ognuno col proprio voto, ognuno col proprio scrutinio?

Articolo pubblicato il 06 maggio 2014
Articolo pubblicato il 06 maggio 2014

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Dal 22 al 25 maggio, 500 milioni di europei voteranno per eleggere 751 eurodeputati. Ma con quali modalità?

“Uniti nella diversità” è il motto pass partout dell’Unione Europea, applicabile anche alle prossime elezioni europee. Se i futuri membri del Caprice de Dieux (così è stato soprannominato il Parlamento europeo di Bruxelles, per via della forma ovale che ricorda quella del celebre formaggio francese) saranno eletti a scrutinio di lista su base proporzionale in un unico turno, le modalità dello scrutinio sono state stabilite dai singoli Stati membri e sono, quindi, differenti. 

Le elezioni si svolgeranno in un arco di quattro giorni. Britannici e olandesi voteranno giovedì 22 maggio, gli irlandesi venerdì 23, i maltesi, lettoni e slovacchi sabato 24 e i cechi potranno votare tra il venerdì ed il sabato. Tutti gli altri Stati membri voteranno domenica 25 e i risultati si sapranno nella stessa serata.

Cir­coscrizione  or not cir­coscrizione? 

Bisogna distunguire tra circoscrizione nazionale unica e circoscrizione regionale. La prima è il caso più frequente e riguarda tanto i “piccoli” Stati quanto la Germania e la Spagna. In questo caso la scelta è semplice: vince il più forte. Le liste sono stabilite dai partiti politici, i quali hanno la possibilità di inviare al Parlamento europeo un numero di rappresentanti in funzione dei risultati elettorali. Essendo proporzionale, il numero totale dei rappresentanti dipende dalla popolazione di ogni paese.

Dal canto loro, francesi, italiani e britannici hanno optato per la suddivisione del proprio territorio in circoscrizioni elettorali regionali. Stesso principio per le liste nazionali, solo che il numero di seggi è minore. Perché creare più circoscrizioni, a differenza degli altri Stati?

Questa scelta permette ad ogni regione d’essere rappresentata meglio ed è anche un porto salvo per i partiti più importanti, ai quali sarà garantito un numero minimo d’eletti. Tuttavia, queste circoscrizioni creano dei problemi nei sondaggi. Prendiamo come esempio il caso della Francia: qui si stima che, a livello nazionale,  un 25% dei voti andrà al Front National. Ma questo non significa un 25% di deputati. Probabilmente in Francia del nord e dell’est il Front National raggiungererà tale percentuale, ma nella zona ovest o a Parigi è molto difficile che ci arrivi, dato che lì il partito è meno radicato.

Lo sapevi che...?

La scelta tra circoscrizione nazionale o regionale non è la sola differeza tra i vari sistemi elettorali. In Lussemburgo  si può effettuare il panachage o voto disgiunto; in Belgio, come per qualsiasi altra elezione, gli elettori potranno esprimere preferenze per alcuni candidati all’interno di una lista, così come avviene anche in Austria, in Finlandia e in Italia.

Esiste, invece, una regola comune ai 28 Stati membri: la soglia di sbarramento che permette o meno l’ingresso di un partito nel Parlamento europeo, se si decide di fissarne una, non deve superare il 5%. Potrà sembrare una sciocchezza, ma è da questo che dipende la sorte di alcuni partiti.

È quindi ufficiale, per queste elezioni europee bisogna parlare al plurale, visto che ci sono ben 28 battaglie da affrontare per le elezioni  del Parlamento europeo. 

Quest’articolo vuole semplicemente offrire una panoramica generele delle elezioni europee. Per tutti i dettagli, leggete la nota esplicativa del Par­le­mento europeo.