Palazzolo e il palazzone

Articolo pubblicato il 06 marzo 2015
Articolo pubblicato il 06 marzo 2015

Dal palazzone di Roberto Helg ai gelati e l'antica pasticceria di Santi Palazzolo, due modi diversi di vivere il lavoro e la sicilianità.

Chi arriva con la nave trova Palermo piuttosto affascinante: con la sua architettura arabo-normanna sembra una piccola e decadente Istanbul del Tirreno. Volgendo lo sguardo a ovest, ancora dal ponte di un’imbarcazione, c’è solo una cicatrice che interrompe il bel dialogo tra campanili, cupole, macchie verdi di secolari ficus e antichi palazzi nobiliari in pittoresca armonia con il disordine della zona portuale; si tratta del vero grattacielo di Palermo, uno scatolone di cemento armato costruito lungo la costa dell’Arenella che fa da cesura, come una ciminiera, tra il blu del mare e l’azzurro del cielo.

Un edificio la cui pianta si è fatta spazio scavando le pendici di Monte Pellegrino, che ospita le spoglie di Santa Rosalia, protettrice della città. Una torre fortificata, elevata su ben 13 piani per ospitare appartamenti di pregio, talmente sovrastante che quando soffia forte il vento, l’ascensore è solito bloccarsi ai piani alti.

Tra questi opulenti esavani c’è anche l’appartamento di Roberto Helg, ormai ex Presidente della Camera di Commercio e Vicepresidente Gesap, che promuoveva la legalità nel nome di Libero Grassi, ora finito agli arresti per aver intascato una mazzetta. Nelle tre ore di interrogatorio presso il Carcere Pagliarelli, dopo l’arresto, Helg ha usato proprio l’appartamento del grigio palazzo per difendersi, spiegando che è pignorato per i troppi debiti e che ha compiuto il reato perché bisognoso.

"La natura dà i suoi gelati"

Santi Palazzolo, il suo accusatore, è presente a Palermo con un tono decisamente più dimesso. Per la sua pasticceria non lancia le roboanti campagne pubblicitarie di alcuni concorrenti, ma da anni mantiene un’unica, sbiadita affissione in viale Lazio, con lo slogan “La natura dà i suoi gelati”: un richiamo alla semplicità e alle origini, visto che Santi Palazzolo senior fondò l’antica pasticceria a Cinisi quasi un secolo fa, nel lontano 1920.

Ne hanno di storia, i Palazzolo: tanto che nei due dopoguerra il gelato al pistacchio invenduto era forse l’unico conforto dei bambini del paesino. La crescita della pasticceria di via Nazionale è stata legata proprio all’aumento delle ricorrenze dei concittadini (battesimi, matrimoni), tanto che i maligni si domandano come possano i Palazzolo non essere scesi a patti con i BadalamentiTano Badalamenti è l’assassino di Peppino Impastato - essendo anche loro a “cento passi” dal covo di una delle più violente famiglie mafiose. Ai dubbi fanno da contraltare altre leggende, che vogliono Leonardo Sciascia in persona ad eleggere i buccellati della pasticceria come i più buoni di tutta la Sicilia. Poi, la modernizzazione: l’accademia dei maestri pasticcieri, lo showroom dell’Aeroporto “Falcone-Borsellino” e un bistrot addirittura nell’alta Normandia, a Rouen. E la cronaca di questi giorni, con un nuovo capitolo che fa onore ai predecessori, Santi senior e Vito Palazzolo. La vicenda sembra aver gettato in stato di shock la Sicilia: Rita Borsellino su "Repubblica" tuona contro “parte della società che ha fatto della legalità una convenienza”, mentre la vedova di Libero Grassi al "Corriere della Sera" ha raccontato incredula le tante volte in cui ha diviso con Helg un palco sulla legalità.

Ora sembra esserci un’Antimafia buona e una cattiva, e anche se il procuratore Scarpinato ricorda che purtroppo questo non è il primo caso di tradimento, e che in passato si è proceduto anche contro imprese iscritte ad Addio Pizzo, la polemica e lo scetticismo sembrano ingoiare tutto, persino la denuncia di Santi Palazzolo, additato da più parti come uno che si è semplicemente vendicato per una vecchia storia di royalties aeroportuali.

Ma per una volta sarebbe bene semplificare – le intercettazioni parlano chiaro – e accettare che, come in un film Disney, la sbiadita affissione Palazzolo di Viale Lazio brilla più della luccicante legalità arroccata sui palazzoni.