Paulo Magalhães e Ana Campos: cartoline dal mondo

Articolo pubblicato il 13 novembre 2012
Articolo pubblicato il 13 novembre 2012
Si chiamano Paulo Magalhães (31 anni) e Ana Campos (30 anni), sono entrambi portoghesi e hanno una passione singolare: le cartoline. E per poterne ricevere da ogni angolo del mondo hanno fondato la piattaforma internet postcrossing.
com, un’idea che, con grande sorpresa, si è rivelata vincente: in un mondo ormai digitalizzato come il nostro, in tantissimi si sono registrati per poter scrivere e spedire cartoline a perfetti sconosciuti.

L'autunno sembra lontano, in questo venerdì mattina a Berlino. Il sole splende caldo sui marciapiedi di Neukölln, tanti berlinesi, di nascita o d'adozione, attraversano le strade o si crogiolano al sole sulle panchine. In un chiosco sulla Karl Marx Straβe, girano i doner più grossi che abbia mai visto.

Dietro un passaggio ad arco si nasconde il Café Rix. È qui che devo incontrare Paulo e Ana, che abitano nelle vicinanze e frequentano il Café soprattutto per l’arredamento in stile retrò, quel non so che vintage proprio del posto e le imponenti tovaglie dorate. Mi concedo un’occhiata all'interno superbo del caffè prima di prendere posto sotto un ombrellone nel giardino.

Quale e-mail? C’è una cartolina per te!

Circa sette anni fa, Paulo e Ana hanno fondato postcrossing.com, una piattaforma internet attraverso cui chiunque, da ogni parte del mondo, ha la possibilità di spedire cartoline dal mondo virtuale. Il sistema fornisce casualmente gli indirizzi a cui spedire le cartoline, e nello stesso modo le si riceve. “All'inizio, ho deciso di concretizzare questa passione attraverso internet per soddisfare un desiderio prettamente personale”, confessa Paulo, 31 anni. Ha sempre ricevuto volentieri cartoline da paesi lontani, eppure i saluti di amici e parenti a un certo punto hanno iniziato a non essere mai abbastanza, per chi era impaziente di trovare la cassetta della posta sempre piena di nuove cartoline da ogni parte del globo.

Le prime cartoline Paulo e Ana se le sono spedite tra di loro e poi hanno raccontato la loro idea anche agli amici. Subito si è innescato un effetto boomerang, che nessuno dei due aveva previsto: dopo neanche un mese hanno cominciato a ricevere cartoline da altri paesi, e addirittura continenti. “Nel momento in cui si sono registrati nuovi utenti dalla Cina e dalla Russia, ci siamo resi conto che il nostro progetto stava davvero prendendo vita a livello internazionale”, dice Paulo, e nel farlo dimostra di stupirsene ancora . Nel frattempo sono state fatte registrazioni da 206 paesi diversi, e sono state spedite più di 14 milioni di cartoline.

Ana, 30 anni, preferiva spedire belle cartoline, piuttosto che riceverle: “non esiste miglior ricompensa del piacere del destinatario nel ricevere la cartolina che io ho scelto per lui”. Dopotutto anche inviare una cartolina è qualcosa di molto personale e necessita di un certo impegno. "Bisogna recarsi in un negozio, scovare una cartolina che possa andar bene per il destinatario, scrivere qualcosa di personale di sé e della propria vita e alla fine spedirla”, aggiunge.

Due autentici globetrotter

Ma ai due giovani cartofili portoghesi, però, non bastava sentir parlare del mondo attraverso poche righe scritte su un pezzo di carta. Volevano vederlo con i propri occhi. Per questo negli ultimi sette anni hanno vissuto in ben cinque paesi diversi. Dopo aver ultimato gli studi di informatica in Portogallo, entrambi hanno fatto uno stage: Paulo negli Stati Uniti, Ana nei Paesi Bassi. Dopodiché si sono trasferiti assieme a Shanghai, poi a Lubiana, e infine a Berlino. “Ci siamo promessi di restare nello paese fino a quando non lo avessimo conosciuto bene”, ci racconta Ana. Infatti non si sono limitati a visitare musei e fare il solito percorso da turista; quello che volevano era conoscere il posto attraverso le piccole cose di tutti i giorni.

Quindi, per i primi anni, dopo gli studi, hanno entrambi lavorato full-time per altre aziende. “Postcrossing era un’occupazione a tempo perso”, dice Paulo. Nel frattempo hanno comunque continuato a lavorare da casa alla piattaforma. Una situazione che ha portato entrambi a lavorarci assiduamente: “Quando la notte ricevevo messaggi che mi informavano che qualcosa del sito non funzionava, restavo in piedi a sistemare tutto”, racconta abbozzando un sorriso.

C’è ancora tanto da scoprire

Che Paulo e Ana sono una coppia non lo si nota subito, d’altronde loro non lo spiattellano ai quattro venti e anche nei modi sono piuttosto riservati. Ma dopo un po’ di tempo in loro compagnia, è evidente che hanno una relazione: entrambi ridono molto, si osservano l’un l’altra mentre parlano. E quando Paulo si perde un po’ troppo in chiacchiere con i suoi racconti, Ana lo riporta all’argomento iniziale, ma col sorriso.

In passato hanno traslocato sempre da un paese all’altro dopo due anni, quindi, se volessero rimanere fedeli a questa “abitudine“, dovrebbero lasciare Berlino nell’aprile 2013. “Questi traslochi sono un vero e proprio lavoro,” dice Paulo, “non si tratta solo di cercare un nuovo alloggio e trasportarvi tutte le cose, ma bisogna anche occuparsi dell’assicurazione e procurarsi un mezzo di trasporto. Diventa sempre più difficile, quindi forse resteremo a Berlino un po’ più a lungo”. “E poi, c’è ancora tanto da scoprire”, aggiunge Ana, ridendo. “Abbiamo attraversato tutta la Slovenia in macchina in un giorno, ma della Germania conosciamo solo Berlino e Bielefeld”. Dunque postcrossing.com, almeno per un po', potrà ancora ricevere cartoline dalla Germania, firmate da due portoghesi felici...

Foto: ©Katharina Gipp