Nuovo articolo

Articolo pubblicato il 24 marzo 2017
Pubblicato dalla community
Articolo pubblicato il 24 marzo 2017

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Aree Fragili

Cosa ho imparato dal convegno “Alfabetizzazione, apprendimento, arte. Il divario culturale delle aree rurali fragili”, che si è appena concluso a Rovigo.

Se sei uno dei professionisti che lavora in aree marginali, interne, vulnerabili o semplicemente fragili, è uno dei convegni più stimolanti dello scenario italiano. E’ una delle poche realtà in cui accademici e privati costituiti in associazioni o cooperative si confrontano. Le sessioni del convegno si articolavano tra arte, architettura, alfabetizzazione, comunità montane e la realtà delle pluriclasse.

Cosa ho imparato. Che esistono valli e zone alpine con una ricchezza e un patrimonio culturale in estinzione. Che per certi versi questo fenomeno è difficile da arginare e che tra qualche anno non ne rimarrà traccia. Che esistono zone definite “morte” il cui destino è incerto, e non sempre esistono animatori o filantropi che hanno a cuore il territorio diventando partigiani e testimoni di un mondo oramai invisibile.

Ho notato che spesso economisti ed esperti di marketing siano scollati da realtà in cui spesso è difficile avere assicurata una copertura telefonica o fornitura elettrica, e la connessione internet non è mai arrivata. Che esiste il penoso problema della ricettazione di oggetti d’arte e molti beni artistici non possono essere esposti né lasciati nella loro destinazioni originarie. Che spesso i borghi con pochi abitanti nonostante siano vivi, siano ostaggi di predoni che sottraggono beni architettonici senza che possano fare nulla. Che i beni relazionali in molte circostanze e soprattutto in valli isolate o in borghi in quota hanno come prima necessità, medicine, cibo, legna per riscaldarsi, e neve da spalare. E che la vita spesso è garantita da un vicinato anziano che resiste attraverso gesti di reciprocità e di attenzione.

Da tenere d’occhio l’offerta formativa e culturale per Parco regionale dell’Appia Antica che ha presentato uno studio meraviglioso sul pastoralismo in aree periferiche a Roma e il progetto “Per una Scuola di Pastorizia suburbana dell’Agro Romano”. Egli articoli della professoressa Chistolini dell’ Università Tre di Roma sui bambini migranti e minori non accompagnati in epoca moderna.

Foto di campo — Antonio Mercurio

Se sei uno dei professionisti che lavora in aree marginali, interne, vulnerabili o semplicemente fragili, è uno dei convegni più stimolanti dello scenario italiano. E’ una delle poche realtà in cui accademici e privati costituiti in associazioni o cooperative si confrontano. Le sessioni del convegno si articolavano tra arte, architettura, alfabetizzazione, comunità montane e la realtà delle pluriclasse.

Cosa ho imparato. Che esistono valli e zone alpine con una ricchezza e un patrimonio culturale in estinzione. Che per certi versi questo fenomeno è difficile da arginare e che tra qualche anno non ne rimarrà traccia. Che esistono zone definite “morte” il cui destino è incerto, e non sempre esistono animatori o filantropi che hanno a cuore il territorio diventando partigiani e testimoni di un mondo oramai invisibile.

Ho notato che spesso economisti ed esperti di marketing siano scollati da realtà in cui spesso è difficile avere assicurata una copertura telefonica o fornitura elettrica, e la connessione internet non è mai arrivata. Che esiste il penoso problema della ricettazione di oggetti d’arte e molti beni artistici non possono essere esposti né lasciati nella loro destinazioni originarie. Che spesso i borghi con pochi abitanti nonostante siano vivi, siano ostaggi di predoni che sottraggono beni architettonici senza che possano fare nulla. Che i beni relazionali in molte circostanze e soprattutto in valli isolate o in borghi in quota hanno come prima necessità, medicine, cibo, legna per riscaldarsi, e neve da spalare. E che la vita spesso è garantita da un vicinato anziano che resiste attraverso gesti di reciprocità e di attenzione.

Da tenere d’occhio l’offerta formativa e culturale per Parco regionale dell’Appia Antica che ha presentato uno studio meraviglioso sul pastoralismo in aree periferiche a Roma e il progetto “Per una Scuola di Pastorizia suburbana dell’Agro Romano”. Egli articoli della professoressa Chistolini dell’ Università Tre di Roma sui bambini migranti e minori non accompagnati in epoca moderna.