Per un pugno di monete

Articolo pubblicato il 18 febbraio 2009
Articolo pubblicato il 18 febbraio 2009
C’è aria di crisi, si sa. Finiti i tempi di relax. La parola a dati, numeri, unità monetarie: quasi quasi viene voglia di “numismatica”. E allora, perché non darsi allo studio delle monete?

Così scopriamo che il nome della valuta utilizzata in Gran Bretagna, la lira sterlina o sterlina, deriva dal fatto che anticamente indicasse il valore di una quantità pari ad una libbra (più o meno equivalente a 500 grammi, ndr) di argento puro. Fino a qualche decennio fa, la sterlina si suddivideva anche in shilling (scellini, la denominazione deriva dal latino solidus, una moneta di epoca tardo romana e bizantina, italianizzato in soldo,che indicava una moneta d'argento italiana emessa per la prima volta alla fine del Dodicesimo secolo dall'imperatore Enrico VI, ndr) e in penny (dal latino denarius, antica moneta Romana d’argento, italianizzazione in denaro, moneta medioevale, ndr). Figuratevi le etichette dei prezzi esposti che riportavano i caratteri £ s d e quanto non ci sia voluto molto a leggere Lsd…

Le monete europee hanno nomi prestigiosi, anche se un po’ offuscati in tempi di crisi finanziaria. Lo złoty polacco, per esempio, significa letteralmente “di oro”; per quanto riguarda il leu rumeno, la traduzione equivalente è “leone” che, in periodo di recessione economica, potrebbe solo miagolare come un gattino. Tempi duri per la corona, la valuta utilizzata in Danimarca, Norvegia e Svezia, che celebra la forma di governo monarchica. L’oscar del controsenso viene assegnato all’euro e alla hryvnia, la moneta dell’Ucraina: le rappresentano graficamente due linee orizzontali,a simboleggiare la stabilità economica. Che colmo, vero?!

Come dicono "euro" gli europei: italianofranci, spagnoloPedro, franceseFrance, tedescoolee inglesenabee)