Perché le donne emancipate non possono flirtare

Articolo pubblicato il 08 dicembre 2014
Articolo pubblicato il 08 dicembre 2014

Quando si discute sul confine tra sessismo e flirt, spesso si dimentica che il flirt è un gioco. Il più delle volte, sono soprattutto gli uomini a ritenere che l'universo del flirt sia governato da leggi immutabili. In questo senso, chi non si attiene alle regole è fuori. Game over per femministe e donne sicure di sé?

Secondo il sondaggio britannico Flirting Report, il 64% delle donne intervistate non ha mai fatto il primo passo con un uomo. Le ragioni? "Non spetta alle donne fare il primo passo" oppure "quando un uomo è interessato, è lui ad attaccare bottone". La donna, dal canto suo, farebbe bene a non prendere l'iniziativa: infatti, le donne che fanno il primo passo sono normalmente bollate come "facili", se paragonate al resto dell'universo femminile, timido e riservato. Peraltro, non sono soltanto gli uomini, a pensare che l'iniziativa debba essere presa dal sesso forte: secondo un sondaggio condotto recentemente dal magazine tedesco Elite Partner, il 50% delle donne tra i 17 e i 29 anni ritiene che la prima mossa spetti all'uomo. 

„Sai, ci sono regole ben precise!“

Oh, improvvisamente mi rendo conto di non averci mai pensato. La mia mamma, da buona femminista, mi ha insegnato che quando voglio qualcosa, devo aprire la bocca e farmi valere. E questo, per me, vale anche quando si flirta. Quando vedo qualcuno che mi piace, gli vado a parlare. Se ho voglia di incontrare qualcuno, gli chiedo se ha tempo. Se mi piace, glielo dico. Semplice. Senza paranoie. E, adesso che ci penso... beh, questo atteggiamento non mi porta a grandi risultati. Sono forse troppo emancipata per flirtare? Ho chiesto a Tom, con il quale ho avuto un storia - che si è evoluta in amicizia, piuttosto che in una relazione - che cosa c'è che non va in me. Dove sbaglio?  «Sai, all'inizio pensavo volessi soltanto sesso: eri così diretta! Poi ho pensato che ti fossi innamorata, perché sembravi davvero interessata a me. Alla fine ero soltanto confuso. Qui però molte ragazze sono così. Non ti attieni alle regole. Il mio consiglio? L'uomo è cacciatore! Sii una fanciulla dolce e avrai tutti gli uomini che desideri».

E' quindi così semplice? Butto al vento tutte le teorie femministe di mia madre, mi trasformo in una ragazza tenera e abracadabra... ho tutti gli uomini ai miei piedi? In ogni caso, pare che nell'universo del flirt, l'emancipazione non abbia ancora fatto capolino. Tom ha provato a spiegarmi alcune regole: si tratta palesemente di cliché sessisti nella loro più squisita purezza. Il cacciatore (uomo) sceglie la sua preda e la seduce. La fase della seduzione prevede strategie ben precise, volte a intessere la tela nella quale cadrà la vittima. Se la donna è interessata, con un preteso, darà il suo numero all'uomo, che si farà sentire dopo un certo arco di tempo (2 o 3 giorni). La donna non può far altro che attendere e sperare che l'uomo la "prenda".  

Riservatezza? No, grazie!

«Devi renderti rara, così sembri più interessante! Però, devi essere anche tenera e non troppo sicura di te. Una donna sicura di sè destabilizza gli uomini». Puh! Questa combinazione tra una divisione dei ruoli stereotipizzata e regole di comportamento suona piuttosto impegnativa.  Devo davvero prendere queste regole sul serio? Si tratta di qualcosa che è biologicamente giustificabile? Cacciatori e raccoglitrici e via dicendo? Le ragioni, piuttosto, potrebbero essere di natura sociologica. Questo, almeno, è ciò che sostiene Eva Illouz nel suo libro Perché l'amore fa soffrire (2012). Se nel XIX secolo,  tra gli uomini era ancora in voga dichiararsi impegnati, oggi è particolarmente diffusa l'ansia da legami fissi.  Così, gli uomini disposti a legarsi sarebbero diventati merce rara nel mercato delle relazioni amorose. Per farla breve, gli uomini hanno il coltello dalla parte del manico e possono scegliere per chi interessarsi e per chi no.  Come abbiamo detto sopra: se fosse interessato, verrebbe a parlarmi!

Anche secondo quanto emerso dal Flirting Report, sarebbe conveniente, per le donne, restare passive. Altri studi, al contrario, dimostrano che il 72% degli uomini vorrebbe una donna capace di prendere l'iniziativa.  Quindi? Alla fin fine allora sono meglio donne emancipate e sicure di sé? Sono convinta che il flirt sia ancora impregnato di cliché arcaici e sessisti, che non potrebbero fare a meno di sgretolarsi se ci si emancipasse una volta per tutte dalla convinzione che un flirt ben riuscito debba seguire determinate regole. A me sembra tutto troppo calcolato. Se il flirt viene ridotto a uno dei fattori che influenzano il mercato delle relazioni, dove la cosa più importante è studiare la strategia più conveniente, allora il bilancio sarà sempre lo stesso: tutto fila liscio, fino a quando non arrivano i "magic moments", veri e propri tracolli nel bilancio delle strategie. Che cosa ne è allora dei sentimenti, dell'eccitazione e del divertimento? Forse dovremmo iniziare a vedere le cose diversamente e, soprattutto, a non prendere la questione troppo sul serio: flirtare è un gioco! E, proprio per questo, non ci sono regole. Giovani donne e uomini, fate quel che vi pare! 

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