Nuove visioni e corti, i verdetti del Sicilia Queer Filmfest

Articolo pubblicato il 06 giugno 2016
Articolo pubblicato il 06 giugno 2016

Assegnati i premi ai film e ai cortometraggi in concorso alla sesta edizione del Sicilia Queer Filmfest. Trionfa il francese De L'Ombre Il Y A  nella sezione Nuove Visioni, mentre tra i corti vince lo svedese Mamma Vet Bäst. Le opere premiate approfondiscono i temi dell'identità transgender, delle nuove famiglie e del coming out.

Siamo ai verdetti della sesta edizione del Sicilia Queer Filmfest, che per una settimana ha fatto respirare ai cinefili palermitani un clima internazionale, con proiezioni a rotazione continua in due sale cinematografiche e un'arena ai Cantieri Culturali alla Zisa. Internazionale il pubblico, con appassionati arrivati da numerose città italiane, europee e qualcuno perfino dagli States. Internazionali gli ospiti, tra i quali vale la pena menzionare il regista Lionel Baier e la diva Dominique Sanda che, arrivata con un volo transoceanico dall'Uruguay, ha ricevuto la cittadinanza onoraria a Palazzo delle Aquile. Internazionali le opere, cioè i cortometraggi della sezione Queer Short e i film della sezione New Visions, molti dei quali proiettati in anteprima nazionale, tutti in lingua originale e sottotitolati in italiano.

Internazionali anche i giurati che hanno decretato i vincitori da una selezione di opere dalla qualità molto elevata, magari senza il capolavoro assoluto ma anche senza pellicole da sottovalutare: il regista libanese Roy Dib, l'attrice tedesca Victoria Schulz, il portoghese João Ferreira del Festival Queer Lisboa e lo scrittore palermitano Giorgio Vasta. Per loro, il compito non facile di decidere i vincitori di questa sesta edizione del Sicilia Queer Filmfest, motivando la scelta in Sala "De Seta" davanti a una platea che attendeva il film di chiusura e il concerto dei Calisto e dei Tamuna.

Il vincitore nella sezione Queer Short

Tocca per primo a Roy Dib, regista libanese vincitore nell'edizione 2015 del concorso Queer Short, annunciare l'opera premiata quest'anno. Si tratta di Mamma Vet Bäst dello svedese Mikael Bundsen. La motivazione viene letta da Giorgio Vasta: "Attraverso una messa in scena semplice e radicale e una trama molto solida il film propone un nuovo approccio alla solita storia di 'coming out', risolvendo le tensioni in modo sorprendente e contemporaneo".

Victoria Schulz annuncia poi una menzione speciale al corto Ama, del gruppo di studenti della scuola L'École de L'Image di Parigi, "[...] per aver raccontato, attraverso l'animazione, una storia sul desiderio in modo poetico e delicato".

Il vincitore nella sezione New Visions

João Ferreira elegge invece il film vincitore della sezione New Visions, il francese De L'Ombre Il Y A di Nathan Nicholovitch. Si tratta di una storia molto dura su una prostituta transessuale. Ambientata in Cambogia e raccontata con linguaggio vicino al genere documentario, la storia si muove attraverso perdite improvvise e l'inaspettata comparsa di una bambina. Le motivazioni dei giurati sottolineano "[... ] l'esplorazione del legame tra due personaggi di generazioni diverse che imparano a prendersi cura l'uno dell'altra senza porsi il problema delle loro reciproche identità".

Ma i premi realizzati dall'artista Daniele Franzella per le due opere vincitrici non sono tutto: alcuni premi li assegna anche la Giuria del Comitato Palermo Pride, in queste ore alle prese con le polemiche sui social per lo slogan dell'imminente parata sui diritti LGBT prevista a Palermo. Massimo Milani annuncia subito che i premi vanno a opere scelte perché "[...] parlano di famiglie in modo coraggioso e anticonvenzionale". Per i lungometraggi il premio va a Nasty Baby, che racconta di "una famiglia disfunzionale con tanto di delitto", mentre per i corti il Comitato Palermo Pride premia Pink Boy, definito come " [...] l'evoluzione non prevista di un figlio in una principessa transgender". A questo illuminante cortometraggio di Eric Rockey è andato anche il premio del pubblico.