Paradiso fiscale: l'origine di un'espressione

Articolo pubblicato il 13 aprile 2016
Articolo pubblicato il 13 aprile 2016

L'oceano, acqua cristallina e conti poco trasparenti: spesso luoghi come questi sono le sedi dei "paradisi fiscali". Come sono chiamate queste oasi offshore nelle altre lingue, e da dove nasce l'uso di questa espressione? A quanto pare da un errore di traduzione.

Mare blu, spiagge immacolate e un cocktail sotto le palme. Fino al 3 aprile scorso, parlare di Panama evocava un simile paradiso terrestre. La pubblicazione dei Panama Papers ha legato invece questa località ai paradisi fiscali sparsi in tutto il mondo. L'imposizione fiscale assente o bassissima, il segreto bancario e le poche formalità contabili rendono certi Paesi dei veri rifugi finanziari per le società offshore.

Un caso di Euro English

L'espressione "paradiso fiscale" ha un'origine curiosa, dovuta a fenomeni di prestito linguistico e ad un probabile errore fonetico. Se si consulta lo IATE, il database terminologico dell'Unione europea, le lingue neolatine, germaniche e slave condividono la stessa idea di "paradiso": "paradis fiscal" in francese, "paraìso tributario" o "fiscal" in spagnolo, "Steuerparadies" in tedesco e "raj potadatkowy" in polacco. 

In inglese esistono due termini: "tax haven" è la definizione più familiare per un madrelingua anglofono. L'alternativa, "fiscal paradise", suona invece eccessivamente accademica alle orecchie di un inglese. Quest'ultima sarebbe infatti un esempio di Euro English: un'espressione "non autoctona" che si crea a partire dagli europei che parlano l'inglese come lingua straniera, e che spesso prendono in prestito strutture lessicali direttamente dalle loro lingue. Se si verificano le occorrenze per tax havenfiscal paradise nelle pubblicazioni in inglese, la frequenza d'uso della prima espressione è schiacciante rispetto alla seconda e sembra confermare questa tesi.

via Google Books Ngram Viewer

Ritorno alle origini

E qual è la connessione tra tax haven e paradiso fiscale? Sarebbe da ricercare in un errore fonetico. Secondo la linguista Licia Corbolante, i termini "haven" (rifugio, con un'etimologia simile al francese havre, "porto") e "heaven" (paradiso) possono risultare quasi omofoni per uno straniero. Non per un inglese, chiaramente. Quest'errore, diffuso nelle altre lingue attraverso il francese, avrebbe portato al largo e consolidato utilizzo dell'espressione "paradiso fiscale".

Tornando alle origini, tax haven risale agli anni '50 del Novecento, anche se la pratica delle società offshore è molto più antica. Già alla fine del XIX secolo alcune aree degli Stati Uniti e qualche isola britannica favorivano la segretezza finanziaria. Dei rifugi (haven) e dei porti (havre) dove tenere i propri affari al sicuro.