Paon: Ruota della fortuna?

Articolo pubblicato il 10 aprile 2014
Articolo pubblicato il 10 aprile 2014

Dato che un solo grup­po non gli ba­sta­va, Ben dei Tel­lers e Au­re­lio dei Lucy Lucy nel 2012 hanno de­ci­so di for­ma­re Paon. Dopo il loro primo EP del marzo 2013, sono ormai in 4 a la­vo­ra­re sul primo album, che do­vreb­be usci­re nel 2015. Re­cen­te­men­te, il quar­tet­to piu­ma­to è stato a Pa­ri­gi per il Cho­rus Fe­sti­val. In­ter­vi­sta lampo.

Cafébabel: Avete definito il vostro stile musicale "surf animale", ma cos’è esattamente?

Aurelio: Un delfino alla chitarra e una foca al basso nell’estremo nord francese, il Pas de Calais! (risate)

Jerem (bassista del gruppo): Abbiamo composto l’intero album in una casa che avevamo affittato, sulla costa del Pas de Calais. Abbiamo trascorso molto tempo lì e la spiaggia era a due passi. Quando abbiamo dovuto definire lo stile della nostra musica eravamo un po’ in difficoltà poi, ad un tratto, abbiamo visto un surfista. Dato che ci chiamiamo Paon (letteralmente: pavone, ndt.), ci siamo detti "facciamo surf animale!". È "surf" perché è divertente, ci spacchiamo di brutto…

Aurelio: Solo sul palco!

Jerem: Sì, certo, sul palco! Suoniamo perché ci piace davvero, per divertirci, come si fa col surf!

Cafébabel: Perché avete scelto Paon come nome del gruppo?

Aurelio: Allora, eravamo al mare… (risate)

Jerem: In reltà, il nome era stato scelto da un nostro amico per un suo progetto e noi glielo abbiamo rubato! O meglio, all’inizio era d’accordo poi, nel giro di due mesi, se n’è pentito! Ma noi avevamo già iniziato a lavorare con quel nome quindi non gli è stato più possibile recuperarlo. Comunque, il ragazzo è ancora un nostro amico! 

Paon - Shine Over Me

Ca­fé­ba­bel: Per­ché crea­re un nuovo grup­po quan­do già fa­ce­va­te parte di altre for­ma­zio­ni?

Jerem: Me lo chie­do an­co­ra oggi! 

Au­re­lio: Io e Ben, dopo le ri­spet­ti­ve tour­née, ci siamo ri­tro­va­ti ad af­fron­ta­re un pe­rio­do in­cer­to. Non ave­va­mo idea del fu­tu­ro dei no­stri pro­get­ti, era­va­mo un po’ spae­sa­ti. Ave­va­mo vo­glia di di­ver­tir­ci e così ci siamo messi a suo­na­re, sem­pli­ce­men­te per il pia­ce­re di farlo! Poi, quel­lo che ne è usci­to fuori ci è pia­ciu­to, siamo stati in stu­dio di re­gi­stra­zio­ne e pre­sto si è pre­sen­ta­ta l’oc­ca­sio­ne di apri­re i con­cer­ti di Alt-J e delle Bri­git­te

Jerem: Fa­ce­vo parte dello stes­so grup­po di Au­re­lio. Lui e Ben di­ce­va­no che non avreb­be­ro preso alcun mem­bro dai loro grup­pi pre­ce­den­ti. Ed io, dopo un anno al­l’e­ste­ro, non stavo più in nes­sun grup­po. Un gior­no ho suona­to in una jam ses­sion con loro, gli è pia­ci­to quel­lo che fa­ce­vo alla chi­tar­ra e quin­di hanno de­ci­so di te­ner­mi. 

Au­re­lio: Leo (il bat­te­ri­sta, ndlr), è un "co­no­scen­te di un co­no­scen­te". Ci siamo tro­va­ti a suo­na­re in­sie­me per caso ma, sin dalla prima prova, ab­bia­mo ca­pi­to che avreb­be ap­por­ta­to qual­co­sa di in­te­res­san­te al grup­po. Il suo tocco per­so­na­le è molto par­ti­co­la­re. 

Jerem: Ab­bia­mo tutti altre val­vo­le di svogo al di fuori del pro­get­to Paon. Leo ha un grup­po un po’ svi­ta­to di acu­sti­ca psi­che­de­li­ca, Ben ha i Tel­lers, Au­re­lio ha i pap­pa­gal­li­ni (ri­sa­te), ma ca­ta­liz­zia­mo tutto su Paon!

DA ASCOL­TA­RE: 'Shi­ne Over' (EP -2013)