Più canne, meno ipocrisia: Praga diventa la nuova Amsterdam

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2010
Articolo pubblicato il 28 gennaio 2010

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15 grammi di marijuana, 5 grammi di hashish, e perfino 1,5 grammi d’eroina. Grazie a una nuova legge, in vigore dal 1° gennaio, i cechi potranno detenere droga senza rischiare di incorrere in procedimenti giudiziari. La Repubblica Ceca diventa il paese più liberale d’Europa in materia.

Non appena iniziamo a parlare del nuovo decreto governativo in materia di droga, David Polita, ristoratore locale, non nasconde il suo sollievo. «Finalmente possiamo fumarci uno spinello senza preoccupazioni. Possiamo smettere di nasconderci dagli sguardi pericolosi dei vicini». Infine, David Polita si sente accettato. Proprietario del ristorante Maha 4 All, che si trova à Usti nad Labem, cittadina del Nord della Boemia, si batte da anni per la legalizzazione della cannabis. Perché? «E’ una pianta che si coltiva da queste parti». E’ lo stesso punto di vista della sua clientela. L’odore tipico della marijuana pervade il ristorante fin dal primo pomeriggio.

In effetti, il governo, stabilendo il limite legale più elevato d’Europa per il possesso di stupefacenti ad uso personale, ha preso una decisione senza precedenti. La Repubblica Ceca è diventata così la nazione più liberale d’Europa in materia. La detenzione di droga resta un reato perseguibile penalmente, ma nessun procedimento giudiziario verrà istruito a condizione che siano rispettati i limiti in vigore dal 1° gennaio. La nuova legge autorizza il possesso per uso personale di 15 grammi di marijuana o di 5 grammi di hashish. Permette anche la detenzione di droghe più pesanti come il Pervitin (metanfetamina, 2 grammi), l’eroina (1,5 grammi), la cocaina (1 grammo) e anche l’ecstasy (4 pasticche). Per alcuni tipi di droga, si tratta quasi del triplo delle quantità ammesse in Olanda. Infine, è tollerata la coltivazione di massimo cinque piante di cannabis.

Le definizione di questi quantitativi legalmente autorizzati, supplisce all’ ambigua normativa in vigore precedentemente, che consentiva la detenzione di “piccole quantità” di droga. Tale legislazione, più repressiva, costringeva la polizia a perseguire come reato, anche se minore, il possesso di stupefacenti. Stava così ai giudici decidere se le quantità potevano essere considerate “piccole”. A fronte della vasta diffusione del consumo di droga in Repubblica Ceca, i giudici non avevano altra scelta che mostrarsi indulgenti nelle loro sentenze. Pertanto, il governo ha deciso di creare una base legale su cui poggiare queste pratiche ormai consolidate. La speranza è che, risparmiando il tempo e l’energia fino ad ora spesi nel dare la caccia ai piccoli consumatori, la polizia possa dedicarsi a contrastare la produzione e il commercio di droga. Infatti, negli ultimi anni, il numero dei laboratori che producono Pervitin e quello dei campi di marijuana è aumentato vertiginosamente.

La Rep.Ceca contro il protezionismo in materia di sostanze stupefacenti (Foto di nati-panti/flickr)

Se si permette di fumare di più, la gente fingerà meno.

Nei fatti, in Repubblica Ceca il consumo di marijuana è talmente diffuso da essere ormai considerato parte della cultura giovanile. «Se le persone fumassero di più, non potrebbero ingannarsi l’un l’altro, e forse smetterebbero di attaccarsi», dice a sé stesso il personaggio interpretato dall’attore Jiri Machacek nel film Samotari (I solitari), un grande successo del 2000, nel quale il protagonista indicava la marijuana come rimedio universale per tutti i mali dell’esistenza. Inoltre, uno studio dell’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), colloca la Repubblica Ceca in testa al gruppo dei paesi europei per il numero di consumatori di droga minori di 24 anni. Il Paese batte anche tutti i record relativi al consumo d’ecstasy: il 15% dei cechi l’ha già provata, mentre la media europea si aggira attorno al 6%. Detto questo, la Repubblica Ceca è il paese più all’avanguardia per quel che riguarda la liberalizzazione delle droghe. L’attuale sindaco della città di Praga, Pavel Bern, è un grande sostenitore di questa politica.

Josef Radimecky, il precedente responsabile della commissione governativa contro la tossicodipendenza, giudica positivamente questa nuova legge. «Le persone ammetteranno più facilmente la loro dipendenza dalla droga, poiché non dovranno più temere di avere problemi con la polizia. Questo faciliterà considerevolmente il lavoro dei nostri assistenti sociali, i quali saranno più facilmente tollerati dai consumatori di droga», afferma con entusiasmo Radimecky, che è anche fondatore di White Light, un’organizzazione di sostegno per i tossicodipendenti. «Le politiche repressive non hanno mai portato risultati positivi. Al contrario, gli insegnamenti tratti dal passato ci hanno dimostrato che dobbiamo imparare a convivere con la droga. Il solo modo di gestire il problema è l’applicazione di misure preventive globali», aggiunge.

Molta tolleranza, troppo poca prevenzione

Ed è proprio qui che iniziano i problemi. Se la società si mostra così tollerante nei confronti del consumo di droga, sia in Repubblica Ceca che in Olanda, si è ben lontani dall’essere efficaci nell’ambito della prevenzione, tanto nell’est Europeo, quanto sulle rive del Mare del Nord. Radimecky imputa tali lacune alla diffusa indulgenza della società verso le droghe legali, come il tabacco o l’alcol: «Da noi, la birra è diventata una sorta di bevanda nazionale». Pertanto, ritiene inutile criminalizzare i comportamenti dei circa 30.000 tossicodipendenti che annovera il paese, quando si prende atto che le gravissime problematiche legate all’alcol, di cui soffrono i loro concittadini, vengono passate sotto silenzio. «Siamo l’unico paese europeo che permette ancora una presenza così massiccia di pubblicità su alcol e tabacco. Paradossalmente, ciò avviene spesso in occasione di eventi sportivi», si rammarica.

Intanto, i gestori di ristoranti e discoteche si ritrovano a sognare che Praga e altre città cieche si trasformino nelle Amsterdam dell’est, dove confluiscano in massa i turisti della droga. David Polita, del Maha 4 All, afferma con dissimulata ironia: «Siamo a dir poco felici che da noi ci sia meno repressione che altrove». Un’allusione appena velata ai loro vicini tedeschi. Vicini che saranno i benvenuti, qualora abbiano voglia di varcare la frontiera, per venire a fumare tranquillamente uno spinello nel loro locale.

L'autore, Steffen Neumann, è membro dell'associazione n-ost.

(Foto di capt.tim/flickr e nati-panti/flickr)