Omicidio Meredith, basta con la fatwa anti-Erasmus

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2007
Articolo pubblicato il 07 dicembre 2007
Avviso ai naviganti: l'Erasmus è pericoloso, gli studenti a rischio depressione e talora suicidio. Questa la fatwa scagliata dalle colonne di Repubblica da Ilvo Diamanti e benedetta da Eugenio Scalfari su L'Espresso. Diamanti fustiga la "gioventù apolide" responsabile del contesto sociale nel quale sarebbe stato perpetrato l'omicidio della studentessa inglese Meredith a Perugia.

Per Diamanti il capoluogo umbro è il simbolo di quei centri che i malvagi studenti Erasmus hanno sfigurato, trasformandoli in non-luoghi privi di "istituzioni, regole, autorità". "Nelle città universitarie (...) gli studenti sono "popolazione" di passaggio. Non hanno radici locali. Né la prospettiva di restarvi per la vita. Pagano affitti alti per un appartamento condiviso con altri studenti. Non lo possono percepire come casa propria."

Ma lo sa Diamanti quanti studenti, dopo l'Erasmus, tornano nel paese nel quale hanno trascorso l'anno più bello della loro vita e spesso, come nel mio caso, ci lavorano, si sposano e costruiscono un futuro spesso impossibile in paesi - quelli sì - depressi come l'Italia?

Ma Diamanti non si ferma. Gli studenti "apolidi" sono privi di "vincolo sociale e comunitario. Perché non sono una società e neppure una comunità. Ma una umanità immersa in relazioni, in larga parte, transitorie. Fitte ma senza impegno."

Questo è davvero troppo caro e preziosissimo Diamanti. Se non dovesse saperlo grazie al programma Erasmus - 1,5 milioni di studenti dal 1987 - sono nate solide amicizie, amori profumati e, spesso come nel caso di mia moglie, francese sonosciuta alla Luiss di Roma, i pancioni dell'avvenire. Grazie all'Erasmus eserciti di giovani possono finalmente sprovincializzare le loro esistenze, imparare una lingua straniera e - contrariamente a quanto da lei affermato - sentirsi a casa all'estero.

Se su 1,5 milioni di persone ce n'è una che viene uccisa non vuol dire che l'esperienza studentesca più entusiasmante dei giorni nostri debba essere demonizzata. Vuol solo dire che è un'esperienza ormai generalizzata e che, fortunatamente, sta democratizzandosi. Che i sacerdoti del tribalismo e dei bei vecchi tempi "quando si poteva restare tutti tra italiani" possano tacere. Il mondo va avanti e tant mieux.

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