Parti intime: tra gatte, topi e farfalle

Articolo pubblicato il 01 giugno 2010
Articolo pubblicato il 01 giugno 2010
Ci accostiamo a un tema molto più intimo di quanto pensiate. Ecco la chiave di un'altra dimensione dell'integrazione europea, un piccolo dizionario della terminologia sessuale.

"Parti intime" è il riferimento più neutrale agli organi genitali maschili e femminili, che condividono i loro soprannomi con i "William" e "Frances" di tutto il mondo: il pene è chiamato più correntemente "willy" e la vagina "fanny". Dick è un soprannome più volgare, che deriva dal nome Richard. I bambini crescono leggendo di "Tom, Dick and Harry", un modo di dire del XVI secolo per descrivere un gruppo di persone, ma gli adulti sanno che un "Dick" non vale l'altro...

Per il divertimento si può sempre contare sui francesi. Il dipinto di Gustave Courbet del 1866, L'origine del mondo ("L'Origine du Monde"), che rappresenta un primo piano realista dei genitali femminili, non sollevò scandalo, ma ondate di ammirazione presso il Musée d'Orsay di Parigi. I "mangiarane" chiamano le parti femminili "la salle de fêtes" (la sala delle feste), mentre i tedeschi arrossiscono per la "Scham" (vergogna) o "Schambereich" (zona della vergogna). Ironicamente chiamano le memorabilia maschili "Gemacht", che deriva da "Macht", potere, un po' come gli italiani che brandiscono la loro "verga". È così anche in Spagna, dove tutti i riferimenti alle parti femminili sono negativi ("coñazo", da "coño" che significa vagina), e tutti quelli maschili sono espressioni colorite connotate positivamente ("es/eres la polla", o "è/sei il pene").

Come gli inglesi, anche i polacchi si riferiscono con discrezione al pacchetto maschile ("wyposazenie"). Spacchettandolo, gli italiani trovano un pisello o un uccello, e quest'ultimo rientra anche nel patrimonio "intimo" polacco ("ptak"). Ma fermiamoci qui,  e lasciamo ai francesi, ai polacchi, agli italiani e agli inglesi un po' d'intimità con i rispettivi animali: gatta (la chatte), topo (myszka), farfalla e castoro (castor).

Ilustrazione: Henning Studte