Poliamore: amo te, lui e anche l'altro 

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 16 ottobre 2014

Se vogliamo essere del tutto sinceri, tutti siamo alla ricerca del grande amore. Non è detto, però, che il vero amore si possa esaurire soltanto in un partner. Potremmo dire che, più partner si hanno, più si è felici? Se parliamo di poliamorosi, allora è proprio così. Questi non amano soltanto una persona, ma più persone contemporaneamente. 

Louisa Leontiades vive in Svezia quello che si può chiamare poliamore. Accanto al padre dei suoi due figli, con il quale abita, Louisa ha un altro compagno. Tutti si conoscono e accettano gli altri partner.  Persino i suoi quattro suoceri li conoscono entrambi. Di fronte a lei si profila una granderete, un network di persone che lei ama. Amore, sesso e tenerezza: a primo acchito si potrebbe pensare a delle relazioni aperte e al libero amore. Qualcosa per uomini e donne che non vogliano assumersi responsabilità e, per i quali, cambiare un partner è facile come cambiare un paio di calzini. Amore, sesso e tenerezza per tutti? La questione è un po' diversa. La Poliamorosità non è uguale a relazione aperta. Non si tratta soltanto di sesso, ma piuttosto di amore, di sentimenti profondi e relazioni vere. Se queste relazioni siano aperte o meno, dipende poi da ciascuno. A questo punto ci si potrebbe chiedere: dove sta la differenza tra la relazione e il tradimento? Tutti sono al corrente e nessuno ha dei problemi al riguardo: questa è la differenza. E questo non è proprio semplicissimo, soprattutto quando entra in gioco la gelosia. Secondo Louisa, la gelosia è un sentimento le cui radici sono sempre riconducibili ad altri sentimenti negativi. La sincerità, verso sé stessi e gli altri, è la cosa più importante nel poliamore. Allo stesso modo la pensa Christopher Gottwald, portavoce dell'associazione tedesca per il poliamore (PAN - PolyAmores Netzwerk e. V.). Anche lui vive un poliamore e sottolinea che la cosa più importante è parlare dei propri sentimenti nella maniera più profonda e sincera possibile. Egli ritiene che ogni relazione altro non sia che  «un viaggio di scoperta di noi stessi». 

Per Christopher Gottwald, invece, il poliamore è semplicemente più moderno e al passo con i tempi. Alla fin fine, bisogna considerare la cosa da un punto di vista realistico: oggi la fedeltà non è per niente sexy. Secondo un sondaggio del French Institute of Public Opinion oltre il 50% degli uomini spagnoli, belgi, francesi e italiani è stato almeno una volta infedele. Soltanto in Germania e Inghilterra la percentuale degli infedeli era leggermente inferiore.  Può darsi che i poliamorosi siano semplicemente più sinceri con sé stessi e con gli altri.

Il dibattito sulla poliamorosità che si è sviluppato in Europa presenta però delle prospettive molto diverse tra loro. Ad esempio, sul gruppo facebook greco dedicato al poliamore, Lisa Aphrodite commenta:  «Purtroppo, la poliamorosità è un concetto del tutto nuovo in Grecia e, per questo, riceve poca attenzione. Nei media se ne parla pochissimo e, quando se ne parla, lo si fa da una prospettiva carica di pregiudizi e disprezzo». In altre nazioni, il tema è già più presente nel dibattito pubblico. In Germania, stando alle dichiarazioni dei media, i poliamorosi sono circa 600Questi però, basandosi sul numero di partecipanti a incontri e organizzazioni, stimano di essere circa 10mila. Sembra chiaro che l'opinione pubblica continui a non prendere troppo sul serio il fenomeno. Questo tipo di relazione viene così spesso sottostimato, che in Europa non sono ancora stati condotti studi al riguardo e, per questo, mancano anche dei dati ufficiali.  

A livello statale, in nessuna nazione europea è consentita la poligamia, anche se le leggi al riguardo stanno diventando più permissive, soprattutto in relazione ai concittadini musulmani. Caso esemplare è il recente matrimonio poligamo avvenuto in Olanda.  Secondo Christopher Gottwald, la proibizione della poligamia comporta una seria restrizione alla possibilità di sviluppare liberamente la propria vita. Così come le unioni omosessuali dovrebbero essere riconosciute sul piano legislativo, anche le relazioni e la celebrazione di matrimoni poliamorosi dovrebbero essere rese possibili. In fin dei conti, un riconoscimento legislativo non avrebbe soltanto a che vedere con il libero amore della serie "tutti possono andare con tutti", ma si tratterebbe anche di contemplare le relazioni poliamorose nel diritto tributario e di successione. In questo senso, oggi i Polys in Europa, vengono decisamente discriminati. D'altra parte, il concetto di poliamore, così come quello di poligamia, non indica un fenomeno nuovo.  Al contrario, il termine "poliamore" (dal greco poly: molti e dal latino amor), sebbene in uso soltanto dagli anni '90, indicherebbe una condizione conosciuta già nell'antichità, almeno stando agli studi del professor Thomas Schroedter, dell'università di Paderborn

Allora perché tutto questo stress?

Perché attribuiamo tanta importanza alla relazione monogamica e al matrimonio con un solo partner? Non vi è alcuna spiegazione biologica che giustifichi la relazione a due. Secondo Schroedter, è stata soprattutto la Chiesa, nel corso degli anni, a difendere la monogamia. La monogamia sarebbe stata inizialmente soltanto una creazione sociale, tesa a non scombussolare le questioni ereditarie. Nel sistema patriarcale era soprattutto la donna a dover rimanere monogama, in modo tale che le relazioni di parentela restassero chiare. Negli anni, la monogamia si è conservata fino a divenire una convenzione sociale, così come lo è indossare abiti in pubblico. 

Poliamore per tutti?

«Se non sei disposto a confrontarti con la complessità che ciascuna relazione implica, allora probabilmente il poliamore non fa per te. Infatti, il tempo che gli altri dedicano ai loro hobby, io lo dedico alle mie relazioni, anche se non direi mai che il poliamore sia un hobby.  È molto di più», dice Louisa Leontiades. Secondo Thomas Schroedter, la domanda riguardo al tempo che si dedica a una relazione, potrebbe suggerire che il poliamore sia un bene di lusso per le élites intellettuali: è chiaro che una persona istruita di città abbia tendenzialmente più tempo ed energie da dedicare a una relazione amorosa rispetto a un operaio. Stiamo, in questo modo, caratterizzando il poliamore come la relazione tipica delle persone ricche e colte?

Non è ancora tempo di un'epocale rivoluzione dell'amore. La monogamia resterà probabilmente lo standard per un periodo ancora molto lungo.  E va bene così.  I polys non combattono contro la monogamia, ma piuttosto per la   «libertà di scegliere per conto proprio», come sottolineano Leontiades e Gottwald. Importanti sono la tolleranza e l'accettazione di tutti i tipi di relazione, che si tratti di monogamia o poliamore, relazioni aperte o radicalmente chiuse. Un po' di apertura mentale non ha mai guastato.