Olocausto o low cost?

Articolo pubblicato il 23 febbraio 2009
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Articolo pubblicato il 23 febbraio 2009
Una divertente conversazione ha mostrato la divisione tra le generazioni sulla storia tedesca - e più in generale, europea. All’inizio di dicembre due “babeliani’’ tedeschi dibattevano in un cafè del Marais, caloroso quartiere nel cuore di Parigi. Ovviamente stavano chiacchierando in tedesco.
All’improvviso una donna di mezza età, comproprietaria del cafè, gli chiede semplicemente

-    Scusatemi, ma… in che lingua state parlando?

-    Tedesco, Signora.

-    Oh, non pensavo potesse essere così dolce…Posso chiedervi una cosa?

-    Certo.

-    I tedeschi come vivono l’olocausto ai giorni nostri?

In quel momento, un altro ‘’babeliano’’, spagnolo questa volta, che stava mangiando alla stessa tavola ma che non stava seguendo la conversazione in tedesco, disse: low-cost? È geniale! Si può andare a Budapest anche con quattro soldi!

Poi i miei amici di cafebabel.com hanno risposto alla domanda... Ma io credo che questo aneddoto può davvero mettere in luce la differenza tra le generazioni che esistono oggi nel Vecchio Continente.

Ciò che voglio dire è che l'Olocausto è una delle peggiori pagine della storia europea - e non solamente tedesca -. Ma non sono d'accordo con quelli che identificano direttamente la lingua, le persone e la cultura tedesca con questa tragedia. Oggi, i tedeschi – ed io parlo delle nuove generazioni  – hanno capito, senza dimenticarla, la loro storia. Non è il caso di tutti, in particolare i francesi, che a guardare ai loro “peccatucci” ai tempi della collaboration non ci pensano mica... Ben inteso, le loro storie sono diverse.

Ma per piacere Signora, cerchi di voltar pagina!

Traduzione Lidia Cappai