca e tra gli immigrati. Una delle ragioni della scarsa “permeabilità” sociale da parte della società tedesca sta nel sistema scolastico, come hanno di recente dimostrato i risultati della ricerca PISA. D’altro canto sono stati gli stessi immigrati a non favorire la creazione di strutture che li potessero integrare meglio nella società tedesca. Ci sono però molti segnali che indicano un miglioramento della situazione, a cominciare dalla vita delle donne e nel campo della cultura. Il nostro obiettivo deve essere una società in cui gli immigrati siano equamente rappresentati in tutti gli strati sociali, non perché si tratta di immigrati ma perché si tratta di persone con le stesse qualifiche degli altri.

Che cosa si augurano i tedeschi di origine turca dall’entrata nell’Ue?

Per i turchi tedeschi l’adesione porterebbe innanzitutto alcuni vantaggi pratici: il diritto di voto alle elezioni comunali e norme per l’espatrio meno restrittive. Tanti immigrati turchi della prima generazione farebbero volentieri ritorno in Turchia. L’appartenenza all’Ue li aiuterebbe, senza dover rinunciare al loro legame con la Germania. Con l’adesione si guadagnerebbe il sostegno della Turchia nel risolvere il problema dell’integrazione. È anche nell’interesse della Turchia il successo dei turchi in Germania. L’adesione avrebbe un immediato effetto sulla loro immagine in Germania e in Europa. Ma non tutti i turchi in Germania sono a favore di un’entrata nell’Ue. Alcuni sono contrari perché hanno difficoltà ad accettare dei cambiamenti in Turchia.

Come hanno accolto i tedeschi di origine turca i negoziati per l’adesione della Turchia?

La maggior parte positivamente. Anche se sono proprio le lobby in Germania, che vengono sostenute dalla Turchia, ad essere scettiche, perché generalmente sono orientate in una direzione nazionalista. Sono convinti che l’Ue abbia fatto alla Turchia una promessa senza avere alcuna intenzione di rispettarla. Accusano la Turchia di un atteggiamento troppo accondiscendente nei confronti dell’Europa. Va detto che sorprendentemente le organizzazioni appoggiate dalla Turchia non fanno i veri interessi del loro Paese. Mentre la società civile turca ha capito ormai di doversi riformare, queste organizzazioni negano che vi sia qualsiasi necessità di riforme.

A lungo termine l’adesione all’Ue potrebbe contribuire a risolvere i problemi d’identità degli immigrati turchi nell’Ue, spesso divisi tra il paese in cui risiedono e la terra dei loro antenati?

Questo sarebbe lo scenario ideale. Ma perfino i tedeschi hanno problemi con la loro identità, a differenza dei francesi che invece si rifanno volentieri alle loro origini. L’Europa potrebbe effettivamente essere un occasione per formare la propria identità. Sarebbe così naturale pensare in termini di “europeo turco-tedesco”.

Con l’integrazione della Turchia nell’Ue potrebbe migliorare anche la situazione di altri paesi islamici?

Non bisogna sopravvalutare questo effetto, ma sicuramente sarebbe un segnale importante vedere l’Islam trattato in modo giusto e senza alcuna doppia morale. Allo stesso tempo verrebbe trasmesso il messaggio della convivenza tra Islam e democrazia.

Cosa ne pensa della proposta di tenere dei referendum sull’eventuale adesione della Turchia?

Su temi europei è giusto che si esprimano gli europei. Diventa paradossale, però, che Malta decida sull’entrata della Turchia nell’Ue. Se si intende svolgere dei referendum, allora deve valere il principio della doppia maggioranza, cioè maggioranza sia dei paesi che dei voti. E bisognerebbe esprimersi su tutti i candidati, non solo sulla Turchia!

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2005 nella rubrica Orient Espresso