Presidenza francese dell’Unione Europea: Furia Francese

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2008
Articolo pubblicato il 20 febbraio 2008
Il prossimo primo luglio, toccherà alla Francia succedere alla Slovenia in quella che sarà una delle ultime presidenze di turno dell’UE. Per l’occasione, Parigi vuol fare le cose in grande : un budget da 200 milioni di Euro e un programma davvero fitto di impegni.

Le prime dichiarazioni riguardanti la presidenza francese dell’Unione Europea e le sue priorità risalgono al discorso fatto da Nicolas Sarkozy lo scorso agosto agli ambasciatori riuniti a Parigi. Già allora il programma si annunciava intenso e in seguito si è ulteriormente arricchito…

Quattro le priorità fondamentali :

l’immigrazione : la Francia vuole spingere per l’attuazione di una politica d’immigrazione comune. La sua idea si basa su tre principi : « il rifiuto delle regolarizzazioni di massa», « l’armonizzazione delle norme sull’asilo politico» e « negoziati per gli accordi di riammissione». Parigi vorrebbe migliorare la cooperazione con i paesi del Sud Europa per studiare una soluzione collettiva.

l’Europa della Difesa : tema delicato, molto delicato, Nicolas Sarkozy vuole promuovere la PESD (Politica Europea di Sicurezza e Difesa) , che a suo parere non è incompatibile con la NATO. Egli sostiene un aumento della spesa europea in questo settore.

la lotta contro i cambiamenti climatici : spinta dalla sua Consulta nazionale per l’ambiente, la Francia vuole proseguire i suoi sforzi a livello europeo. Si è evocata la prospettiva di una Consulta europea. Parigi dovrà anche portare avanti i negoziati del dopo-Kyoto.

l’energia: direttamente correlato alla lotta contro i cambiamenti climatici, questo tema si articola su due fronti : la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’UE e il nucleare. Secondo paese al mondo per impiego di energia nucleare, la Francia vuol far sentire tutto il suo peso per convincere i partner europei a vedere nel nucleare l’energia del futuro.

A questi si sono aggiunti molti altri temi:

riforma della PAC in virtù dell’aumento del prezzo delle derrate alimentari,

unione mediterranea, un progetto lanciato da Nicolas Sarkozy l’indomani della sua elezione, visto da alcuni come un modo per aggirare la candidatura della Turchia all’ingresso nell’UE,

la politica economica dell’UE e in particolare la questione dell’euro e della sua gestione da parte della BCE,

Tutto ciò induce molti a pensare che questo programma non verrà portato a termine integralmente. In effetti, la presidenza dura solo sei mesi ed è possibile mettere all’ordine del giorno delle varie riunioni solo un numero limitato di temi. La Francia potrà solo dare un indirizzo politico, non deciderà niente da sola e a gennaio 2009 dovrà passare il testimone alla Repubblica Ceca.

Gestire la situazione internazionale

Il periodo durante il quale la Francia assumerà la presidenza dell’UE è di grande importanza sul piano internazionale : Olimpiadi di Pechino, summit UE-Cina, elezioni presidenziali americane, primi contatti con il nuovo presidente russo e gestione del probabile post-indipendenza del Kosovo.

Altra questione centrale : le riforme istituzionali previste dal Trattato di Lisbona dovranno entrare in vigore durante la presidenza francese, tenendo presente che due mesi dopo la sua conclusione, il Parlamento europeo interromperà i lavori per le elezioni. I punti principali da portare a termine saranno la presidenza fissa dell’UE, il dialogo fra la Commissione e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per la Politica Estera, la creazione di una polizia europea di frontiera, la riduzione del numero dei commissari e il rafforzamento del ruolo dei parlamenti nazionali.

Per dare continuità a questo lavoro, è necessaria un’azione coordinata fra la Francia e la Repubblica Ceca, che le succederà. Su un punto però questo coordinamento rischia di vacillare : mentre la presidenza francese sarà orientata alla Europe protection, Praga vuole condurre la sua presidenza all’insegna dell’ « Europa senza barriere »…

Jean-Sébastien Lefebvre

Traduzione : Laura Bortoluzzi