Pavlos Georgiadis: dalle olive alla coscienza climatica

Articolo pubblicato il 14 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 14 dicembre 2015

Pavlos Georgiadis è etnobiologo greco, attivista e membro di Climate Tracker, nonché autore di libri sull'alimentazione, olivicoltore e imprenditore sociale. Ha inoltre fondato Calypso, We Deliver Taste e prodotto il documentario Farming on Crisis?. Non vi basta? Lo abbiamo intervistato a Parigi.

Una settimana dopo la stagionale raccolta delle olive nel suo villaggio di Makri, nei pressi di Alessandropoli in Grecia, incontriamo Pavlos Georgiadis a Parigi in occasione di Place to B, un incontro alternativo sul clima. È qui come osservatore delle negoziazioni della COP21. Come lui stesso spiega, ha deciso di lavorare sempre più "dall’interno" per promuovere la consapevolezza sul clima.  «Il nostro obiettivo è duplice: da un lato, vogliamo dimostrare che siamo qui e siamo in attesa delle negoziazioni, dall'altro vogliamo comunicare a tutti in modo semplice ciò che sta accadendo nel  COP21,» ci dice.

Curriculum eccellente...

Pavlos si è laureato in biologia all'Università di Edimburgo e ha conseguito un master in biodiversità e tassonomia vegetale al Royal Botanic Garden di Edimburgo. Ha poi conseguito un secondo master in tutela dell'ambiente e produzione alimentare all'Università di Hohenheim a Stoccarda, dove ha inoltre concluso un dottorato in comunicazione rurale.

Pavlos sostiene che le sue scelte sono il risultato diretto del suo contatto con la natura. «I miei genitori sono i proprietari di uno dei più antichi uliveti del Mediterraneo. Il contatto con la natura è sempre stato presente nella mia vita, è un rapporto che fa parte di me, di chi sono,» ha detto.

...a stretto contatto con la natura

Pavlos ha lavorato come ricercatore in diversi Paesi in Europa e Asia ed è tornato in Grecia nel 2011, quando il Paese stava attraversando una grave crisi finanziaria. Nonostante la situazione difficile ha raggiunto gli obiettivi che si prefissava e ha contribuito attivamente alle questioni sociali. Tuttavia, si dice deluso per il contributo della Grecia alle negoziazioni alla COP21: «Nel mio Paese siamo socialmente vulnerabili, così la nostra partecipazione non è appropriata. Purtroppo, il cambiamento climatico non fa parte del nostro dialogo, non esiste l'attivismo. Non c'è da stupirsi se siamo praticamente estranei alle negoziazioni». 

Anche se in Grecia ci sono state inizialmente persone spaventate di fronte al cambiamento, Pavlos si è reso conto che l'unica risposta possibile era agire, perciò lui stesso si è immedesimato in tale cambiamento. «Stare nel nostro uliveto, mi ha fatto pensare che l'agroecologia e l'agricoltura rigenerativa siano un ottimo modo per ridurre la CO2 nell'atmosfera, e questo è in poche parole l’obiettivo dei negoziati. Il nostro lavoro come attivisti e agricoltori è quello di trovare più spazi che possano poi essere dedicati a questo tipo di agricoltura. In questo modo raggiungeremo l'adattamento. Come membro di Climate Trackers, spero di usare le mie conoscenze per spingere verso un cambiamento e ottenere più giustizia climatica».

A cosa ha portato la COP

Pavlos spera che Parigi diventi un punto di riferimento per diffondere consapevolezza climatica al mondo intero, Grecia inclusa. «La nostra generazione ha la possibilità di ristabilire il contatto con la terra. Perché se si continua a fare come si è fatto fino ad ora avremo bisogno di tre pianeti, e dobbiamo accettare che ne abbiamo uno solo. L'unione della società civile e delle azioni inviduali è probabilmente l'unica soluzione possibile ai problemi attuali».

Una volta conclusa l'intervista, ci tiene a fare appello perché tutti, nelle proprie case, nelle proprie città, nei propri quartieri e nei propri Paesi, trovino un modo per pensare a soluzioni semplici che porteranno alla ripresa economica e umanitaria. La questione dei cambiamenti climatici ha varcato i confini, si tratta di una missione condivisa da tutta l'umanità. «Usiamo i privilegi che ci derivano dalla nostra evoluzione, la nostra possibilità di condividere, di ascoltare. Impariamo gli uni dagli altri e tutto inizierà a migliorare,» conclude Pavlos.

_

Questo articolo fa parte del progetto #21Faces: abbiamo raccolto 21 storie di 21 giovani per raccontare un'Europa "verde", originale e innovativa in vista della COP21, la grande conferenza mondiale sul cambiamento climatico, organizzata a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015.