Paesi Bassi: alla disperata ricerca della stabilità politica

Articolo pubblicato il 11 giugno 2010
Articolo pubblicato il 11 giugno 2010
Il Partito del Popolo per la Libertà (VVD, destra liberale), ha vinto le elezioni legislative olandesi del 9 Giugno 2010. Ma con 31 seggi su 150, è subito tallonato dal Partito Laburista (PvdA) con 30 seggi, e dal Partito per la Libertà (PVV), del populista Geert Wilders, con 24 seggi.
Secondo la stampa europea, è difficile prevedere se Mark Rutte, leader del VVD, sarà in grado di formare un governo più stabile rispetto a quello del suo predecessore, il democristiano Jan Peter Balkenende.

Trouw - Paesi Bassi : «Verso un governo centrista?»

La rassegna stampa europeaIn relazione alla vittoria elettorale del Partito liberale di centro-destra VVD, il quotidiano di estrazione cristiana Trouw ha reso noto i suoi timori riguardo il fatto che i Paesi Bassi possano uscire divisi da questo scrutinio: «L'esito delle elezioni ha messo in evidenza l'esistenza di un paese che esprime a livello politico il suo carattere secolare, oggi più che mai, attraverso un movimento che dimostra il bisogno della pace sociale. [...] Il PVV (Partito per la Libertà, xenofobo) è il grande vincitore, ma non ha reali possibilità che la sua vittoria possa fare la differenza. [...] Questo risultato attribuisce ai dirigenti del VVD e del PvdA, Mark Rutte e Job Cohen, una maggiore responsabilità: devono trovare un nuovo equilibrio tra l'individuo e la comunità, in un paese le cui caratteristiche stanno mutando a causa della globalizzazione. L'affermazione del PPV, seppur inquietante, dev'essere presa sul serio, e questo compito diventa urgente quanto la lotta contro la crisi economica.  Viste le posizioni estreme di questo partito, non sembra illogico cercare la soluzione del problema in un partito moderato di centro». (Articolo pubblicato il 10.06.2010)

Il Sole 24 Ore – Italia : «Wilders, il programma islamofobo»

Il vero vincitore delle elezioni olandesi è il populista di destra Geert Wilders, il cui Partito per la Libertà (PVV) ha ottenuto 24 seggi parlamentari, scrive il giornale economico Il Sole 24 Ore: «Incentrare la campagna elettorale su delle questioni economiche non ha danneggiato Wilders. La sua crociata contro gli immigrati e l'Islam ha trovato dei sostenitori, sebbene questi temi non siano oggi al centro del dibattito. Il suo partito si propone di imporre una tassa sul velo, di porre un limite all'immigrazione dai paesi musulmani, di proibire il Corano, di vietare la costruzione delle nuove moschee, di chiudere le scuole islamiche e di reclutare 10.000 poliziotti supplementari per garantire quel livello di sicurezza che i Paesi Bassi hanno perduto. Il tutto condito con un maggior livello di stato sociale, da cui gli immigrati (circa 3 milioni su una popolazione totale di circa 16,5 milioni) devono essere esclusi». (Articolo pubblicato il 10.06.2010)

De Standaard – Belgio : «Un provincialismo inconcepibile»

Sarà difficile formare una coalizione stabile nei Paesi Bassi. Pertanto, i vicini del Belgio si trovano in una posizione migliore rispetto a quest'ultimo, scrive il quotidiano belga De Standaard: « La conformazione geografica della regione non è semplice, perché anche i Paesi Bassi devono far fronte a una paesaggio politico piuttosto frammentato. Ma è positivo il fatto che l'obiettivo del nuovo governo sia già determinato e che le proposte per le trattative tra i vari partiti siano già sul tavolo. Il dado è tratto. Questo dà ai Paesi Bassi un margine di vantaggio rispetto al Belgio, dove i un lungo periodo di trattative per la formazione del nuovo governo è alle porte (le elezioni si terranno domenica 13 giugno). Tuttavia anche negli stessi Paesi Bassi, che sono solitamente più aperti al confronto rispetto agli altri paesi europei, le discussioni si svolgono per la gran parte in una sorta di isolamento. E non si dibatte né sul ruolo che deve assumere l'Europa in questo periodo di crisi, né sul rapido trasferimento dei poteri verso Est a livello internazionale. Questo provincialismo, che sta caratterizzando anche la campagna elettorale belga, è inconcepibile». (Articolo pubblicato il 10.06.2010)

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Foto : Meneer de Braker (Akbar2)/flickr