Per la Grecia? Ripassi lunedì

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 14 febbraio 2015

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La  maratona per rinegoziare il debito greco è ancora ben lontana dalla conclusione: a seguito dell'Eurogruppo dell'11 febbraio, terminato con un nulla di fatto, è toccato al Consiglio Europeo esaminare il caso ellenico il giorno successivo. L'Europa si è data appuntamento lunedì 16 febbraio per deliberare sul problema greco.  

« Noi non siamo degli scolaretti che si chinano davanti ai propri insegnanti, bensì degli interlocutori » ha dichiarato ieri con forza Alexis Tsipras in occasione della sua prima conferenza stampa al Consiglio Europeo.. « La Troika non c'è più » ha sentenziato poco dopo, aggiungendo che a partire da oggi, la coalizione governativa greca dialogherà separatamente con le tre istituzioni sovranazionali, ovvero la Commissione Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea, con l'obiettivo di  rinegoziare gli aiuti concessi alla Grecia.

Rilassato e determinato allo stesso tempo, il nuovo primo ministro greco, a capo della coalizione di sinistra Syriza, è riuscito ad imporre il suo punto di vista,  o quantomeno a tener testa alle istituzioni e ai propri omologhi europei. Già l'11 febbraio, Atene si era rifiutata di firmare una dichiarazione comune, venuta fuori dall'Eurogruppo; questo nonostante le sei ore e più di negoziati dall'andamento variabile tra le parti. Il giorno dopo all'interno dell'imponente edificio Justus Lipsius, ha avuto luogo la prima riunione informale - che di informale ha solo il nome - dei Capi di Stato e di governo . 

 Come previsto, accanto ai temi del conflitto in Ucraina e della lotta contro il terrorismo, la Grecia è stata al centro del dibattito, anche se, come hanno ricordato il presidente François Hollande e il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, il caso ellenico non era all'ordine del giorno del summit. E, sempre come previsto, non c'è stato alcun passo avanti significativo nei negoziati sulle condizioni per gli aiuti. Ricordiamolo: i greci vorrebbero ottenere un  « prestito-ponte » da parte dei loro creditori, affinché l’esecutivo di Atene possa onorare i debiti e allo stesso tempo mettere in atto il suo programma economico volto a modificare le riforme bollate col marchio dell’austerità e messe in atto dai governi di Samaras et Papandreou.

Ma il tempo stringe, il piano di aiuti gestiti dalla troika scade il 28 febbraio prossimo e lo Stato greco si troverà allora a corto di liquidità. Un lasso di tempo che appare ancora più breve se si considera che alcuni Stati membri hanno intenzione di sottomettere la rinegoziazine del Memorandum a un voto dei singoli parlamenti nazionali: la Dieta nazionale finlandese o il Bundestag tedesco, ad esempio.  Pronti a non rispettare l'essenza della democrazia, certi Stati membri ne rispettano tuttavia certi formalismi. 

Ma comunque regna l'ottimismo…

Benché i risultati siano piuttosto limitati, i dirigenti europei e i presidenti delle diverse istituzioni si sono mostrati allo stesso tempo prudenti, ottimisti e vaghi. I commenti della cancelliera tedesca Angela Merkel erano in quest'occasione particolarmente attesi.  È stata, tuttavia, piuttosto laconica nell'affermare che la Grecia non occupa che  « un ruolo minore » all'interno del Consiglio, ripassando così la palla all'Eurogruppo di lunedì prossimo.  Ha comunque confermato che lei e Alexis Tsipras si sono salutati calorosamente e ha definito il loro incontro  « molto amichevole ».

Sempre da parte tedesca, ma  sul versante istituzionale europeo, Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo , si è detto « ottimista » - minimizzando però immediatamente la portata della sua dichiarazione precisando di essere « un ottimista per natura ». Secondo lui, Atene ha bisogno di  tempo e bisogna concederglielo. Ha poi precisato che a preoccuparlo maggiormente è l'alleato di Syriza Anel, il partito di destra dei greci indipendenti.

Il premio per il discorso più criptico e ambiguo spetta al presidente  François Hollande -  certamente stremato dalle  17 ore di negoziati a Minsk et al Consiglio Europeo. Egli ha innanzitutto ricordato che è necessario ascoltare il messaggio inviato dai greci tramite le ultime elezioni. Ha menzionato inoltre le misure di asuterità  « particolarmente dolorose  » per il paese. Secondo lui è necessario quindi prestare ascolto al nuovo esecutivo greco, ma senza dimenticare che  « i prestiti vanno onorati  ».

Durante la sessione domanda-risposta, François Hollande ha ripetuto il suo duplice discorso . « L'importanza di questo consiglio sta nel dialogo che si è instaurato. Perché ogni volta che c'è un nuovo membro nel Consiglio  lo si osserva, ci si chiede se cambierà le regole, i rituali. Di solito non ci riesce  [risate] …per quanto riguarda i rituali. Sulle regole si può lavorare » ha spiegato sorridendo in maniera giocosa il presidente francese. Mitigando poi quanto detto : « sta a lui [Alexis Tsipras] capire che esistono delle regole che devono essere rispettate  […] L’Europa non è  una costrizione che impone a tutti  un'unica politca. Ma c'è un obbligo: quello di rispettare le regole. »

Il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, si è detto dal canto suo preoccupato, ma contento; contento di constatare che il governo greco è pronto ad accettare potenzialmente il 70 % del programma di aiuti delle   « tre istituzioni » ( il termine Troika non ha più corso a partire da questo Consiglio Europeo). « Il governo greco chiede di annullare un certo numero di misure antisociali e alcune lo sono senza dubbio. Ma quando una misura viene annullata, deve essere sostituita da un'altra che apporti un identico prodotto fiscale.  » ha commentato.

Il primo ministro belga, Charles Michel, ha ricordato che il Belgio ha una posizione salda nei confronti della Grecia. « Ho segnalato con forza che la serietà di bilancio è una condizione importante per ottenere una crescita più forte in Europa  […] Si devono incoraggiare ugualmente dei passi avanti nelle riforme strutturali e di sostegno agli investimenti». Ma Charles Michel ha cercato anche di sottolineare il proprio ottimismo, dicendosi convinto che   « la magia dell’Europa sta nel saper trovare delle soluzioni lì dove si pensa che l'ostacolo sia insormontabile  ».

Possibilità di modificare le regole, ma rispettandole. Ascoltare il popolo greco, ma restando inflessibili sul programma: le linee-guida sembrano tracciate con lo scalpello e il governo greco ha un margine di manovra molto limitato, basato su un sostegno dei partner europei altrettanto circoscritto. Lunedì 16 febbraio avrà luogo una nuova prova di forza tra  la Grecia e le tre istituzioni, ma anche tra le Grecia e gli altri partner europei.  Lo scioglimento - o il non-scioglimento - dei nodi potrà avere delle conseguenze imperscrutabili per l'Europa e i suoi cittadini.