Portogallo: Socrates cade, ma il peggio deve ancora venire

Articolo pubblicato il 24 marzo 2011
Articolo pubblicato il 24 marzo 2011
Il primo ministro portoghese José Socrates ha rassegnato le dimissioni mercoledì 23 marzo, dopo che il parlamento ha respinto il piano di austerità del governo. La notizia ha provocato un aumento record dei tassi d'interesse sul debito pubblico portoghese e una nuova caduta dell'euro.
Secondo la stampa europea, la nuova minaccia per la zona euro può essere elusa soltanto se i governi capiranno che gli anni dell'opulenza sono finiti.

El País – Spagna: Un nuovo fattore di rischio

Le dimissioni del capo di governo portoghese hanno destabilizzato il paese, e ora l'Unione Europea deve aiutarlo il prima possibile, scrive il quotidiano di centro-sinistra El Pais: "La zona euro è minacciata da ieri da un nuovo importante fattore di rischio. (...) Vista la grave situazione che si è creata in Portogallo, il Consiglio Europeo di oggi a Bruxelles ha il dovere di intervenire immediatamente. Innanzitutto devono essere chiariti i dettagli del fondo di salvataggio, in modo che la capacità di prestito sia innalzata a 500 miliardi di euro. Nell'ideale queste misure dovrebbero essere decise subito per permettere al Portogallo di usufruirne. Qualsiasi ritardo sarebbe deleterio. Quanto al governo spagnolo, la sua reazione stata troppo ottimista nel dire che la crisi portoghese non avrebbe ripercussioni in Spagna.

(Articolo pubblicato il 24.03.2011)

De Tijd – Belgio : I portoghesi devono "germanizzarsi"

Secondo il quotidiano economico De Tijd il Parlamento portoghese ha respinto un programma di austerità inevitabile: "L'Europa e il FMI dovranno imporre molto velocemente al Portogallo un programma di austerità ancora più severo. In Belgio assistiamo allo stesso paradosso. Oggi Bruxelles è una città in stato di occupazione, i sindacati protestano contro il capro espiatorio europeo che chiede troppe misure di austerità. (...) A sentir parlare la Merkel, tutta l'Europa dovrebbe "germanizzarsi" almeno un po'. Un'Europa non armonizzata dal punto di vista economico dovrebbe trovare un minimo di convergenza per seguire la stessa direzione. (...) La Merkel ha capito che i portoghesi molto presto sperimenteranno che in Europa non si può vivere al di là delle proprie possibilità. Gli anni dell'opulenza, dell'aumento degli stipendi e della pensione a 50 anni sono finiti per sempre".

(Articolo pubblicato il 24.03.2011)

Público – Portogallo: Un paese suicida e disorientato

Secondo il quotidiano Publico queste dimissioni scatenano una crisi politica senza via d'uscita: "Il Portogallo non voleva incappare nello stesso destino della Grecia, ma ormai non può sottrarsi all'inevitabile. Ecco cosa penseranno i nostri partner a Bruxelles: 'Questi sono matti. Facciamo tutto il possibile per trovare per loro la migliore possibile, ma nel frattempo si sparano un colpo in testa' (...) Osservano un paese suicida e disorientato che provoca una crisi politica nel momento meno opportuno? (....) Non sappiamo neppure quali ripercussioni avranno le dimissioni nel Consiglio europeo. Una cosa è certa: la crisi politica ha reso vani tutti gli sforzi che erano stati fatti finora".

(Articolo pubblicato il 23.03.2011)

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