Perchè la BCE non abbassa i tassi.

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2008
Articolo pubblicato il 07 febbraio 2008
Non si può dire che sia veramente una sorpresa. L’aspettavamo da qualche tempo, però adesso la Banca Centrale Europea (BCE) l’ha detto, i rischi d’inflazione nella zona euro diventano reali. Allora si preoccupa, si angoscia e scaccia le politiche inflazionistiche. Cominciando con le misure più impopolari.
Ha quindi recentemente rifiuto la convalida di un accordo europeo sugli stipendi che mirava a indicizzarli sull’aumento dei prezzi perchè rischiava di provocare un circolo vizioso inflazionistico. Sopratutto, ha rifiuto di abbassare i tassi dopo l’inizio della crisi borsistica del 21 gennaio, provocando un calo delle borse europee.

Ancora una volta, stanno per ricominciare le critiche incessanti sulla politica condotta a Francoforte e sugli inconvenienti dell’euro. Dopo circa due decenni di stabilità monetaria relativa, gli europei sembrano aver dimenticato quanto l’inflazione può causare danni. Addio l’entusiasmo della notte del 1° gennaio 2002, durante la quale si gettava sui bancomat per ritirare le nuove bancanote ! Oggì si parla solo di aumento dei prezzi, problemi di competitività internazionale e di tassi d’interesse troppo alti ! Tutto questo a causa del conservatorismo della BCE, che si ostina a vedere solo l’inflazione e non la crescita.

Tutto questo è perfettamente vero. Ma adesso la domanda è, perchè ? Il Federal Reserve Board, la banca centrale americana, è anche independente ed è stata a lungo diretta da un vecchio repubblicano conservatore, Alan Greenspan. Eppure, è stata più reattiva allo sviluppo dell’economia americana e ha abbassato i tassi per bloccare il calo borsistico legato alle famose “subprimes”. Quindi, perchè la BCE non fa lo stesso? Alcuni parleranno delle disposizioni del trattato. Non molto convincente.

Il problema essenziale viene del fatto che la politica monetaria e le politiche di bilancio sono indissociabili. Per decidere dei tassi d’interesse, una banca centrale deve avere una visibilità corretta sulla politica di bilancio del governo. Creerà deficit ? Sono inflazionistiche le sue politiche ? Invece, sta rimborsando il suo debito ? Negli Stati Uniti, con un bilancio federale importante, è possibile. In Europa, è invece impossibile per il momento.

Con 15 bilanci diversi per la zona euro e quasi niente bilancio comune, la visibilità è nulla per la BCE. Eppure, si aveva creato il Patto di Stabilità e di Crescita, per controllare i bilanci degli Stati ! Si, ma la maggior parte di loro, i primi essendo la Francia e la Germania, hanno presto cominciato a mettersi in contravvenzione con i criteri comuni. Risultato, oggì, la BCE non può contare sugli Stati per gestire sanamente l’economia europea. Quindi la sua unica scelta è di guardare gli indicatori che ha, cioè l’inflazione. E quindi rimane conservatrice e non favorisce la crescita. Perciò l’euro forte, i tassi alti e tutto il resto…

Il problema in Europa, è che lasciamo un pò le cose a metà. I grandi stati, che sono i primi a chiedere un’Europa politica, fanno blocco contro l’unica riforma che sia veramente necessaria : la creazione di un governo economico europeo. Esistono le strutture, nel quadro dell’Eurogruppo, che riunisce i ministri delle finanze dei paesi che hanno adotatto l’euro. Bisogna solo darsi tutti insieme regole giuridicamente restrittive e potremo forse cominciare a guidare l’economia del continente.

Evidentemente, i politici non potranno più fare promesse stravaganti durante le loro campagne… Quindi non funzionerà mai… Peccato…