Politica e fuochi d'artificio: l'Ucraina vince Eurovision

Articolo pubblicato il 17 maggio 2016
Articolo pubblicato il 17 maggio 2016

La vittoria della cantante ucraina Jamala all'Eurovision Song Contest ha infastidito i rapporti russo-europei.  La sua canzone, "1944", parla del destino dei tatari di Crimea espulsi da Stalin. I politici russi hanno visto la performance come un attacco alla Russia odierna. Qual è il limite tra musica e politica?

"Ci vediamo in piazza Maidan"

La vittoria di Jamala ha riportato l'Ucraina in prima pagina. Le persone parlano della libertà e dei crimini commessi in passato contro milioni di persone. Jamala, con una spiccata intelligenza, ci dice di non gettare la polvere di quei tempi sotto il tappeto se non vogliamo perdere la possibilità di piangere il lutto. Che messaggio politico sottile! Ma il suo pensiero più importante è stato questo: «Vogliamo che l'Europa ci riconosca come Ucraini, e che non ci dimentichi. Vogliamo solo che i russi ci lascino in pace. Facciamo parte dell'Europa da molto tempo ormai. Questo dice tutto. Ci vediamo a Kiev, alla festa d'apertura dell'ESC (European Song Contest, n.d.t.) in piazza Maidan. Sarà un evento memorabile». 

Die Tageszeitung taz, Germania,15/05/2016

La fine della sicurezza europea

L'indignazione della Russia riguardo i risultati dell'ESC ha colpito ancora di più la già scalfita sicurezza dell'Occidente. Lo sdegno della Russia non punta a convincere, ma piuttosto a turbare, a danneggiare. Mosca, d'altro canto, dovrebbe sapere che nessun governo europeo si prenderebbe la briga di pilotare i risultati di un concorso canoro o di un premio letterario. Sai che fatica. E poi per cosa? Quando si semina paranoia, le radici finiscono ovunque. C'è da scommettere che l'anno prossimo il sistema di voto del concorso verrà rivisto. A nessuno interesserà, giustamente. Però un altro minuscolo pezzetto della sicurezza occidentale cadrà nell'oblio.  

The Times, Great Britain, 17/05/2016

Il ritorno degli stereotipi antisovietici

La canzone di Jamala è un palese attacco alla Russia. Ma è davvero una coincidenza che la giunta di Kiev abbia scelto questa canzone? Avrebbe potuto essere un semplice inno al dramma di una nazione, ma non di questi tempi. [...] I fantasmi del fascismo e del nazismo sono pronti a rinascere in Ucraina, in Europa e in tutto il mondo. [...] Questo è un altro atto di propaganda bellica che ha conseguenze negative a livello ideologico, politico e geopolitico: una giustificazione per il regime di Kiev e per la resurrezione del nazismo. Siamo di fronte al ritorno degli stereotipi anticomunisti e antisovietici. 

Efimerida ton Syntakton, Greece, 17/05/2016

Non c'è posto per la politica nei concorsi canori

L'ESC dovrebbe stare alla larga da faccende così delicate. Con il loro voto gli europei hanno inviato un messaggio chiaro: non appoggiano le operazioni della Russia in Ucraina. Un messaggio nobile, ma che contraddice i valori dell'ESC, che ha già preso una posizione su temi difficili come la parità dei generi. [...] La politica, tuttavia, danneggia il concorso. La prossima volta la Polonia potrebbe puntare sulle atrocità del nazismo tedesco, la Finlandia potrebbe richiedere la restituzione della Carelia, e la Bosnia Erzegovina potrebbe appellarsi al massacro di Srebrenica. Non c'è posto per la politica all'ESC. La prossima volta, gli organizzatori dovranno controllare meglio le canzoni in gara. 

Kainuun Sanomat, Finland, 16/05/2016

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