Palermo si accende per l'Autismo

Articolo pubblicato il 03 aprile 2016
Articolo pubblicato il 03 aprile 2016

Ieri si è svolta al teatro Politeama la fiaccolata per l'Autismo nella Giornata nazionale dedicata alla malattia. L'evento, voluto dalla FIA e organizzato dall'Associazione Onlus "ParlAutismo" di Palermo, ha dato voce alle tante famiglie e ai loro figli affetti da questa patologia. Musica e momenti di riflessione per fare luce su un problema dai gravi risvolti sociali. 

“Insieme per inseguire un sogno chiamato normalità”. Questo è l’auspicio dei tanti genitori che ieri, dal palco di un Politeama illuminato di blu, hanno dato voce e spazio ai propri figli affetti da autismo. Momenti di musica, commozione e riflessione hanno costituito le trame di una serata legata da un unico filo rosso: la conoscenza di una malattia di cui si parla sempre meno e la rivendicazione dei diritti delle famiglie per i loro ragazzi autistici.  Una malattia quanto mai insidiosa, che da un lato frena l'integrazione sociale del malato, e contestualmente lo fa ritirare in un mondo interiore. L’evento voluto dalla FIA (Federazione Italiana Autismo) e organizzato dall’Associazione ParlAutismo Onlus di Palermo, ha visto la partecipazione di molte personalità del mondo della politica nazionale e regionale. Proprio a queste, le famiglie che ogni giorno con forza, amore e coraggio vivono le difficoltà che comporta avere un figlio affetto da autismo, hanno rivolto vari appelli contro l’inefficacia e la lentezza delle istituzioni, contro i pasticci amministrativi per il riconoscimento dell’invalidità, contro il mancato riconoscimento della diagnosi di autismo al 18° anno e contro l’assenza di leggi per l’inclusione lavorativa di questi soggetti, che molto spesso, in Italia, non hanno un futuro.

Le performance davanti al Presidente della Repubblica

Davanti agli occhi del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando e al sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, Davide Faraone, si sono esibiti moltissimi ragazzi autistici, accompagnati sul palco dai propri genitori. In un Politeama gremito, ogni performance è stata sottolineata da fragorosi applausi. Durante le esibizioni, gli altri ragazzi in platea abbracciati ai propri genitori, esprimevano tutta la loro felicità. Daniele, 12 anni, ha cantato “Come un pitttore” dei Modà, poco dopo aver suonato un pezzo al pianoforte. Poi è il turno di un altro ragazzo pronto a suonare "What a wonderful world" alla batteria. Ma l'esibizione non può cominciare senza che gli vengano date le "sue" bacchette, perché con altre non gli sarebbe stato possibile suonare.  

Poesie e lettere, recitate proprio da questi ragazzi speciali, hanno commosso l’intero pubblico. Una delle più toccanti è quella di una madre, Tiziana Amato che rivolgendosi alla platea ha voluto portare la sua testimonianza: «La mia famiglia per anni ha conosciuto solo medici, abbiamo vissuto un calvario per mio figlio Alessio. Poi ho conosciuto voi dell’Associazione e la mia vita è cambiata. Non mi sono sentita più sola. Con voi sto bene perché insieme ci capiamo. Non proviamo imbarazzo se i nostri figli speciali manifestano le loro bizzarre caratteristiche. Io e la mia famiglia ce l’abbiamo fatta, abbiamo un grande dolore ma ora riusciamo a fare tutto. Oggi ho fatto una grande conquista, ho condotto la mia vita sociale anche in mezzo ad amici che non vivono il nostro problema. E io non ho imbarazzo, da loro riceviamo amore, calore e solidarietà. I nostri figli sono alla pari. Esiste mio figlio con il suo problema, ma ora posso dire che esistono anche mio marito e i miei due altri figli. Possiamo farcela, non dimenticatelo».

