Piera Fiammenghi: la traduttrice del mese!

Articolo pubblicato il 31 marzo 2014
Articolo pubblicato il 31 marzo 2014

Piera Fiammenghi è caduta dalla Luna, è passata per Marte e ha incontrato il Piccolo Principe di Saint Exupéry. Hai voglia di conoscerla? È la traduttrice del mese di Cafébabel!

Ca­fé­ba­bel (Cb):Quale è la tua pro­fes­sio­ne?

Piera Fiam­men­ghi: At­tual­men­te sono im­pie­ga­ta, ma mi gua­da­gno da vi­ve­re anche come tra­dut­tri­ce free­lan­ce, edi­tor e co­py­w­ri­ter.

Il tuo piat­to pre­fe­ri­to?

Piera: Gli gnoc­chi ra­dic­chio e speck e le croc­chet­te di pa­ta­te… anche come piat­to unico, non rie­sco a sce­glie­re tra i due!

La na­zio­na­li­tà pre­fe­ri­ta in Eu­ro­pa? Per­ché?

Piera: Ogni na­zio­na­li­tà ha qual­co­sa da im­pa­ra­re dalle sue vi­ci­ne. Per que­sto, non mi sento di pre­di­li­ger­ne una su tutte.

Quan­do hai tra­dot­to per la prima volta per Ca­fé­ba­bel?

Piera: Esta­te 2013. Da al­lo­ra tra­dur­re è di­ven­ta­ta un’e­si­gen­za!

Il sogno più pazzo che hai mai fatto?

Piera: Un tuffo col bun­gee-jum­ping dalla Luna in ca­du­ta li­be­ra. Cosa c'è di stra­no? Ho toc­ca­to Terra dopo aver fatto una sosta su Marte e aver in­con­tra­to il Pic­co­lo Prin­ci­pe di An­toi­ne de Saint-Exu­pé­ry. 

In una pa­ro­la, cosa vuol dire per te Ca­fé­ba­bel?

Piera: "In­con­tro". L’in­con­tro è fron­tie­ra, la fron­tie­ra è di­ver­si­tà, la di­ver­si­tà è con­fron­to e il con­fron­to è op­por­tu­ni­tà. Una pa­ro­la rac­chiu­de un mondo.

Se­zio­ne, ar­ti­co­lo e au­to­re pre­fe­ri­to di Ca­fé­ba­bel…

Piera: La se­zio­ne “Cul­tu­ra”. Cosa sa­reb­be la vita senza? Un pal­co­sce­ni­co vuoto o un muro privo di co­lo­ri. Metto sul podio Joel Lewin e il fu­tu­ri­smo del suo ar­ti­co­lo “My­hi­gh, mybuy, my­li­fe: dy­sto­pian dreams”, che ho tra­dot­to in ita­lia­no.

La cosa più stu­pi­da che hai fatto nella tua vita?

Piera: Aver ri­nun­cia­to al dot­to­ra­to e a un’e­spe­rien­za po­st-lau­rea in Fran­cia come in­se­gnan­te di Ita­lia­no.

Il mi­glior posto in Eu­ro­pa? Per­ché?

Piera: Non c’è un posto mi­glio­re che non sia la mia casa, tra i libri. Posso dire che l’Eu­ro­pa è ricca di me­ra­vi­glie. Tra que­sti Bru­ges, in Bel­gio, per i suoi ca­na­li e le sue viuz­ze. Ma l’Eu­ro­pa per me è an­co­ra tutta da sco­pri­re.

Un luogo che vor­re­sti vi­si­ta­re in Eu­ro­pa, e per­ché?

Piera: Ir­lan­da, on the road. Per le sue baie sug­ge­sti­ve, le sco­glie­re a picco sul mare e le ro­vi­ne me­die­va­li piene di leg­gen­de. Le sco­glie­re di Moher sono una ver­ti­gi­ne a cielo aper­to.

Cosa vuol dire "Eu­ro­pa" per te?

Piera: L’Eu­ro­pa è scam­bio e pos­si­bi­li­tà. L’Eu­ro­pa è sto­ria e me­mo­ria.