Patrice: "vorrei fondare un super gruppo punk!"

Articolo pubblicato il 16 settembre 2013
Articolo pubblicato il 16 settembre 2013

Patrice Bart-Williams, o più semplicemente Patrice, 34, è per metà tedesco e per metà sierraleonese e scrive canzoni da quando aveva 12 anni. Durante una conferenza stampa del festival Rock en Seine, l’artista alleggerisce l’atmosfera con la sua simpatia e, all’indomani dell’uscita del suo nuovo album, suggerisce qualche idea improbabile sul proprio futuro.

Rock en Seine. Sala stampa. Spazio ristretto. Un gruppo di giornalisti è pronto ad accogliere una delle star della manifestazione rock più importante di Parigi. Tutte le telecamere sono pronte. Patrice entra con un bel sorriso in volto. Il cantante si mette comodo sul divano e l’atmosfera improvvisamente diventa più distesa. È lui stesso a iniziare la conversazione invitando i giornalisti presenti a fargli delle domande. Di tanto in tanto, con un “you know what I mean?", si assicura che tutti capiscano cosa dice. 

DALLA SIERRA LEONE ALLA GERMANIA

Noi siamo i primi, e a onor del vero anche gli unici, a rivolgersi all’artista in lingua inglese. Radici, famiglia, patria: sono questi i tre valori che da sempre ispirano la sua musica. Sebbene Patrice sia nato e cresciuto in Germania, nei pressi di Colonia, è molto legato alle sue origini sierraleonesi. "Le mie origini sono molto importanti per me. Sono africano, ma allo stesso tempo europeo"spiega. Tuttavia, sostiene che i suoi gusti non hanno mai subito l’influenza di questo o quel Paese specifico. "Sono cresciuto in un’atmosfera internazionale e la Germania non mi ha mai limitato. L’ambiente in cui compongo non ha mai condizionato la mia musica. Credo di essere sempre stato una persona strana con gusti musicali particolari".

In realtà, le sue parole trovano conferma tanto nelle sonorità quanto nei testi delle sue canzoni. Innanzitutto è opportuno sapere che il suo stile è un’unione tra il reggae e i  toni espliciti del soul, dell’hip-hop, del jazz e del funk. Quando gli chiediamo quali siano le sue più grandi fonti d’ispirazione Patrice fa innanzitutto i nomi di Bob Marley e Jimmy Hendrix. "Ho iniziato ad ascoltare Marley perché mia sorella aveva una sua cassetta", ci confida sfoggiando un ampio sorriso. "All’inizio, non sapevo a chi o cosa somigliasse, ma quando ho avuto il suo primo album, mi sono completamente innamorato", racconta, precisando però, che "non definisce la sua musica attraverso uno stile. Ciò che importa di più è il contenuto. Una buona canzone deve avere più chiavi d’interpretazione. È per questo che ammiro così tanto le persone che hanno qualcosa da dire, compositori di talento come Bob Dylan".

Padre e Figlio 

I testi di Patrice trattano temi politico-sociali e fanno spesso riferimento al lavoro del padre, Gaston Bart-Williams, scrittore, regista e oppositore politico in Sierra Leone. Patrice rimase orfano del padre a soli 11 anni. "Mio padre è una delle mie più grandi fonti d’ispirazione. Sono cresciuto circondato dalla cultura: libri, sculture e arte in generale. Andavamo spesso alle mostre. Mio padre era soprattutto uno scrittore e spesso le sue parole si potevano leggere sui muri lungo le strade. Era un uomo molto impegnato nelle questioni politiche e sociali. Voleva rendere il mondo un posto migliore". Eppure, Patrice evidenzia come, durante la gioventù, avesse un certo distacco nei confronti del padre. "In lui prevaleva la sfera intellettuale, mentre in me credo sia quella fisica, ma adesso sto tentando di recuperare", ci dice facendo l’occhiolino. Patrice è padre di due figli avuti con l’artista soul Ayo. D’altro canto, il suo quarto album è intitolato Nile come suo figlio. Nel suo ultimo disco, pubblicato il 2 settembre 2012 e intitolato The Rising of the Son, l’artista ricorre spesso alle voci dei bambini per le sue composizioni. "Non riesco più a immaginare la mia vita senza la voce dei bambini. Nel loro timbro risuona un’innocenza che va dritto al cuore di chi li ascolta. Ti entra dentro eclissando tutto il resto"

artista reggae dai toni punk

Verso la fine della nostra conversazione, quando gli altri giornalisti cominciano a irritarsi per questa nostra conferenza “privata”, chiediamo a Patrice quali progetti abbia in serbo per il futuro e se ci siano altri generi musicali che lo attraggono. Dopo un momento di riflessione dice: "amo il rock. Quando ho cominciato a suonare la chitarra suonavo di tutto: Led Zeppelin, Hendrix, Nirvana, Guns N’ Roses, Metallica, Eric Clapton. Ho messo insieme e sperimentato numerosi stili musicali. Così facendo ho capito quale genere di musica volevo comporre, ma resto comunque aperto verso qualsiasi genere. Mi piacerebbe fondare un super gruppo insieme ad altri musicisti -si lascia sfuggire. Amo molto il punk-rock e l’atteggiamento dei musicisti che lo suonano. Punk e reggae sono sempre stati due universi vicini: basta guardare all’esempio dei Clash e dei Police. A mio avviso, un connubio tra questi due generi potrebbe davvero funzionare, mi piacerebbe fondare una band con queste prerogative".

Videocredits: Patrice/youtube