Parigi, solo a Ethicando c'è la pappa al pomodoro antimafia

Articolo pubblicato il 22 giugno 2012
Articolo pubblicato il 22 giugno 2012
E' il primo concept store dedicato ai prodotti coltivati sulle terre confiscate alla mafia, e si trova a.. Parigi. "In Italia sarebbe stato impossibile riunire tutti questi prodotti su un unico scaffale, c'è troppa rivalità tra le cooperative", rivela una delle due proprietarie. Noi abbiamo gustato per voi la pappa al pomodoro, e proviamo a spiegarvi la sua storia.
A cominciare dal profumo, un vero e proprio  "odore della legalità".

Una tazza ricolma di passata di pomodoro, due mini-bruschette ormeggiate su un mare di colore rosso acceso, un ambiente accogliente e due italiane che non finiscono mai di chiacchierare con i clienti. Tutto questo è Ethicando, il primo concept store dedicato ai prodotti delle cooperative sociali italiane. A Parigi, da quest’anno, è possibile mangiare la “pappa al pomodoro” antimafia. Tutti i prodotti alimentari esposti in vendita, e una buona parte di quelli cucinati in loco provengono, infatti, dai terreni confiscati dallo Stato italiano alla mafia e coltivati dalle cooperative sociali riunite sotto la grande rete di Libera. I gioielli, le borse e altri oggetti sono prodotti dai detenuti delle carceri italiane.

Ethicando si trova in rue de la Grange aux Belles ed è gestito da due italiane emigrate, Caterina Avanzi, di 30 anni, e Ludovica Guerreri, di 43. La sua superficie è di 65 metri quadrati, per un totale di 18 posti a sedere: “abbiamo voluto creare un locale accogliente, dove persone di qualunque età potessero passare le ore a chiacchierare”, spiega Caterina. Tutti i prodotti sono certificati bio e la loro qualità è garantita da un nome, quello di Libera, che dal 1995 non smette di educare alla cultura della legalità (nel 2012, l’associazione è stata inserita dal The Global Journal nella lista delle 100 migliori Ong).

La pappa al pomodoro che ho appena finito di gustare – troppo in fretta, per la verità, per seguire il ritmo della conversazione con Caterina e Ludovica – è composta dalla passata di pomodoro Siccagno Corleonese di Libera, prodotta nelle colline intorno a Corleone. Potrei finire l’aperitivo con un bicchiere di vino Centopassi, anche questo prodotto sui territori confiscati alla mafia. “Spesso si tratta di terreni che necessitano di essere bonificati, prima di poter servire alla coltivazione”. Mettere a frutto i terreni confiscati è un’operazione che riveste un grande significato simbolico: in questo modo si dimostra agli abitanti che le mafie perdono il controllo del territorio, e che dal loro dominio sterile e improduttivo può nascere lavoro e nutrimento per tutti.

Ethicando, a scanso di equivoci, non è un locale in franchising ma una vera e propria impresa delle due italiane: “dopo esserci conosciute al salone del Lusso sostenibile, ci siamo date appuntamento in un café di rue Oberkampf. Dalla nostra passione per il made in social è nato Ethicando”.

Ci sono possibilità che l’idea venga ripresa altrove? “Stiamo cercando partner locali a Bruxelles e a Berlino – dice Ludovica – ma devono condividere i nostri valori. Lavorare con le cooperative è un impegno etico, non è una scelta di comodo. I ritardi, le mancate consegne, l’ambiente difficile in cui queste si trovano a operare rende il nostro lavoro una vera militanza in favore della legalità”.

Tutte le foto: © Jacopo Franchi