Panama Papers: storia di una Gran Bretagna a due facce

Articolo pubblicato il 12 aprile 2016
Articolo pubblicato il 12 aprile 2016

(Opinione) Le ripercussioni dello scandalo del Panama Papers non hanno risparmiato il Regno Unito; Tra i nomi nei documenti figura quello di Ian Cameron, il padre del Primo Ministro inglese, scomparso nel 2010. Ieri David Cameron ha ammesso di aver beneficiato delle quote nella società offshore. E' una notizia? Certo. Ma è scioccante? Non proprio...

«L'evasione fiscale non è solo illegale, è immorale. Chi evade le tasse dovrebbe essere trattato alla stregua di un comune ladro».

Non avrei saputo esprimermi meglio, ma è ancora più sorprendente che queste parole vengano dalla bocca di George Osborne, Ministro del Tesoro britannico. Sfortunatamente questa frase è stata da lui twittata 18 mesi fa, e non ora che il suo best friend David Cameron è stato colto in fallo. Mi sto ovviamente riferendo allo scandalo Panama Papers. Gli 11,5 milioni di documenti riservati svelati raccontano di centinaia di società offshore create ad hoc per ricchi e potenti personaggi, allo scopo di mantenere il loro denaro al riparo dalle mani del fisco. Sui documenti trapelati si possono trovare anche nomi di alto profilo politico, come quelli di Vladimir Putin, David Cameron, del primo ministro islandese Gunnlaugsson e del presidente ucraino Poroshenko.Ma quanto è davvero sorprendente lo scandalo Panama Papers? Certo, è bene che cose del genere vengano ribadite di tanto in tanto. Ma in fondo tutti noi lo sapevamo già, non è così? Tantissime persone abbienti sarebbero capaci di smuovere mari e monti pur di proteggere il proprio denaro. Non sia mai che essi contribuiscano in misura equa alla collettività. Cosa c'è di nuovo, in fondo? 

Due pesi e due misure

Questo non significa che non dovremmo sentirci indignati. Questo scandalo è solo l'ultima prova che viviamo in una società composta da due gruppi che giocano secondo regole diverse. Se è un ministro Tory (appartenente al partito Conservatore, n.d.r.) ad aver commesso una frode con soldi pubblici, egli non dovrà nemmeno mettere in conto di restituire alla collettività anche solo una piccola parte di quello che ha sottratto. Quello che otterrà sarà al più una tirata d'orecchi. Se a commettere lo stesso reato è invece qualcuno non appartenente all'elite lo attendono dieci o più anni di galera. Qualche giorno fa, l'8 Aprile, Cameron ha ammesso di aver beneficiato dei fondi di investimento offshore del padre, ma nonostante ciò non sembra avere alcuna intenzione di dimettersi. Come mai sembriamo nutrire un naturale sospetto nei riguardi delle classi inferiori della società, sembrando invece apparentemente ciechi quando si tratta dei suoi vertici? Forse è perché pensiamo l'elite ha ottenuto quel posto così in alto sulla base del merito? Questo però è altamente improbabile, dal momento che la Gran Bretagna uno dei livelli di mobilità sociale più bassi del mondo sviluppato. In un mondo governato dalle pari opportunità, Boris Johnson sarebbe forse stato un bravo operatore finanziario, ma di certo non un potenziale Primo Ministro.

Questione di differenze e di pregiudizi

In Gran Bretagna il contrasto tra questi due gruppi sociali non è mai stato così marcato. In un periodo in cui coloro che si trovano più in basso nella scala sociale vengono spremuti fino all'ultimo centesimo, chi si trova "ai piani alti" accumula sempre di più, facendo oltremodo di tutto per non condividere i propri guadagni con la collettività. Ma c'è di più. I Tories, autodefinitisi "il partito per i lavoratori" durante l'ultima campagna elettorale, non provano attualmente alcuna vergogna nel dare ai 20% dei più ricchi del Regno Unito gli stessi benefit riservati ai 20% più poveri. In altre parole, per i benestanti in Gran Bretagna nel 2016 sarà Natale tutto l'anno. Essi difatti ricevono regali di cui non hanno bisogno, pagati con soldi di persone che a malapena possono permettersi beni di prima necessità. Si tratta della nuova normalità, dove una persona viene automaticamente considerata un poveraccio o uno scroccone se necessita dell'assistenza dello Stato per mantenersi. I burocrati, dal canto loro, fanno fare salti mortali ai richiedenti assistenza per assicurarsi che in qualche modo essi "meritino" i benefit che ricevono. "The poor and the needy are selfish and greedy" suona un testo degli Smiths, particolarmente significativo per la sua intrinseca assurdità. Ebbene, in qualche modo è diventato il mantra della società moderna. E' una realtà vile, in cui le persone che faticano ad arrivare a fine mese sono costrette a lottare a causa delle proprie scelte di vita. Un chiaro esempio di questa "demonizzazione della classe lavoratrice", come l'ha descritta il giornalista Owen Jones, è una misura che Iain Duncan Smith ha proposto nel 2014. L'ex segretario per il Lavoro e le Pensioni – dimessosi di recente per i tagli agli assegni di disabilità, da lui ritenuti ingiusti – aveva proposto di accreditare i pagamenti alle persone che ricevono sussidi utilizzando delle "carte intelligenti". Così facendo si sarebbero costrette queste persone a spendere il proprio denaro in cibo ed altri beni essenziali in un numero di negozi limitato. L'idea fu trattata con talmente tanta sufficienza che Duncan Smith dovette abbandonare la proposta, ma questo mostra bene quale sia la posizione dei Tories in merito: chi riceve un aiuto dallo stato è probabilmente un alcolista o un giocatore d'azzardo incallito.

"Risparmiate la vostra rabbia per la cabina elettorale"

Inutile dire che le cose sono molto diverse in "alto", dove praticamente non esiste nessun controllo del genere. Nonostante il fatto che l'evasione fiscale costi al Tesoro 70 volte più delle truffe sui benefit concessi dallo stato, il dito rimane sempre puntato a quelle persone che sono continuamente oggetto dei tagli alla spesa. Ovviamente possiamo immaginarne il motivo. I Cameron non hanno solo tratto profitto dai paradisi fiscali, ma il leader conservatore è anche personalmente intervenuto per assicurarsi che l'Unione Europea non mettesse mano a queste ombrose realtà offshore. Il ché è un eclatante abuso di potere per servire un interesse personale. Nell'ultimo finesettimana Cameron ha pubblicato la propria dichiarazione dei redditi e le relative tasse pagate, incoraggiando George Osborn ed altri Rappresentanti a fare altrettanto, ma il fatto rimane. È una notizia questa? Certamente. Ma non è sorprendente, a dirla tutta. Quello che è veramente scioccante è che non importa quante di queste storie vengano alla luce, nulla sembra comunque mai cambiare. Continuiamo a votare per le stesse persone, o rimaniamo a casa il giorno delle elezioni perché siamo convinti non sia importante, in fondo. In altre parole, quando le prossime elezioni verranno tutto sarà perdonato o – più probabilmente – dimenticato. E tutto ricomincerà da capo, esattamente come prima.

Risparmiate la vostra rabbia per la cabina elettorale, vi sarà più utile.

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Pubblicato dalla redazione locale di cafébabel a Londra.