Operazione "Mos Maiorum": la caccia agli immigrati in Europa

Articolo pubblicato il 23 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 23 ottobre 2014

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Mos Maiorum è un’operazione poliziesca con cui, dal 13 al 26 ottobre, si cerca di aumentare i controlli sugli immigrati clandestini in tutti gli Stati appartenenti alla zona Schengen.[Opinione] 

 «Non siamo affatto dei criminali !», rispondono gli  Afgani che vivono nella chiesa di San Giovanni Battista al Beghinaggio a Bruxelles, dopo aver chiesto la loro opinione sull’operazione Mos Maiorum. Coordinata dall’Italia, quest’iniziativa mobilita dal 13 al 26 ottobre ben 20.000 poliziotti negli Stati appartenenti alla zona Schengen con l'obiettivo di aumentare i controlli di identificazione alle frontiere e nei luoghi pubblici. Secondo un documento ufficiale pubblicato dall’ONG Statewatch, l’operazione è volta ad «arrestare gli immigrati clandestini» al fine di «identificarli» e di «indebolire le organizzazioni criminali che favoreggiano l’immigrazione clandestina». Criticata da alcuni partiti e dalle ONG che proteggono i migranti, Mos Maiorum non passa né inosservata né per imprevedibile. In tutta Europa, l’opinione pubblica si è mobilitata per informare i clandestini e protestare contro quella che è stata definita «la caccia all’uomo». Su Twitter, vari politici francesi dei Verdi hanno twittato il messaggio: «Stop all’espulsione» a colpi di hashtag e foto

Chi sono i clandestini minacciati da quest'operazione?

Le strade che li portano all’illegalità sono tante. Coloro che si trovano in una “situazione di irregolarità” sono studenti, lavoratori, genitori. Se ne contano dai 150 000 ai 450 000 (meno dello 0,01% della popolazione europea, nda) e non sono provvisti di un prezioso documento: il permesso di soggiorno. L’apritisesamo per vivere senza paura della polizia o dell’espulsione, che permette soprattutto di beneficiare di diritti politici, economici e sociali. Basta un visto d’ingresso non rinnovato o una richiesta d’asilo o del permesso di soggiorno respinta e la persona perde il suo diritto di soggiorno. C’è chi lascia l’Europa e chi resta per la sua famiglia o il lavoro, ad esempio. 

Come si svolge quest'operazione congiunta?

Secondo "la Cimade", «dietro l’obiettivo di smantellamento della rete dei trafficanti si nascondono arresti di massa per i clandestini». Lo scorso anno, su 10.459 persone arrestate il 36% proveniva dalla Siria, il 13% dall’Eritrea, il 6% dall’Afghanistan (Statewatch). Nell'operazione precedente l’Italia ha arrestato 4.800 persone, la Germania 1.606,  la Francia e il Belgio rispettivamente 154 e 127: si tratta di cifre relativamente irrisorie poiché questi Paesi effettuano controlli durante tutto l’anno e le riduzioni non sono necessariamente riconducibili all’aumento di questo genere di operazioni. Il portavoce della polizia belga ha dichiarato che non esisterebbero altri strumenti supplementari per l’operazione Mos Maiorum (RTBF). Una dichiarazione confermata anche dall’associazione senza scopi di lucro “Coordinazione e Iniziative per i Rifugiati e gli Stranieri" e dall’associazione “Afgani della Chiesa del Beghinaggio di Bruxelles”: «in questi giorni non abbiamo visto più i poliziotti. Abbiamo più paura del solito, ma la polizia è comunque molto presente qui». In Francia, come ogni settimana, i controlli danno i loro frutti sui provvedimenti di trattenimento. Così il sito del collettivo "Senza Documenti Né Frontiere" (Sans Papiers Ni Frontières) annuncia che «in questi giorni numerose persone sono arrivate al centro accoglienza di Vincennes [comune francese nella regione Île de France, nda] » 

Il fantasma di un'invasione di criminali in Europa

L’espressione latina Mos Maiorum fa riferimento alla tradizione, a quell'“usanza dei padri” che doveva essere preservata dalle decadenze e dalle barbarie dei tempi. Scegliendo questo nome per battezzare un’operazione di polizia indirizzata agli stranieri, l’Italia suggerisce un po’ finemente che questi ultimi rappresentino un “pericolo” per la “civiltà” europea!

Condotte ogni sei mesi dal Paese che detiene a rotazione la Presidenza europea, queste operazioni associano il soggiorno irregolare a un delitto criminale, amalgamando sempre di più le figure degli immigrati a quelle dei delinquenti e nutrendo, così, i discorsi xenofobi. D'altronde, si viola la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea che non applica penalità al soggiorno irregolare. Per quanto riguarda le reti dei trafficanti, varie ONG ricordano che se da un lato gli Stati cercano di smantellarle, dall'altro è proprio il dispositivo d’accesso al territorio europeo ad obbligare gli immigrati e i rifugiati a ricorrervi. Il miglior modo per indebolire i trafficanti sarebbe pertanto far entrare attraverso vie più legali coloro che vengono a cercare protezione in Europa. 

Un'operazione ambigua

Se migliaia di controlli devono essere effettuai in maniera casuale, questi riguarderanno di fatto solo le persone che hanno l’aria di non essere nate in Europa. Simili controlli sulla base delle fattezze sono discriminatori e ledono il diritto europeo, ma i parlamenti degli Stati membri e il Parlamento europeo, escluso dall’operazione, difficilmente possono intervenire. Altri timori si sedimentano sul futuro delle persone interpellate e sull’uso dei dati personali schedati e condivisi con l’Europa: nazionalità, sesso, età, luogo e data di entrata in Europa, strade e mezzi intrapresi. 

 La società civile si mobilita

Grazie all’hashtag #ReportMosMaiorumsito , alcuni cittadini segnalano su Twitter e sul  di crowdsourcing  i luoghi dove si verificano i fermi. Il sito recensisce più di 200 controlli di cui 40 in Germania e in Italia, 20 in Spagna e poco più di una decina in Francia, Belgio, Bulgaria e Svezia. Dappertutto in Europa le organizzazioni che sostengono i migranti hanno pubblicato su Internet e diffuso nelle strade dei volantini che invitano a una maggiore vigilanza. 

Il 22 ottobre a Bruxelles è prevista una manifestazione di protesta contro queste “retate che  ricordano gli episodi più vergognosi della Storia europea”. (CIRE).