A smorzare la commozione creatasi all’interno del teatro, ci ha pensato Pif, testimonial della serata. Che tra una battuta e l’altra ha ammesso: «Sono felice di essere qui stasera. Non sono parole di circostanza, ma oggi per la prima volta tra un’esibizione e l’altra, ho immaginato anche solo per un momento, cosa significhi essere autistico e quanto sia grande l’impegno e la forza di questi genitori». Non solo momenti di spettacolo ed intrattenimento ma anche di riflessione e denuncia. I genitori saliti sul palco hanno chiesto più impegno alle istituzioni regionali e nazionali per migliorare i servizi sanitari adatti ai loro figli. Servizi spesso inadeguati o troppo costosi. Si è parlato della prospettiva lavorativa dei soggetti autistici che in Italia è praticamente inesistente: l’80% degli adulti autistici non ha un’occupazione o un impiego a tempo indeterminato. Il problema riguarda anche la scuola: mancano soldi e investimenti nella formazione di insegnanti di sostegno, spesso inadeguati nel seguire professionalmente i soggetti autistici. E così i bambini affetti dalla patologia non possono ricevere alcun tipo d’istruzione. Durante la serata emerge un quadro nero per quanto riguarda il futuro che questi ragazzi saranno chiamati a vivere. Un padre denuncia: «Dopo la mia morte e quella di mia moglie, mio figlio per lo Stato italiano dovrà vivere in una comunità alloggio, perché non esistono centri specifici che lo possano accogliere. Le comunità alloggio, ovviamente, non sono adibite alla riabilitazione terapeutica e in questi luoghi i soggetti ospitati vengono sedati con la somministrazione di psicofarmaci. È questo il futuro che avrà mio figlio?».

Al termine della serata, Piazza Politeama si è accesa grazie alle fiaccole tenute dalle centinaia di persone che con indosso la maglietta bianca dal logo blu, simbolo dell’Associazione, per fare in modo che ogni giorno, per questi genitori e per i loro ragazzi, sia il 2 aprile. Proprio fuori dal teatro abbiamo intercettato il sindaco Leoluca Orlando che ha sottolineato così l’importanza di queste manifestazioni: «Oggi Palermo ha capito che gli autistici sono persone che hanno diritto alla normalità. Non bisogna applaudirli solo perché sanno cantare o suonare». Il sindaco commenta così l’impegno dell’amministrazione comunale sul fronte autismo: «In questa serata è stato, forse, l’unico soggetto a non ricevere critiche. Garantiamo l’assistenza specialistica, i percorsi di riabilitazione individuali, garantiamo gli ausili tecnici. Il problema riguarda la crisi della politica e la legislazione italiana».

Pif e il futuro dei soggetti autistici

Il testimonial della serata, Pif, subissato dai numerosi fan, ci dice: «Viviamo in un Paese in cui basta avere un minimo di difficoltà per essere tagliati fuori. Oggi i genitori con ironia hanno raccontato situazioni ridicole che onestamente non conoscevo. Il fatto che dopo i 18 anni i soggetti autistici cambino ‘status’ e le istituzioni chiedano alle famiglie se il figlio sia guarito o meno, è quasi offensivo. È importante informare la gente e poi sperare che questa s’indigni. Devono migliorare i servizi, la gente dovrebbe pagare le tasse e poi lo Stato dovrebbe dare priorità a certe situazioni. Un ragazzo autistico che perderà i genitori, come madre natura prevede, rimarrà praticamente da solo, ed è inaccettabile. Fortuna che esistono genitori con questa grande forza, il Paese va avanti grazie a loro».

Più ottimista e speranzoso Davide Faraone: «Da queste manifestazioni è nato tutto quello che negli anni si è riusciti a fare per l’autismo. È nato l’impegno della Rai per promuovere la ricerca, è stata approvata dal Consiglio dei Ministri la prima legge sull’autismo. Non dobbiamo vedere tutto nero. Certo c’è ancora molto da fare, ma oggi siamo qui per certificare qualche successo ottenuto e per sensibilizzare la città di Palermo. Qualche passo in avanti è stato fatto, non dobbiamo fermarci».

Lentamente la folla si dirada, le fiaccole si spengono in una città che ha imparato a guardare all’autismo con occhi diversi e che ha saputo rispondere positivamente ad una serata di amore e solidarietà.