Pacchetto d'aiuti: il compromesso fasullo di Tsipras

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 25 febbraio 2015

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Atene e il ministro delle finanze europeo sono giunti ad un accordo per prorogare il pacchetto di aiuti finanziari. Domenica il governo greco ha inviato un elenco di proposte di riforma al suo partner. I critici leggono il compromesso come una sconfitta per il governo di Alexis Tsipras, altri ritengono che al prossimo round ci si possa aspettare più accondiscendenza.

Huffington Post: Tsipras ha fallito i suoi obiettivi; Spagna

L’intesa raggiunta domenica l’eurogruppo e Atene, per il governo Syriza non significa altro che non essere riusciti a mantenere le promesse elettorali. Carlos Carnero, direttore della Fundación Alternativas, al giornale della sinistra liberale El Huffington Post dichiara: “effettivamente  può riassumersi il tutto in una frase: Syriza dopo la vittoria elettorale non ha riconosciuto valido il programma di salvezza firmato dal precedente governo per poi accettarlo in tutti i suoi punti il 20 febbraio. E Tsipras farà lo stesso con il terzo pacchetto d’aiuti se non cambierà di 180 gradi la sua tattica e la sua strategia in Europa. Al leader sono sfuggite un po’ di cose, come il fatto che la sua legittimità di capo del governo non è maggiore di quella dei suoi colleghi d’ufficio di tutti gli altri paesi dell’eurozona.” (23.02.2015)

Welt am Sonntag: Tsipras potrebbe vincere le prossime sfide; Germania

Dopo il compromesso raggiunto venerdì, il premier greco Alexis Tsipras può sperare in una certa accondiscendenza nelle prossime trattative con l’eurogruppo. Il settimanale conservatore Welt am Sonntag ritiene che:  "un effettivo taglio del debito è improbabile, ma non una proroga della scadenza o degli interessi inferiori per i crediti d’aiuto. Non appena è sembrato che l’attuale compromesso riuscisse ad avere la firma della pragmatica Angela Merkel, nonché del severissimo Wolfgang Schäuble, qualcuno ha detto che l’Europa era pronta per un altro passo. Se Tsipras si dissuade dal perseguire la via errata, potrebbe valere la pena ribaltare le fondamentali riforme strutturali per l’economia greca e  rinunciare a piccoli successi. Soltanto quando il paese tornerà ad essere competitivo ci saranno delle chance di ripagare almeno parzialmente il credito d’aiuto. Il preludio della disfatta di Tsipras potrebbero allora comparire al secondo e terzo round”. (22.02.2015)

Pitsirikos: i greci indeboliscono il governo con la bank-run; Grecia

Secondo quanto riportano i media, in Grecia i depositi a risparmio sono scesi al livello più basso dall'inizio della crisi nel 2009. Manifestazioni di solidarietà qui e là, mentre ogni giorno i cittadini portano oltreconfine svariati milioni di euro pugnalando alle spalle il governo greco. Il blogger Pitsirikos è critico: "Non è stato necessario che gli interlocutori dell'UE provocassero un problema di liquidità [per spaventare la Grecia], se ne sono occupati i greci stessi, esigendo allo stesso tempo dal governo il suo profondo impegno nelle trattative.  Ebbene, chi pensava di aver coperto le spalle al governo durante le trattative prelevando i propi soldi dalla banca e credeva che la Germania e gli altri paesi membri non se ne accorgessero, non ha proprio idea di cosa stia succedendo. Noi cittadini abbiamo comunque assistito al negoziato, malgrado la maggior parte dei greci pensino di non essere per niente toccati dalla cosa". (21.02.2015)

Irish Independent: Berlino riprende il timone; Irlanda

L'Europa dovrebbe ringraziare Berlino per aver rimesso la Grecia in riga nella negoziazione del debito. Sul quotidiano conservativo Irish Independent si legge: "L'Europa e la Grecia questa settimana proseguiranno i negoziati. E' necessario restare uniti perché la posta in gioco è molto alta, benché l'esito sia scontato. Il programma d'aiuti - se così lo si può chiamare - è stato prolungato, ma non c'è da illudersi: la Grecia sarà messa ancora più sotto pressione, e non soltanto dalla Germania. [...] Tre anni fa, l'allora ministro degli affari esteri polacco Radosław Sikorski disse che solo una cosa lo spaventava più del negoziare tedesco: il non negoziare. La settimana passata siamo stati nuovamente testimoni del negoziare tedesco. Il resto d'Europa dovrebbe esserne consapevole e grato." (22.02.2015)

Foreign Policy , un parere dall'esterno: il diktat di austerità tedesco porta l'Europa sull'orlo del baratro

La politica di austerità imposta da Berlino  ha degli esiti disastrosi in tutta Europa e deve essere assolutamente fermata. La rivista specializzata statunitense Foreign Policy lamenta che: "la politica partorita dal governo di Angela Merkel che è stata messa in pratica dall'eurocommissione a Bruxelles e mitigata talvolta dalla BCE di Francoforte, il più delle volte viene imposta incondizionatamente e resta comunque un disastro. Le attuali misure - un risparmio eccessivo e la decurtazione dei salari, l'accondiscendenza verso le banche, nessun riscadenziamento del credito né adattamento almercantilismo tedesco - portano l'Europa sull'orlo del baratro. [...] Un 'compromesso' che sposti il corso della Merkel anche solo di un millimetro adesso sarebbe uno sbaglio.  Dev'essere messo in discussione e abrogato." (22.02.2015

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