Parigi, Giornata Europea delle Lingue: «Parlare la tua lingua è come abbracciarti»

Articolo pubblicato il 25 settembre 2008
Articolo pubblicato il 25 settembre 2008
In preparazione al 26 settembre, la Presidenza francese dell’Ue sottolinea l’aspetto umano e comunicativo dell’apprendimento linguistico. La conferenza stampa d’inaugurazione si apre con al musica degli Abba e si presenta come una «giornata di riflessione sugli stati generali del multilinguismo».

Waterloo degli Abba negli altoparlanti. Sarà la colonna sonora ufficiale della Giornata Europea delle Lingue di Parigi? Nel corso della conferenza stampa ufficiale tentuasi a Parigi il 16 settembre, vicino al Louvre, il Ministro della Cultura francese, Christine Albanel, e coloro che con lei dividevano la tavola rotonda, hanno spiegato come celebreranno questa giornata. D’altronde siamo in piena Presidenza francese, ricorda Albanel.

L’inglese globale non è la lingua di Virginia Wolf

(Foto: artypop/Flickr)A marzo il Ministro aveva rilasciato al giornale inglese The Telegraph un’intervista in cui dichiarava che la Presidenza francese «poteva essere un’occasione per incoraggiare l’uso di più lingue, al posto dell’inglese internazionale, o globale, che è una versione attenuata dell’inglese vero e proprio e non ha nulla a che fare con la lingua di Virginia Woolf». E continua: «c’è chi pensa che la diversità linguistica e culturale sia un ostacolo alla comunicazione», dice sostenendo che i francesi si stiano impegnando a valorizzare le altre lingue.

«Parigi, Francia, Europa», è la linea della filosofa di origine bulgara Julia Kristeva, tra i partecipanti alla confernza. Citando il detto del poeta francese Jean de la Fontane, «diversité c’est ma devise» (“diversità è il mio motto”), nel corso della conferenza ha preso in giro l’idea del Presidente Nicolas Sarkozy del «secolarismo positivo» della cultura francese, ribattezzandola «laicità iperpositiva»., Dopo di lei, è la volta della star della canzone portoghese Lio, che si è trasferita in Belgio da piccola per scappare dalla dittatura di Salazar. La cantante, con un cardigan sulle spalle, si scosta dalla fronte la frangia di capelli castani e promette di dare un tocco di hip-hop all’evento. «Se parlo la tua lingua è come se ti abbracciassi», dice l’artista, giudice dell’attuale edizione del reality show musicale francese, Nouvelle Star, sottolineando l’intimità che un rapporto guadagna se si impara la lingua dell’altro. Presente anche Rudi Wester, presidentessa del forum degli istituti culturali stranieri di Parigi (Ficep), che parla sei lingue, compreso il frisone dei suoi natii Paesi Bassi.

In linea con la strategia Ue a sostegno del multilinguismo, il commissario rumeno Leonard Orban, sarà a Parigi il 26 settembre, per quella che Albanel presenta come «una giornata di riflessione sugli stati generali del multilinguismo».