Pensavo fosse amore e invece ero in Erasmus

Articolo pubblicato il 06 dicembre 2012
Articolo pubblicato il 06 dicembre 2012
C'era una volta un olandese e una portoghese, o un'italiana e uno spagnolo e... No, non è l'inizio di una barzelletta sconcia. Secondo il quotidiano francese Le Figaro, dal 1987 a oggi, l'Erasmus avrebbe il merito di aver favorito la nascita di un milione di bambini. Proviamo a raccontarvi le storie d'amore della generazione Erasmus che non hanno avuto, però, un lieto fine.

Uno degli slogan adottati dall'Unione Europea, nel celebrare i 25 anni di onorata carriera del progetto che ha smosso orde di studenti in giro in ogni angolo d'Europa, è stato: “Erasmus. Changing lives, opening minds (and breaking hearts) for 25 years”. La parentesi l'abbiamo aggiunta noi, perché in Erasmus succede anche questo: ci si innamora, poi l'Erasmus finisce, si prova ad avere una relazione a distanza o a trasferirsi in un altro paese per vivere insieme. Qualche coppia resiste, si sposa, procrea e tramanderà di generazione in generazione la storia del miracolo compiuto dal dio pagano chiamato Erasmus. Ma non tutte le favole d'amore della generazione Erasmus hanno un lieto fine.

Erasmus. Changing lives. And breaking hearts.

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La prima volta che l'ho visto era ad una festa e indossava una t-shirt blu, come il colore dei suoi occhi...”, dice S., 25 anni, italiana, e “un falò, una chitarra, al chiaro di luna; ma soprattutto alcool”. Sono questi i ricordi, più o meno romantici, che emergono dai racconti di amori nati in Erasmus. Una festa, un barbecue, una luna galeotta, un accento straniero, la spensieratezza, l'apertura verso gli altri e l'ebbrezza (letterale) del momento... L'esemplare tipico della generazione Erasmus si innamora di una persona che parla una lingua diversa, mangia cibi di cui spesso non ha mai sentito parlare, è cresciuta guardando cartoni animati diversi (oppure uguali, ma dalle sigle irriconoscibili)  ...insomma, una persona che non avrebbe mai avuto modo di incontrare, se non grazie all'Erasmus.

Uno degli interessi maggiori diventa, allora, lo studio analitico di orari, scali e tariffe delle compagnie low cost

Perché sembrano così speciali gli amori nati in Erasmus? Per qualcuno il segreto è nella diversità: lingua, paese, cultura, modi di fare e pensare differenti. Ad altri, con il senno di poi, non sembra una relazione speciale, ma “fuori dal comune”. Intanto, la generazione Erasmus, in barba a tutti i luoghi comuni, non si è persa d'animo. "Innamorarsi di una persona straniera significa rendere possibile un amore quasi impossibile", dice F., 28 anni, ex studente Erasmus. La persona di cui si è follemente innamorati parla un’altra lingua? Un buon motivo per impararla. Il partner ha una dieta alimentare diversa? Allora se ne può inventare una speciale, fondendo i sapori delle varie tradizioni culinarie. L'Erasmus sta per finire? Non importa, godiamoci il momento! L'Erasmus è finito... Gli esemplari più cocciuti, masochisti e ottimisti della specie Erasmus decidono di non demordere e continuare la propria relazione a distanza.

L'amore in Erasmus: istruzioni per l'uso

Uno degli interessi maggiori diventa, allora, lo studio analitico di orari, scali e tariffe delle compagnie low cost. L'ambiente diventa quello virtuale, delle videochiamate di Skype, concedendosi, di tanto in tanto, qualche leggera maledizione ogniqualvolta la connessione internet, la tecnologia e la compagnia telefonica (e le connesse congiunture astrali) si rifiutano di collaborare. Oltre a dare fondo a tutte le proprie risorse economiche, questi esemplari della specie Erasmus ricorrono ad ogni sorta di strategia e spelling, impiegando un lasso di tempo indefinito, nel tentativo di far comprendere a familiari e amici il nome del proprio partner straniero. Gli esemplari innamorati della specie Erasmus diventano viaggiatori incalliti: pendolari disposti a viaggiare ore ed ore per trascorrere insieme un week end o turisti insaziabili che girovagano di città in città, pur di passare del tempo insieme (e staccare la spina, per un po', dagli sms non ricevuti, le interferenze di Skype e dal piccione viaggiatore in ferie) e rifugiarsi nella propria favola d'amore e dimenticarsi della realtà e dei chilometri di distanza.

Ci pensano così bene e così tanto che si stancano prima ancora di preparare le valigie e partire

Here we are...la lontananza: la piaga millenaria di relazioni amorose di qualsivoglia era, ceto, razza e cultura. Alcuni esemplari della specie Erasmus ponderano su come, quando e dove iniziare una vita insieme. Pensano ad ogni dettaglio: dove inviare i CV, in quale città stabilirsi, quante camere avrà l'appartamento, quanti figli daranno alla luce, a quanti nipotini insegneranno la propria lingua...Ci pensano così bene e così tanto che si stancano prima ancora di preparare le valigie e partire. La relazione cambia, forse anche il proprio partner e la distanza diventa, perciò, una condizione permanente e così insopportabile da ritrovarsi ad ascoltare o a pronunciare la frase di rito internazionale: “Meglio se restiamo amici”.

Ci sono altre coppie che, invece, ci provano a vivere insieme. Stessa città, stessa casa, stesso letto, stessa routine... Ma "quando mi sono trasferito – racconta F., che ha seguito la sua ragazza in Danimarca per un anno, – il nostro amore impossibile è diventato possibile e, da speciale, normale. La vita ha iniziato ad essere noiosa e la bolla è scoppiata".

Noia, normalità, insoddisfazione. "Non riuscivo più a riconoscere la persona che avevo incontrato in Erasmus", ci confida S., raccontandoci di un'improvvisa pigrizia e del momento in cui skype non è più sufficiente. I sintomi della cosiddetta “sindrome post Erasmus” sembrano essere anche le cause delle rotture di quelle relazioni esotiche, speciali nate in terra straniera.

Eppure, se, dopo aver ascoltato le loro storie d'amore esotiche naufragate, proverete a mettere questi ragazzi di fronte ad una scelta: tornare indietro nel tempo, per evitare quello sguardo, quella festa, quel barbecue e optare, invece, per un voto di castità durante la propria permanenza all'estero o, addirittura, di non viverla...probabilmente, vi ritroverete – in tutta risposta - ad ascoltare il motto di ogni studente Erasmus (anche quello dal cuore spezzato): “Once Erasmus, always Erasmus”.

Foto: copertina © wallpaperscraft.com, testo © sïanaïs/flickr