Numeri che parlano da soli: stagisti senza retribuzione

Articolo pubblicato il 16 agosto 2016
Articolo pubblicato il 16 agosto 2016

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Lavorare gratis è diventata la nuova moda. Ciò che preoccupa di più è che questo succede anche all'interno di alcune istituzioni, quelle europee, che sostengono di mettere i giovani al primo posto delle loro priorità. Diamo uno sguardo ai numeri.

- No, ma va, non ho ancora trovato niente. E tu? Lavori?

- Sì sì, tutti i giorni le mie 7 ore... Beh, a dir la verità, sono uno stagista ma faccio tanto quanto gli altri.

- E ti pagano? 

-No, ho provato a chiedere il rimborso per le spese di viaggio, ma non c'è stato modo. 

-Beh, ciò che conta è fare curriculum... no? 

Questo tipo di conversazione non si sente solo in alcune zone geografiche. Si può ascoltare a Madrid, a Londra, a Roma e adesso anche a Bruxelles, niente di più e niente di meno che nei corridoi delle istituzione europee. Lì si riuniscono ogni anno centinaia di giovani da tutte le parti del mondo che arrivano con il sogno di acquisire esperienza, arricchirsi personalmente e, perché no, "costruirsi un futuro". Dobbiamo essere chiari, i racconti di favole qui non esistono. Secondo la ONG Brussels Interns, a Bruxelles ci sono due tipi di stagisti. Da una parte, ci sono quelli che riescono ad entrare nel programma delle borse di studio, la cui retribuzione si aggira attorno ai 1300 euro e, dall'altra parte, quelli che non riescono ad accedervi. Molti di questi decidono di accettare dei tirocini non retribuiti o, in altre parole: lavoro gratis. In particolare, e secondo la ONG, a giugno di quest'anno, nella Commissione Europea c'erano 200 stagisti senza retribuzione. L'European External Service è stato molto criticato per il fatto che non offra nessun tipo di retribuzione, dettaglio che, ciò nonostante, il loro sito web chiarisce già in anticipo. Nel Parlamento, dal canto suo, un sondaggio svolto nel 2013 sottolineava che tra i deputati c'era solo un 20% senza stipendio e un 25% che guadagnava solo 600 euro. 

Questa "abitudine" causa due problemi: il primo, un impoverimento della gioventù per cui risulta complicato rendersi indipendenti dal nido familiare. Il secondo, un elitarismo di certi ambiti lavorativi ai quali accedono solamente coloro con redditi familiari alti o stili di vita benestanti. "Non solo indebolisce il mercato lavorativo ma ha anche effetti sul progetto europeo e sulla visione che i giovani hanno di questo", spiega Bryn Watkins, di Brussels Interns NGO. Chi può trasferirsi a Bruxelles senza una retribuzione? Chi si può permettere un tirocinio non retribuito a New York

Oggi, 12 agosto, la ONU festeggia la Giornata Internazionale della Gioventù e il motto di quest'anno dice: "Il cammino verso il 2030: eliminare la povertà, realizzare consumo e produzione sostenibili". Un modo per riuscirci? Proibire i tirocini non retribuiti potrebbe essere l'inizio di una grande storia. 

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Questo articolo fa parte della nostra rubrica Numeri che parlano da soli: statistiche, vignette ed analisi, per capire meglio il mondo intorno a noi.