Octavie Delvaux: “50 sfumature” di femminismo alla francese

Articolo pubblicato il 29 marzo 2013
Articolo pubblicato il 29 marzo 2013
Avevano ragione le Femen a chiedersi dove fossero finite le femministe francesi? Forse sì. Come spiegare altrimenti il successo del genere mommy porn e della trilogia “50 sfumature”, di chiara ispirazione puritana, nella Francia della liberazione sessuale dove le donne non lo leggono ma lo fanno?
A rimettere i puntini sulle “i” di femminismo, ci ha pensato Octavie Delvaux con il suo romanzo “Sex in the kitchen”, in cui è la donna che detta le regole. Sia fuori che sotto le coperte. L'abbiamo incontrata a Parigi.

Il 30 novembre del 1900, Oscar Wilde morì a Parigi in una stanza de L'Hotel, al 13 di rue des Beaux Arts, a causa della sifilide. Oggi, nell'elegante bar dello stesso albergo, nel cuore del quartiere latino, incontro Octavie Delvaux, pseudonimo attraverso cui si esprime con fierezza una trentenne scrittrice parigina di racconti e romanzi erotici.

Dal marchese De Sade a "Cinquanta Sfumature"

Sono in anticipo. Mentre aspetto, i tappeti e le imbottiture pregiate della sala attutiscono l'inglese finanziario di un gruppo di businessmen incravattati seduti in un angolo; di fronte a me, una ragazza in tailleur nero versa in alcuni calici da vino succhi di frutta biologici, nell'attesa che un uomo fascinoso e severo seduto al suo fianco le conceda un cenno d'approvazione. Mi sento un po' a disagio qui e quando Octavie arriva, approfittando della condensa che le appanna gli occhiali, glielo faccio notare. "Se vuole andiamo via - risponde svelandomi occhi troppo azzurri per essere veri – mi sembrava un luogo consono per un'intervista". È lei che comanda. Decidiamo di restare e sprofondare nei comodi divanetti Luigi XVI. Quel luogo, quei volti, quell'atmosfera ovattata mi ricordano un elegante bordello fin de siècle. D'altronde ho sempre pensato che l'erotismo fosse un concetto tutto francese. "Se fossi stata di un'altra nazionalità - mi conferma Octavie - probabilmente non avrei avuto un accesso così privilegiato ai classici della letteratura erotica. A scuola leggevamo Baudelaire e Verlaine e nella mia famiglia non ci sono mai stati tabù: avevo 14 o 15 anni quando mia mamma mi mise tra le mani “Justine” del marchese De Sade".

La donna non è ancora in grado di vivere liberamente la propria sessualità senza subire commenti maschilisti. Non ci siamo ancora abituate all'idea che il sesso possa essere il gioco di una sera.

Fu proprio la delusione per la letteratura erotica contemporanea a spingerla a scrivere: "Che siano scritti da un uomo o da una donna – mi spiega Octavie – nei testi contemporanei le fantasie femminili sono vampirizzate da quelle maschili". Le chiedo di essere più precisa. "Pensi all'onnipresenza dello sperma: ingoiato, sul corpo di donne spesso circondate da un numero imprecisato di uomini. Ecco, questa è una fantasia maschile. Pensi alla protagonista di “50 sfumature”: secondo lei è possibile avere quattro orgasmi nella sera in cui si perde la verginità? No". Secondo Octavie, il successo di “50 sfumature” è l'ennesima dimostrazione che la donna contemporanea è tutt'altro che libera: "Non sa in quante mi chiedono come mai non abbia paura di essere giudicata per ciò che scrivo. La donna non è ancora in grado di vivere liberamente la propria sessualità senza subire commenti maschilisti". E così, sfoga la sua frustrazione nella letteratura erotica. "Non ci siamo ancora abituate all'idea che non si va a letto solo per fare figli. Che il sesso possa essere il gioco di una sera. Un lettore di 25 anni, parigino, alla moda, mi ha scritto che gli piacciono i miei racconti perché parlo di donne che si concedono al partner per puro piacere, mentre le sue amiche monetizzano il sesso; lo fanno solo se poi si costruisce qualcosa di serio".

"Sex in the Kitchen": libertinismi contemporanei

Nel suo esordio romanzesco, “Sex in the kitchen”, Octavie racconta la storia di Charlotte, una bella ragazza di 28 anni, che, stanca della propria routine di coppia e stuzzicata dai racconti piccanti delle sue due amiche libertine, lascia il compagno per nuove esperienze erotiche. "Le protagoniste sono libere, lavorano, sono indipendenti. Per me è normale. Sono cresciuta con donne sessantottine e femministe". Talvolta le sue eroine sono addirittura dominatrici, come la protagonista di un suo racconto che obbliga un timido viaggiatore inglese a farsi fare la pipì addosso nel bagno di un treno Parigi-Londra. "Spesso lascio fare all'immaginazione; non è detto che nella vita reale mi comporterei come i miei personaggi". Visto tutto il thé che sta bevendo, mi sento rassicurato.

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E gli uomini? Come si rapportano, oggi, a questo nuovo modello di donna? "Spesso sono impressionati - mi spiega - la loro costruzione sessuale è diventata più difficile. Si dice perfino che diventino omosessuali per paura delle donne carismatiche". Insomma, anche se secondo Octavie la maggior parte delle donne preferisce il classico macho, il mondo sta cambiando: "C’è chi vuole un uomo più malleabile, attento alle fantasie femminili". Più sottomesso? "Sì, il che non significa inattivo. Al contrario del classico dominatore, che è più egoista o ricerca una soddisfazione di tipo animale, il dominato prova piacere anche grazie al piacere del partner, anche se non arriva all'orgasmo. È bene che questo modello diventi sempre più diffuso". Secondo Octavie, infatti, l'uomo può e deve essere educato al piacere femminile: "Una mia collega ha avuto una relazione di 8 anni con un uomo senza mai confidargli che quando faceva sesso con lui provava dolore. Non bisogna avere paura di spiegare all'uomo cosa fare, anche in maniera puramente didattica".

Prima di dedicarsi interamente alla letteratura erotica era una ricercatrice di manoscritti medievali alla Sorbona. "Non sono due mondi così distanti - racconta: - in un manoscritto il medico e teologo Arnaud de Villeneuve (1238 - 1311) invita l'uomo che si accinge a fare l'amore a non sottovalutare l'importanza dei preliminari".

Oggi Octavie ha abbandonato la sua attività di ricercatrice specializzata in manoscritti medievali alla Sorbona. Ormai è una scrittrice a tempo pieno, ha due libri in cantiere ma tiene a bada le sue aspirazioni letterarie: "Purtroppo la letteratura erotica è considerata un sottogenere; se non scrivi cose caste, è difficile raggiungere una dignità autoriale". Non ci resta che confidare in una delle massime di Oscar Wilde, il cui spirito, chissà, magari vaga ancora in queste stanze e ha ascoltato le nostre conversazioni, “Niente ottiene successo come l'eccesso”.

Foto: copertina e testo © dal sito ufficiale di Octavie Delvaux; targa Oscar Wilde © Mu/wikicommons; video © Stéphane Rose/YouTube.