Perché Orban deve tenere duro

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2008
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Articolo pubblicato il 07 febbraio 2008
Cari amici, Noi europei forse non ce ne rendiamo conto, ma il mondo ci guarda. Mentre nei vari paesi d'Europa si fa un gran parlare di inserire più inglese nelle scuole, nelle università e nel mondo del lavoro "per essere competitivi nel mercato globale", negli paesi anglofoni invece guardano con interesse (e preoccupazione) proprio al multilinguismo europeo. Perché?
Perché si rendono conto che l'egemonia della loro lingua potrebbe essere un boomerang qualora gli europei continuassero ad appoggiare una forte politica multilingue che doti ogni cittadino europeo della conoscenza di 2 o anche 3 lingue straniere. Il Rapporto Maalouf su multilinguismo e dialogo interculturale, ha avuto eco anche in Australia, dove iniziano ad interrogarsi sulla necessità di cambiare la politica linguistica in una direzione più multilingue. In Gran Bretagna, il Times, pubblica un articolo , in cui si denuncia la decisione del governo britannico di tagliare le lingue straniere dalla scuola dell'obbligo. Presto, si paventa, la Gran Bretagna avrà difficoltà a trovare traduttori. Perfino negli Stati Uniti la questione della diversità linguistica sta guadagnando spazio, in chiave per ora nazionale, ovvero relativa alla questione della minoranza ispanica. I canditati del partito democratico parlano già di politiche multilinguistiche per evitare la discriminazione linguistica. Forse anche gli americani un giorno "si apriranno al mondo" e inizieranno a imparare le lingue straniere (cosa che alle orecchie di un europeo suona quantomeno singolare, visto che in Europa "aprirsi al mondo" significa quasi esclusivamente imparare l'inglese). Ecco perché l'Unione europea deve continuare ad appoggiare senza mezzi termini l'apprendimento di più lingue:

Si fornisce un esempio agli altri continenti, offrendo un modello ideologico e pratico alternativo di politica linguistica. Si crea una generazione di poliglotti che potrebbero avere un vantaggio comparato sui monoglotti anglofoni (a patto che degli spazi di comunicazione multilingue siano garantiti). Si sviluppa un'industria e una conoscenza della gestione della diversità linguistica (gli europei sono all'avanguardia in materia di traduzione automatica) Permette di trovare eco e sinergie a livello internazionale, per esempio a livello di ONU/Unesco.