Peluche in vacanza a Berlino

Articolo pubblicato il 15 luglio 2008
Articolo pubblicato il 15 luglio 2008

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Orsacchiotti stressati, tigri stanche e bambole nervose. Esiste una soluzione: il Teddy Tour Berlin. Come il nano de Il favoloso mondo di Amélie Poulain, anche i nostri amici di pezza possono godersi un momento di relax.

Karsten Morschett e Thomas Vetsch. Chi sono? Trent’anni compiuti, ma eterni bambini nel cuore, hanno trovato la gallina dalle uova d’oro. Nel 2005 hanno creato il Teddy Tour e ora, oltre ai guadagni, hanno un sacco di piccoli e teneri amici. «L’idea è nata per caso», ricorda Karsten. «Un nostro amico aveva l’abitudine di andare a fare footing con il suo orsacchiotto in mano. Forse lo faceva per sentirsi meno solo. Non sapendo cosa regalargli per il suo compleanno, rapimmo il suo amichetto e ci avventurammo in giro per Berlino. Passando fra Brandeburgo e Reichstag, notai un’attrice di Hollywood. Un attimo immortalato in un album di fotografie che poi gli ho regalato».

Peluche da tutto il mondo in vacanza a Berlino

Grazie al successo del globe-trotter nano di Amélie Poulain, il tour berlinese ha fatto furore. Karsten, direttore di scena del teatro di Giessen, è convinto che «Berlino e i suoi numerosi monumenti si prestino benissimo al progetto. Senza dimenticare che la città è la sola al mondo che contiene la parola “orso” (bär) nella sua prima sillaba».

Gli organizzatori continuano a stupirsi dell’enorme successo dell’iniziativa, che non è stata neanche pubblicizzata: «Sono arrivati anche un peluche del Mozambico e uno della Tanzania». Come sono venuti a conoscenza del Teddy Tour? «Non ne ho la più pallida idea, ma erano proprio diretti a Berlino», esclama Karsten.

Orsi vegetariani e conigli alcolizzati

La domanda è: chi si nasconde dietro questi peluche? Chi si assomiglia si piglia, Karsten ne è convinto: «gente dai 7 ai 77 anni».

Ma come funziona il viaggio vacanza per gli orsetti? Semplice: se desiderata far partire il vostro morbido amico non dovete far altro che compilare il modulo d’iscrizione, precisando se l’orsacchiotto è vegetariano o se il coniglietto è tendente all’alcool. Karsten tiene a ricordare che «sono beneaccetti peluche di ogni genere, a prescindere da razza, religione, nazionalità, orientamento sessuale o handicap». Dopodiché impacchettate l’amichetto e, una volta a Berlino, gli verrà fatto fare un tour. Foto ricordo e peluche torneranno poi a casa felici.

Pic-nic e massaggi

Il Teddy Tour ottiene molto successo nel pubblico femminile, ma quello maschile non è da meno. Tantissimi sposi mandano i piccoli tesori delle loro consorti a Berlino, con la speranza di eliminare un avversario. Molte persone malate o anziane fanno lo stesso: «La cosa che mi ha colpito di più è stato ricevere un orsacchiotto in memoria di una persona deceduta», racconta il direttore.

Per coloro che sono tentati dall’offrire una vacanza al loro orsacchiotto, i prezzi oscillano tra i 39 e i 139 euro. Ma cosa non si è disposti a fare amore? Karsten spiega la variazione delle tariffe, secondo il servizio: «Se il peluche è veramente stressato gli si può offrire un pic-nic e un massaggio personalizzato, per farli tornare a casa sereni».

I partecipanti non sono solo peluche: ogni animale o oggetto feticcio merita il suo viaggio vacanza. È capitato che partisse anche una barbie finlandese: «In certi casi dobbiamo adattarci ai tanti giochi di cui il mittente è in possesso ai quali è stato sempre affezionato. Per esempio, in Cina i bambini non hanno l’abitudine di avere dei peluche».

Léa, il mio alter-ego orsetto, è stata impacchettata e spedita a Berlino. Ha apprezzato la cordialità dei partecipanti e degli organizzatori incontrati. Tornata in Francia, si è affrettata a scrivere al suo corrispondente Pokemon, Léon, che è in preda ad una depressione passeggera: «Se sei triste sappi che esiste il Teddy Tour di Berlino. Avrai modo di conoscere, durante le passeggiate, in metro o in bici, affettuosi, garbati e teneri di pezza». Thomas e Karsten danno appuntamento a Lea, Lèon e tutti gli animaletti che volessero partecipare al Museo Tussauds, l’equivalente dell’omonimo londinese (quello delle cere), che verrà inaugurato a Berlino dalla signora Cancelliera in persona nel mese di luglio.