Petizioni presso il Parlamento europeo: istruzioni per l’uso

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2008
Articolo pubblicato il 15 dicembre 2008

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Il Parlamento europeo riceve circa 1000 petizioni all’anno, la maggior parte su soggetti relativi all’ambiente, alla circolazione delle merci, delle persone e dei capitali.

L’articolo 21 del Trattato di Nizza (2000) riconosce a tutti i cittadini dell’Ue il diritto di presentare le proprie petizioni al Parlamento europeo. Anche nel Trattato di Amsterdam nel 1996, questo diritto era già stato riconosciuto dal regolamento interno del Parlamento europeo, ma la sua presenza nel Trattato ne rafforza la valenza costituzionale. L’articolo 194 del trattato estende tale diritto ai cittadini di paesi terzi che risiedono legalmente nel territorio dell’Ue ed agli affiliati ad associazioni, aziende o altre organizzazioni (persone fisiche o giuridiche) con sede sociale in uno Stato membro.

Le petizioni vengono vagliate dall’apposita Commissione del Parlamento europeo e, se approvate, possono avviare un’indagine preliminare ed eventualmente all’adozione di provvedimenti volti a risolvere il problema. Il contenuto della petizione deve interessare direttamente chi la presenta; è possibile effettuare la procedura sia per posta che tramite un modulo elettronico disponibile presso il portale internet del Parlamento europeo, in una qualsiasi delle lingue ufficiali dell’Unione.