Palestra svedese ... ?

Articolo pubblicato il 04 novembre 2008
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Articolo pubblicato il 04 novembre 2008
Gli svedesi sono dappertutto, anche dove non ti aspetti. Avete detto palestra? Quaranta donne sudate, uno o due uomini dall’aria smarrita, code di cavallo che fendono l’aria, un odore acre di sudore: penserete si tratti di un banale circolo sportivo, e invece no, benvenuti nella PALESTRA SVEDESE.

Ebbene si, non gli basta essere i primi della classe in Europa con il loro stato sociale diventato la panacea di tutti i nostri mali, gli svedesi, e le svedesi ovviamente, sono anche, bisogna ricordarlo, tutti potenziali modelli e top model. Quindi, visto che la rivalità femminile è quella che è, mi sentivo poco portata a coltivare un’amicizia franco-svedese...a meno che queste bellezze nordiche non si decidano a svelarci i loro segreti di bellezza.

Ma andare in una palestra svedese serve anche a scoprire che i corpi da sogno, le gambe sottili e slanciate delle nostre compatriote europee non sono solo un dono della natura ma anche il frutto di un duro lavoro. Rassicurante!

Ed eccomi qua, dopo essermi divertita durante l’estate a prendere in giro queste orde di donne alle prese con movimenti ridicoli, eccomi con loro, io bruna magrolina e piccola con gli occhi scuri (antitesi della svedesona bionda con gli occhi azzurri) decido di prendermi la rivincita e tentare la fortuna.

Naturalmente ci vado con un’amica e durante la lezione, non riuscendo a seguire ancora questi sorprendenti esercizi, ridacchio spesso con lei. Ciononostante l’impossibile accade: mi piace e voglio tornarci.

Il concetto è abbastanza semplice: saltelliamo, facciamo addominali, flessioni, sempre senza smettere di dondolarci seguendo un ritmo indiavolato. In più, tutti i movimenti delle gambe sono accompagnati da una leggiadra coreografia delle braccia, e qui le cose si complicano! Riuscire a coordinare il tutto non è cosa da poco e immediatamente l’obiettivo principale diventa quello di evitare di andare a sbattere contro le altre. Ma non ho certo intenzione di lamentarmi, per una volta che la mia esperienza e i miei riflessi da tamponatrice d’auto servono a qualcosa!

Completamente conquistata ci ritorno ancora. L’atmosfera è gioiosa e simpatica, ma basta sfottere stupidamente. Mi impegno davvero perché ho capito che per un’ora durante il corso va in scena l’amore fra europei. E si, man mano che prosegue il corso e che i miei muscoli si rafforzano, crescono anche la mia gratitudine e la mia amicizia per questo paese così lontano che è la Svezia!

p.s : Mi scuso con tutte le svedesi che non sono bionde, alte e con gli occhi azzurri!

 Aurore Abdoul-Maninroudine

Traduzione: Silvana Fancello