Polonia: «la croce della discordia»

Articolo pubblicato il 09 settembre 2010
Articolo pubblicato il 09 settembre 2010
Da un mese la Polonia è scossa dalle notizie che arrivano dal palazzo presidenziale. Questa volta non si tratta di politica, bensì della croce eretta dinanzi al palazzo per ricordare le vittime della catastrofe aerea di Smolensk dello scorso 10 aprile.

La "croce della discordia" è stata posta di fronte al palazzo presidenziale, a Varsavia, lo scorso 15 aprile. L'intento era quello di ricordare il presidente Lech Kaczyński, sua moglie e le altre 94 vittime dell’incidente aereo dello scorso 10 aprile, che coinvolse la delegazione diretta alle cerimonie del 70° anniversario dell’eccidio di Katyń. All’epoca, era solo una semplice croce eretta spontaneamente dagli scout della “Iniziativa per la Polonia e per il prossimo” (Inicjatywy Polsce i bliźnim). Poi, dopo la vittoria di Bronisław Komorowski  alle elezioni presidenziali, è cambiato tutto. Il neo presidente ha annunciato che la croce sarebbe stata trasferita in un luogo «più adatto a un simbolo religioso».

L'iniziativa è stata presa dagli scout al fine di commemorare la tragedia aerea della scorso 10 aprile in seguito alla quale hanno perso la vita 96 polacchi. Tra cui l'ex presidente

La dichiarazione ha sconvolto il paese. Alla fine, grazie alla collaborazione tra la Cancelleria presidenziale, la curia di Varsavia, l’Associazione degli scout della Repubblica Polacca e di altre istituzioni governative, si è deciso di trasferire la croce nella chiesa di Sant’Anna (a circa 450 metri di distanza). La cerimonia è stata fissata per il 3 agosto alle ore 15. Fin dalla mattina del 3 agosto, una folla si è radunata dinanzi alla croce. Si trattava perlopiù di coloro che erano contrari al trasferimento del simbolo religioso. La gente ha cominciato a pregare, a intonare canzoni patriottiche, a recitare il rosario. Quando i sacerdoti e gli scout hanno spostato la croce in chiesa, si è arrivati ad un passo dal linciaggio. In aria riecheggiavano le urla: «Targowica!» («Traditori!»), «Abbasso Komorowski!», «Difendiamo la croce!».

La polizia è intervenuta. La croce è rimasta lì. Sono iniziate veglie notturne e turni di guardia. I difensori della croce hanno posto una condizione: «renderemo la croce, quando davanti al palazzo verrà eretto un monumento o una lapide commemorativa della tragedia». I forum su internet hanno iniziato a parlare dell'argomento, circa 5000 commenti sono stati postati riguardo al trasferimento della croce, in gran parte contro coloro che intendevano proteggerla: «I "berretti di mohair" (così sono chiamati i cosiddetti integralisti cattolici, perlopiù anziani, ndr), gliele han suonate alla polizia - si legge in un post, - io personalmente li metterei dentro e li prenderei a manganellate, neanche gli hooligans e i kupcy (venditori che si sono resi protagonisti di violenti scontri, a Varsavia, nel luglio 2009, a causa della decisione di smantellare un mercato coperto, ndr) sono stati capaci di una cosa del genere». «Che pagliacciata - si legge in altro post, - mi vergogno per loro, non riesco a credere che in Polonia abbiamo fanatici religiosi come questi, che bella democrazia… ».

Il giorno stesso, su Facebook, è stato creato un gioco, già diventato un cult, intitolato “Difendi la croce”. Il gioco consiste nel cliccare sulle teste di coloro che non vogliono la croce: ogni volta che si riesce a colpire uno di loro, ne viene innalzata una, altrimenti la croce sparisce. Quando vi si accede, la voce di una vecchietta ci dà il benvenuto: «Noi difendiamo la croce!». E, in sottofondo, si sente la voce di Jarosław Kaczyński, fratello dell'ex presidente, che, con il suo consueto humour, dice: «Se il presidente Komorowski farà togliere la croce eretta davanti al palazzo, allora sapremo davvero chi è veramente».

La loro combattività è ritenuta dall'"opposizione" più intensa di quella degli hooligans!!Il gioco ha quasi raggiunto i 150 mila utenti. Sono quasi un milione, invece, gli utenti che hanno cliccato su TouTube per ascoltare una canzone intitolata "Dov’è la croce?", un remix delle voci dei difensori del simbolo commemorativo. Su Facebook c'è persino chi dà prova di notevole creatività, proponendo una versione alternativa del monumento che i difensori della croce esigono per commemorare la sciagura. Accanto a quello del principe Józef Poniatowski, che si trova davanti al palazzo presidenziale, dovrebbe comparire Lech Kaczyński in groppa a un asino. Monsignor Adam Boniecki, redattore capo del settimanale Tygodnik Powszechny, sostiene che l’unico ad avere il diritto di spostare la croce, potrebbe essere il fratello del defunto presidente Lech Kaczyński, Jarosław. Ma lui, di tutta risposta, ha incoraggiato i "fedeli" a continuare la loro battaglia, invitandoli a posare dei fiori ai piedi della croce. Su internet è comparso anche un gruppo intenzionato ad andare in processione con delle croci fino alla casa di Jarosław, situata a nord di Varsavia, nel quartiere Żoliborz. In risposta, è stata mobilitata la polizia municipale.

Intanto, su Facebook, i sostenitori del trasferimento della croce si erano già organizzati. La loro manifestazione si è tenuta a mezzanotte del 9 agosto, in un’atmosfera di gioia un po' surreale. La folla inneggiava: «In chiesa», «Pudzian porta via la croce» (Mariusz Pudzian è un noto sollevatore di pesi polacco, ndr), «Abbasso i crociati, al rogo i "berretti di mohair"». I partecipanti alla manifestazione si esibirono in un’onda da stadio, dalla finestra dell’Hotel Europejski, mentre qualcuno, travestito da Papa, salutava la folla. Sugli striscioni si leggeva: «Abbattete il palazzo, copre la croce». In quell’occasione nacque un nuovo gioco. La protagonista? Una vecchietta intenta a lanciare lumini contro poliziotti, scout e preti; ogni colpo veniva accompagnato dalle esclamazioni «Ebreo, Anticristo, Massone, Satana».

Le autorità di Varsavia e il governo hanno dovuto quindi cercare una soluzione. Tre giorni dopo la manifestazione, il 12 agosto, con l'intenzione di trovare un compromesso, hanno esposto una piccola lapide con su scritto: «In questo luogo, nei giorni successivi alla catastrofe di Smolensk in cui il 10 aprile 2010 persero la vita 96 persone – tra cui il Presidente della Repubblica di Polonia Lech Kaczyński e la moglie, e l’ex Presidente in esilio Ryszard Kaczorowski – gli scout hanno eretto una croce, attorno alla quale si sono riuniti tanti polacchi, accomunati dal dolore e dalla preoccupazione per il futuro del loro paese». Ma questo gesto non ha soddisfatto i manifestanti, che hanno continuato ad accamparsi sotto la croce. «Ebrei», «Infamia», «Noi siamo polacchi», «Voi, gay e lesbiche». Con queste parole, i "difensori della croce" hanno accolto l’inaugurazione della lapide dedicata alle vittime della tragedia di Smolensk. Sembra che la nuova data in cui la croce verrà trasferita sarà annunciata all’ultimo momento, onde evitare ulteriori disordini.

Foto: Her Friend Dave; MichalFotos/flickr; bitwaokrzyz.pl; video: cincinPOL/YouTube