Paradise: love

Articolo pubblicato il 28 novembre 2012
Articolo pubblicato il 28 novembre 2012
Più che di turismo sessuale il regista austriaco Ulrich Seidl parla di una profonda solitudine e di una ricerca quasi disperata d’amore o per lo meno d’affetto. Teresa, la protagonista è una donna di mezz’età che, su suggerimento di alcune sue amiche coetanee, va in vacanza in Kenya in cerca di avventure sessuali con giovani del luogo, di cui le amiche raccontano meraviglie.

Il film procede con un ritmo sempre meno incalzante a mano a mano che si susseguono le relazioni di Teresa, piene di delusione, sfruttamento, inganno e in certa parte anche di razzismo. La donna bianca che sfrutta le “bellezze locali” ma si fa sfruttare a sua volta in cerca di quell’affetto e amore che probabilmente non conosce ormai da tempo. Determinata a trovare il proprio paradiso in un luogo paradisiaco, ha diverse avventure e si fa avvicinare da diversi giovani in cerca di turiste generose.

Il regista ci fornisce un quadro abbastanza duro e malinconico della ricerca del piacere a qualsiasi costo, dove l’illusione e la ricerca d’affetto sembrano essere i motori che spingono verso una crudele solitudine.

Lucia Milano