Poland. Come and Complain.

Articolo pubblicato il 07 agosto 2013
Articolo pubblicato il 07 agosto 2013

Andrzej Wajda ha vinto un Oscar. I primi computer (Commodore e Atari) sono stati creati da Jacek Trzmiel. I libri di Stanisław Lem sono stati tradotti in 40 lingue. “Sì, ma chi se lo ricorda?”, si chiede un personaggio di "Poland. Come and Complain", campagna video on-line, lanciata quest’estate. L’attitudine al lamento è davvero un marchio di fabbrica polacco?  

"Poland. Come and complain” creata da Jan Mosiejczuk e Tomasz Chojnacki, dell’agenzia di pubblicità Blacklama, è una campagna che mira a promuovere la Polonia e la sua cultura all’estero, in un modo decisamente non convenzionale. La casa di produzione è lo studio Papaya Films, di base a Varsavia. I creatori dell’esilarante campagna dichiarano come il lamento sia lo sport nazionale polacco. O meglio il passatempo. E i tre video, tutti brevissimi, lunghi circa un minuto, pubblicati quest’estate, sono diventati immediatamente virali in internet. Abbiamo chiesto l’opinione di un paio di polacchi e di qualche “polacco acquisito”. Cliché o verità? 

LE MICRO-INTERVISTE DI CAFEBABEL

“Fantastici! Complimenti ai creatori del progetto. I film sono ben fatti, la traduzione in inglese è chiara e la campagna è sicuramente d’effetto. Tuttavia, se non avessi fatto qualche ricerca per conto mio, non avrei capito che il vero scopo fosse quello di promuovere la Polonia all’estero. Magari dovrebbero essere strutturati in un modo diverso, meno impliciti. Sì è vero, i polacchi si lamentano tanto ma sono soprattutto i nostri genitori e i nostri nonni a farlo. Le generazioni più giovani si lamentano molto meno".

Sonia, Cracovia

“Non credo che la campagna sia particolarmente divertente, né che voglia davvero promuovere la cultura polacca. Il video del tassista è forse quello più simpatico. Sì, saranno anche divertenti considerati da un punto di vista polacco e io penso di afferrarne il senso perché vivo in Polonia, ma sono sicuro che saranno in molti a non comprendere il nocciolo della questione. In Inghiterra, i polacchi non hanno questa reputazione, per esempio. Sono considerati gran lavoratori e bevitori di vodka (ma soprattutto da quelli che non hanno viaggiato tanto). I soli inglesi che hanno sentito parlare del pessimismo polacco sono quelli che hanno vissuto in Polonia. Inoltre, questa storia degli orsi polari… io e i miei amici ci abbiamo scherzato su tantissime volte ma, effettivamente, non ne ho mai sentito parlare. Quindi, la presenza di un orso polare in questo video sarà irrilevante per molte persone.

"Anche agli inglesi piace lamentarsi ma non come i polacchi. Ci piace lamentarci del tempo con le persone che non conosciamo ma, per quanto riguarda altri argomenti, non osiamo lamentarci con gli sconosciuti. Abbiamo paura che non abbiano la nostra stessa opinione. E inoltre, un inglese avrà sicuramente una visione più rosea e positiva della questione. Per esempio, qualcuno potrebbe dire: “La vita è uno schifo, quindi puoi anche infischiartene e ridere”, oppure, “La vita è troppo breve per non divertirsi”, stupidaggini del genere. Generalmente gli inglesi sono molto più ottimisti. Ma è indubbio che ci piace lamentarci, così come a tutti i nostri paesi vicini". 

Dave, Inghilterra

“Questa campagna mi ricorda la campagna sulla Polonia dell'Est, anche quella non tanto convenzionale e abbastanza originale da scatenare un dibattito internazionale. Noi ungheresi siamo molto simili. C’è chi adora lamentarsi e c’è chi si lamenta di quelli che si lamentano sempre. Questo è forse il motivo per cui gli ungheresi si sentono a casa in Polonia (e viceversa). Il nostro background culturale e il nostro modo di pensare si assomigliano molto. La sola differenza è che i polacchi sono in generale un po’ più pessimisti mentre gli ungheresi sono nettamente più orgogliosi e fieri di tutto quello che sia anche lontanamente ungherese. Per esempio, ho sentito milioni di volte un ungherese vantarsi della squadra nazionale di pallanuoto che ha vinto tre volte i mondiali. Un polacco avrebbe detto: “ma a chi vuoi che interessi più la pallanuoto?”.

Máté, Ungheria

“Questi video sono sorprendenti: o non ho mai incontrato un vero polacco oppure non ne ho mai conosciuto uno fino in fondo. Come tentativo di promuovere la Polonia all’estero, però, lo trovo un po’ strano e potrebbe essere anzi un’occasione per far nascere pregiudizi”.

Maria, Bielorussia

“Non ho mai avuto questo punto di vista sui polacchi. Ho vissuto con 17 polacchi per un anno intero e sono tutti estremamente divertenti. E tutti degli ottimi compagni d’avventura e di serate, non solo di bevute. E mi sono sembrati dei buoni ambasciatori della loro cultura, che va ben oltre il solo fatto di bere vodka e di andare fieri di Madame Curie. Paragonati agli spagnoli, che sono dei veri rompiscatole, i polacchi hanno ancora tanta strada da fare". 

Cali Sanchez, Spagna

"I video mi hanno incuriosito ma non li ho trovati talmente divertenti da pensare quasi a un nuovo fenomeno. Penso che il target di questa campagna siano gli stessi polacchi e non gli stranieri. L’attitudine al lamento è una caratteristica che viene fuori solo quando noi polacchi siamo tra di noi. Cerchiamo di essere un po’ più ottimisti e amichevoli quando parliamo con gli stranieri. Di conseguenza, i turisti potrebbero non avere mai l’onore di avere a che fare con il nostro lato oscuro".

Monika, Rzeszów

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