Perché si uccidono gli occidentali

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2002
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Articolo pubblicato il 27 febbraio 2002

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Gli autori degli attentati dell'11 settembre non rappresentano gli esclusi del mondo, ma il Wahabismo radicale. Il Terzomondismo, perciò, deve farsi da parte. E la guerra contro Al Qaida diviene allora legittima.

Quello che è successo a New York è terribile, ma: sento troppo spesso questa frase non appena si parli delle cause del terrorismo che ha colpito gli Stati Uniti. Larticolo pubblicato da cafebabel e intitolato Per una strategia della pace contro il terrorismo non si discosta da questa regola. In sostanza, il suo autore, David Tross, ci dice a meno che il governo americano non cominci ad accettare che le origini del terrore esercitato contro il suo popolo siano da ricercarsi nella povertà e nellimpotenza create dalla sua politica, il terribile ciclo della violenza tornerà a rimettersi in moto.

Secondo Tross (e con lui un numero incalcolabile di autori, intellettuali e cittadini europei) è dunque limperialismo economico, politico e culturale degli Stati Uniti che ha alimentato un sentimento di collera inasprita nei paesi poveri e che ha portato agli attentati dell11 settembre. È ciò che accade in Iraq, in Palestina e altrove che ha portato allorrore newyorkese. In sostanza si tratterebbe di una reazione dei poveri di fronte alle malefatte dei ricchi. Ma questa teoria, anche se non inverosimile, non è conforme ai fatti.

LAmerica che si sporca le mani

Non cè dubbio che da più di 50 anni gli Stati Uniti cerchino dimporsi come la prima, se non lunica potenza mondiale. Non cè dubbio che la storia della politica estera americana sia macchiata di sangue: quello dei leaders rovesciati in America Latina, in Africa e in Asia nel nome di una lotta anticomunista che rappresentava spesso un buon pretesto per estendere il loro dominio; quello degli innocenti il cui unico errore è stato quello di trovarsi nel paese sbagliato al momento sbagliato (penso in modo particolare agli Iracheni, ma anche ai civili innocenti giapponesi, vietnamiti, francesi, tedeschi e molti altri ancora morti sotto i bombardamenti americani). Non cè dubbio che tutto ciò sia orribile e in totale contraddizione con lideale di giustizia che gli stati democratici dovrebbero perseguire qualunque sia lutilità della Realpolitik tanto cara a Henry Kissinger.

Le ragioni dellodio

Nonostante ciò, è sbagliato dire che gli attentati contro le Torri Gemelle siano da ricondurre ai popoli dei paesi del Terzo Mondo che reagiscono allespansionismo americano. Questi atti terroristici non rappresentano una reazione dovuta a un clima politico di destabilizzazione fomentato da Washington. Le ragioni che hanno spinto Bin Laden a creare, organizzare e attivare la rete Al Qaida sono chiare, lui stesso le ha spiegate, le ripete e le ripeterà finché potrà.

Gli Americani, così come gli Europei, gli Occidentali in generale, e persino i Musulmani non wahabiti, sono considerati da Bin Laden e soci come dei pagani, degli empi, degli avversari dellIslam. I loro sedicenti valori sono in totale contraddizione con lIslam. La loro politica è unaggressione contro i Musulmani di tutto il mondo. La loro presenza nel Medio e Vicino Oriente è una provocazione, un insulto allIslam stesso. Per Bin Laden bisogna dunque respingere i barbari imperialisti, come i mujahidin hanno respinto gli assalti degli invasori comunisti atei. E, ancora meglio, bisogna andare a colpirli nei loro paesi.

LIslam contro gli aggressori e non i poveri contro i ricchi

Queste tesi costituiscono la prima motivazione dei membri di Al Qaida. Non si tratta in nessun caso di una guerra dei poveri contro i ricchi: i popoli dei paesi sottosviluppati non si sono sollevati, non cè unintesa internazionale che li unisce. Coloro che la conducono credono di condurre una guerra santa, istigata da unorganizzazione che in realtà è estremamente ricca, dotata di una struttura internazionale e di mezzi straordinari. Beninteso, questa versione dellIslam è solo minoritaria tra il miliardo di Musulmani che conta il pianeta.

Ciononostante, non bisogna negarne lesistenza, in quanto è abbastanza potente per uccidere. E se il fanatismo religioso che spinge i terroristi a credere che moriranno da martiri e saranno quindi accolti da Allah nel più alto dei cieli potrebbe farci tremare, non è una conseguenza della politica estera americana. Appena potranno, questi esaltati religiosi - decisamente in tutte le salse possibili - colpiranno in Germania o in Francia: due paesi di cui, per esempio, non si può dire che conducano una politica imperialista in Palestina, Arabia Saudita o Pakistan.

E nel momento in cui questi paesi ( o altri ancora) saranno colpiti, ciò non sarà una qualunque replica alla loro politica estera nei confronti dei paesi musulmani. Sarà per uccidere uomini e donne che possono essere visti come dei civili innocenti oppure come degli infedeli che meritano la morte, a seconda del fatto che voi siate un estremista islamico wahabita o no.

Quindi se gli Stati Uniti e i loro alleati hanno una guerra da condurre, questa è da condurre contro il fanatismo islamista nato dalla tendenza wahabita, arrivato notoriamente dallArabia Saudita o dal Kuwait e che si propaga a una velocità impressionante in gran parte dei paesi poveri.

Il metodo è semplice: nel nome della solidarietà islamica internazionale, questi paesi finanziano completamente o in parte dei programmi di costruzione, dei lavori pubblici, di risanamento o di costruzione di moschee nei paesi poveri dove lIslam è ben radicato.

In cambio di queste donazioni, è necessario divenire migliori musulmani e quindi, per esempio, non salutare le donne, che saranno sempre coperte a partire da adesso. E così il proselitismo wahabita radicalizza progressivamente intere regioni e paesi, in Medio Oriente, in Asia e in Africa. Dunque non è sorprendente ritrovare in Afghanistan dei combattenti pakistani, sauditi, ceceni, sudanesi o kosovari. È contro la propagazione di questo Islam radicalizzato e chiuso che gli Occidentali devono lottare, soprattutto attraverso la diffusione e linserimento di una cultura europea risolutamente volta verso il pacifismo e linterculturalismo. Visto anche che senza il disimpegno progressivo dei paesi europei dai paesi in precedenza colonizzati, lIslamismo non avrebbe avuto il suo posto nel mondo musulmano.