Postcard from Palermo firmato Buzzy Lao

Articolo pubblicato il 26 aprile 2016
Articolo pubblicato il 26 aprile 2016

Quattro chiacchiere con Buzzy Lao, cantautore neo blues che ha scelto Palermo come una delle 13 tappe del suo tour "In viaggio verso HULA". Impressioni, sensazioni, emozioni ed energie.  

È alla Fabbrica 102, bistrot sito nel centro storico di Palermo e luogo che offre la possibilità di assistere a concerti dal vivo, mostre e spettacoli, che subito dopo il sound check incontro Alberto Salerno, in arte Buzzy Lao e il fratello, nonchè il batterista, Tiziano.

La Fabbrica 102 è stato il palco della loro dodicesima tappa, la penultima.

In viaggio verso HULA...

Alberto Salerno, cantautore e chitarrista torinese, grande appassionato di chitarra lap steel, è un bluesman di ultima generazione che ha scelto Palermo come punto di arrivo e come meta in cui incontrare Fabio Rizzo, fondatore e produttore della label 800A, e i ragazzi di Indigo. L'obiettivo? Dar vita alla produzione del suo disco di debutto in modo da conferirgli il sound che stava proprio cercando. Tutto parte da una ricerca sonora nata dall' ascolto di tantissima musica il cui comune denominatore, in quanto a produzione, è proprio il nome "Fabio Rizzo".

"Cercavo un sound particolare, un suono a sé stante e fuori dagli schemi.  Così mi son detto: raccogliamo la sfida e andiamo fino a Palermo, prendiamo queste canzoni e mettiamole in viaggio, vediamo dove ci porta" - racconta Buzzy Lao. 

Alberto Salerno e il fratello, fin da bambini affascinati dalla dimensione "musica" - la "quinta" , dopo lunghezza, larghezza, profondità e tempo -  cominciano dal pianoforte e, crescendo, cercano qualcosa di più rock: ecco il loro incontro con chitarra e batteria. Seguendo il mito del rock'n roll inglese trascorrono 5 anni in Inghilterra, a Londra, sperimentando cosa voglia dire far musica lontano da casa.

Nel 2015 scelgono di tornare in Italia e oggi, con il crowfounding, danno vita ad un progetto ben congegnato che consente al pubblico di interagire e prendere parte virtualmente alle loro registrazioni. Sul sito www.buzzylao.com, è presente una mappa interattiva attraverso la quale è possibile seguire i loro spostamenti: 13 non sono solo le tappe del tour, 13 sono le canzoni, i video ed i racconti che introducono ciascuna canzone.

Da Torino, loro città natale, attraversano l'Italia e approdano sulla nostra isola. Punto di forza della loro scelta risulta essere proprio il team di Indigo, "famiglia" a cui decidono di presentare le loro tracce. "È un pó come quando presenti i tuoi figli a degli estranei - ci racconta Alberto - le tracce nascono da momenti personali ed intimi, dunque cedi la tua intimità: ci vogliono tatto ed empatia pronti ad accoglierla dall' altra parte". 

"Hula", acronimo di Hanno Ucciso L'Amore è il nome dell'album ed è il titolo di una delle canzoni all'interno del disco.

Quando Buzzy Lao pronuncia la parola"Hula",  il cantautore che è in lui viene fuori completamente e senza filtri: è facile percepire emozioni e contemporaneamente il suo sound. Questo nome evoca insieme qualcosa di italiano quanto lontano, un riso amaro misto a nostalgia, malinconia mista a speranza. Una canzone di denuncia sociale la sua, e per tale può intendersi dalla cosa più grande alla più piccola, dal palazzo costruito nel verde ad una guerra ingiusta. Il blues delle sue canzoni e la semplicità dei testi scritti in italiano fanno sì che il messaggio che si propone di comunicare arrivi immediatamente, dritto al cuore. Se fossimo in ambito medico, si parlerebbe di "contrazioni ventricolari premature", quelle che comunemente chiamiamo palpitazioni. "Hanno ucciso l'amore (ma l'amore non muore mai)", recita testualmente la canzone. "L'amore si uccide in tante cose, ma non muore mai"- dice sorridendo a denti stretti. Non muore mai, proprio come la voglia di fare.

Palermo come "Delicate" di Damien Rice

Buzzy Lao trascorre dieci giorni a Palermo, ospite della residenza artistica messa a disposizione dai locali di Indigo, totalmente immersa nel centro storico. Camminando per le strade della città gli viene in mente Damien Rice,  talmente tanto che, un giorno, riesce a sentirlo davvero mentre guarda fuori dalla finestra di Palazzo Lampedusa. Delicate, per l'esattezza. Chissà che non sia un segno, chissà che questa città non sia la sua musa. È la città dall'energia giusta e, dopo averla desiderata solo percependola, pare sia stato subito amore, un amore delicato, nato da una mera percezione. "Ha le buone qualità di una città del sud mista a città europea, lo percepisci ma non lo sai finché non ci sei". Attraverso i suoi occhi Palermo sembra un pò come in Midnight in Paris di Woody Allen, viene voglia che il tempo si fermi per restarci il più a lungo possibile. L'apertura mentale e il fatto che le persone non diano importanza al tempo cronologico  ma al tempo vissuto e fatto di emozioni vere ne fanno una calamita pronta ad attrarre a sé.

"Cinque minuti, qui,  possono valere anni. Piccoli attimi che valgono una vita intera - continua Alberto. "Tornerò e, chissà, magari per un lungo periodo. Questo è senza dubbio un arrivederci" .