Personal Democracy Forum 2014: l’esperienza di Open Coesione

Articolo pubblicato il 30 settembre 2014
Articolo pubblicato il 30 settembre 2014

Che impatto hanno i big data sull’operato dei governi, sulla società e sulla partecipazione dei cittadini? Se ne è discusso il 29 settembre a Roma in occasione del Personal Democracy Forum Italia (PDF2014), nell’ambito dell’Innovation Week (#RIW14). 

Il Personal Forum Democracy (PDF2014) ha chiamato a raccolta studiosi, opinion leader, startupper e giornalisti accomunati dall’idea che una società basata sulla libera consultazione e monitoraggio dei dati è più democratica e più equa. Per favorire la circolazione delle best practices in questo campo, nel corso dell’evento sono stati presentati nuovi strumenti e piattaforme progettate per la promozione dell’open society.

Fra queste, ci soffermiamo su Open Coesione www.opencoesione.gov.it, un progetto di open government caratterizzato dalla centralità del cittadino nel processo di monitoraggio della spesa pubblica, tema particolarmente delicato in Italia e al centro di numerose polemiche legate alla scarsa capacità di spesa dei fondi europei da parte delle regioni cosiddette “Convergenza”. 

Uno slogan sul sito di Open Coesione invita l’utente all’operatività: “scopri, segui, sollecita”.

Il progetto è stato illustrato da Aline Pennisi, di formazione statistica e analista di politiche pubbliche, dirigente al Ministero dell’economia e delle finanze nonché promotrice e coordinatrice di Open Coesione. “Grazie a Open Coesione abbiamo offerto ai cittadini un reale canale di partecipazione, monitoraggio e valutazione di come vengono spesi i soldi pubblici, inclusi i fondi europei”, ha spiegato alla platea. Realizzato dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, è il primo portale dedicato interamente all’attuazione degli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 da regioni e amministrazioni centrali dello Stato con le risorse per la coesione. Partendo da un totale di 99.286 miliardi di euro a disposizione per la programmazione 2007-2013, grazie a Open Coesione sono stati monitorati finanziamenti pari a 77,8 miliardi di euro e pagamenti pari a 31,5 miliardi di euro, per un totale di 786.662 progetti e 81.605 soggetti coinvolti.

I dati pubblicati sul portale consentono ai cittadini di valutare se i progetti corrispondono ai loro bisogni e se le risorse sono state usate in modo efficace. Sono disponibili dati su risorse assegnate e spese, localizzazioni, ambiti tematici, soggetti programmatori e attuatori, tempi di realizzazione e pagamenti dei singoli progetti. 

I dati, aggiornati al 30 aprile 2014,  possono essere scaricati sotto forma di base-dati “grezza” e rielaborabile, oppure tramite grafici interattivi “interrogabili” per tema, territorio e tipo di intervento. I cittadini possono partecipare attivamente inviando idee, consigli e segnalazioni di esempi di riuso basati sui dati contenuti in opencoesione.gov.it 

Infatti, partendo proprio dai dati di opencoesione è nato una sorta di spin off ugualmente dedito al monitoraggio civico: Monithon (www.monithon.it). Letteralmente è l’unione di “marathon” e “monitoring”, ossia “maratona di monitoraggio”. 

Grazie a Monithon i cittadini o le associazioni possono “adottare” un progetto, seguendone l’andamento e valutandone l’impatto reale sul territorio tramite l’osservazione diretta sul campo. Monithon rappresenta una vera e propria miniera di informazioni per molte inchieste basate sulla tecnica del data journalism.

Altri esempi di uso virtuoso di questo strumento sono quelli di “Libera - nomi numeri associazioni contro le mafie”, che ha usato la piattaforma per mappare i beni confiscati alle mafie e i progetti di riqualificazione finanziati dalle politiche di coesione, e Action Aid, che ha usato Monithon per mappare i progetti di ricostruzione dopo il terremoto in Emilia Romagna finanziati dai fondi europei

Non solo monitoraggio e denuncia, ma anche partecipazione: chi usa Monithon è chiamato a collaborare con le amministrazioni affinchè non vi siano sprechi. Luigi Reggi, tra gli ideatori del progetto, spiega qual è il suo valore aggiunto: “In generale le piattaforme di crowdsourcing o di raccolta segnalazioni hanno delle funzioni di base. Ci si limita a segnalare un servizio che non funziona, una buca sulla strada, segnalazioni legate al decoro urbano. Il Monitoraggio civico alla Monithon va oltre la denuncia, ma spinge alla ricerca, all’analisi e riconosco che non è semplice. Parliamo comunque nella maggior parte dei casi di progetti complessi, con più fonti di finanziamento. Ma noi proponiamo un metodo. Quello di proporre suggerimenti, influenzare l’attuazione delle politiche in un rapporto di collaborazione con le amministrazione. Le idee del cittadino possono essere di aiuto all’amministrazione nella progettazione, in un’ottica di coprogettazione dei servizi”. 

Tornando a Open Coesione, l'attivismo ha dato luogo anche a una iniziativa di formazione per i giovani: “A Scuola di OpenCoesione”, un progetto sperimentale di didattica nelle scuole sui temi dell'Open Government, promosso dal DPS e dal MIUR per costruire uno storytelling multimediale dedicato ai territori coinvolti nei progetti mappati da OpenCoesione e da Monithon. “Vogliamo formare una nuova generazione di cittadini responsabili e impegnati a livello civile, consapevoli di come funziona o come dovrebbe funzionare la spesa pubblica”, ha concluso Pennisi.